TWITTER E' PIU' POTENTE DI DONALD TRUMP


- 27/05/2020

I tweet di Trump contro il "voto per posta" vengono etichettati come "misinformation" fuorvianti, e i lettori sono inviatati a verificare su altri siti la verità dei fatti. Il CEO di Twitter Jack Dorsey è il nuovo Presidente degli Stati Uniti? Trump reagisce come un dittatore, minacciando di chiudere Twitter e gli altri social-media


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AGGIORNAMENTO : Dopo il "fact check warning" di Twitter, Trump perde la testa e lancia minacce da dittatore contro i social-media.

“Republicans feel that Social Media Platforms totally silence conservatives voices. We will strongly regulate, or close them down, before we can ever allow this to happen.”

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Quello che è accaduto nella notte del 26 maggio 2020 passerà alla Storia.


Uno dei socialmedia più diffusi al mondo definisce "misinformation", "fuorviante" il contenuto di due messaggi inseriti sulla piattaforma Twitter dal Presidente degli Stati Uniti d'America, l'uomo più potente del mondo, il capo della prima potenza nucleare, della prima potenza economica, della prima potenza tecnologica.

Il Presidente si chiama Donald Trump, e ha appena postato due messaggi contro l'ipotesi di "voto per corrispondenza" avanzata da alcuni Stati guidati da governatori democratici, California e Michigan per le elezioni presidenziali del 2020.


Trump scrive che il voto per posta è una frode, un modo per truffare e sovvertire il voto dei cittadini a novembre.


Dopo che Trump ha premuto il pulsante TWITTA, scatta un algoritmo che in pochi secondi analizza il testo del messaggio e aggiunge una "fact-check label", un'etichetta con una frase, ai tweet di Trump .

L'etichetta dice "Scopri i fatti relativi alle votazioni per corrispondenza" e contiene un link ad articoli di CNN e Washington Post, media che Trump considera distributori di fake news e suoi acerrimi avversari.


I milioni di followers di Trump cliccano incuriositi sul link e accedono alle notizie che smentiscono le parole del Capo. Molti restano sbalorditi, pensano ad uno scherzo o ad un hackeraggio. Altri si ricordano che Twitter nel pieno della crisi di Covid19 aveva annunciato che avrebbe preso iniziative per contrastare i post più tendenziosi o "fuorvianti". Sui socialmedia ce ne sono a tonnellate, per tutti i gusti. Tra questi anche quelli di Donald Trump che non avrebbe mai pensato di essere censurato e schiaffeggiato dalla piattaforma di Jack Dorsey sulla quale passa gran parte del suo tempo quotidiano, tranne quando gioca a golf.


La mossa di Twitter ha gettato nel panico il Presidente del Golf, ma non solo, e solleva interrogativi che vanno al di là dell'episodio.


Che i socialmedia, in particolare Facebook e Twitter, siano da tempo dei soggetti politici con poteri enormi e incontrollati sui miliardi di individui che vi accedono è risaputo e dibattuto, con alti e bassi. Lo scandalo Cambridge Analityca, la Brexit, il Russiagate, l'uso da parte di fanatici terroristi, di spargitori di odio e fake news, hanno fornito elementi più che condivisibili a chi chiede qualche forma di regolamentazione e controllo.

Ma tutti pensavano che i soggetti da controllare fossero ai piani bassi o intermedi della scala politico-sociale. Nessuno avrebbe pensato che l'azienda di Jack Dorsey avrebbe avuto il potere, il coraggio e la convenienza di sfidare il Presidente degli Stati Uniti, che si chiami Trump o chi per lui.


L'iniziativa di Twitter preoccupa coloro che vi intravedono la possibilità che un'azienda, con una posizione di mercato dominante, possa manipolare o influenzare le opinioni politiche dei cittadini durante le elezioni o in altre situazioni rilevanti.


Con quale diritto Twitter definisce "fuorvianti" le idee di un uomo politico? come può arrogarsi il diritto di influenzare i cittadini indirizzandoli verso opinioni di altri schieramenti politici o mediatici? E se quello che oggi è accaduto a Trump domani dovesse succedere al leader di un partito di opposizione?


Chi sono le persone che all'interno di Twitter o di altri media, hanno il potere di intervenire per correggere o censurare il messaggio postato?
Inutile dire che la reazione di Trump è stata rabbiosa e minacciosa, il classico "lei non sa chi sono io", e "non finisce qui".
Ha accusato Twitter di "interferire nelle elezioni presidenziali del 2020" , "soffocando il libero dibattito ". Ha aggiunto che "non permetterà che accada!"


Twitter non ha commentato le reazioni di Trump. In precedenza l'azienda aveva chiarito che i tweet del Presidente sul voto per corrispondenza non avevano violato le regole della società e per questo non sono stati cancellati. Si è limitata ad "inserire l'etichetta per offrire ai lettori un contesto attorno alle affermazioni di Trump".


E' probabile che se Trump non si autolimiterà, ci saranno altri casi di fact-check e di etichettature.

Potrebbe essere l'inizio di una nuova tendenza social.


Sarà interessante vedere come andrà a finire. Si stanno scrivendo pagine nuove su come e cosa sarà la politica nei prossimi decenni.



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