Xi Jinping Prende in Giro il Mondo con Nuovi Criteri per Contare i Morti di Covid-19

13/02/2020

250 nuovi decessi e 14.000 nuovi contagi dichiarati ufficialmente in un solo giorno dalle autorità sanitarie cinesi!

 

 

 

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250 nuovi decessi e 14.000 nuovi contagi dichiarati ufficialmente in un solo giorno dalle autorità sanitarie cinesi!


I media del regime di Xi Jinping vorrebbero far credere a tutto il mondo che dietro l'improvviso aumento del numero di morti giornaliero e dei casi di contagio da Covid19 ci sia "solo" un cambiamento dei criteri e non una mezza ammissione di aver truccato finora i dati per far apparire la situazione "meno grave".

In sintesi le autorità sanitarie di Pechino, dopo aver chiesto il permesso al partito comunista, sostengono che l'incremento sarebbe "una tantum", a seguito della revisione dei criteri di classificazione dei casi di contagio e di decessi accertati. Una volta riallineati i numeri, quelli manipolati con i vecchi criteri a quelli con i nuovi manipolati, il conteggio si dovrebbe stabilizzare secondo i programmi previsti dall'algoritmo di regime.


I "nuovi criteri" potrebbero tuttalpiù far slittare la data del "picco previsto" dal 15 al 28 febbraio, secondo le convenienze economiche del regime.

 

 


La revisione dei criteri e il riconteggio di morti e contagiati dovrebbe proseguire per alcuni giorni e già da domani si potrà capire quale sia il grado di manipolazione con cui la Cina cercherà di far credere al mondo che "il peggio è passato" e la guerra a Covid-19 è sulla strada della vittoria.


La realtà è ben diversa, come testimoniano numerose fonti dall'interno della Cina, in particolare nella provincia di Hubei, ma soprattutto i dati acquisiti dai centri di ricerca e le proiezioni attendibili che vengono svolte.


Negli enormi palazzi di Wuhan, ciascuno abitato da migliaia di famiglie, nessuno è in grado di dire quante siano le persone che vi sono rimaste intrappolate, già morte o debilitate dalla polmonite, interi nuclei familiari che evitano di comunicare con l'esterno per paura o per costrizione.


Un raffronto empirico lo si può trarre, con le dovute differenze, tra quanto sta accadendo sulla nave da crociera Diamond Princess, la Wuhan galleggiante, ormeggiata in quarantena nel porto di Yokohama in Giappone con 3500 persone, turisti ed equipaggio. Dopo due settimane i contagiati a bordo risultano essere 220, compresi alcuni dello staff medico della nave.


Dopo due settimane dal primo infetto riscontrato, e in condizioni ottimali di quarantena, il tasso di contagio è superiore al 6%. Proiettando questa percentuale su una città come Wuhan, 9 milioni di residenti in quarantena, senza contare quelli che sono transitati nei primi giorni di gennaio, si ottiene la cifra di 540.000 contagiati. Applicando il tasso di mortalità più "ottimistico" valutato dalle autorità cinesi sul territorio nazionale nell'ordine del 2% (ma a Wuhan è stimato in circa il 4%) si ottiene un numero di decessi causati dal Covid-19 che varia da 10.800 a 22.000. Numeri che si riferiscono ai primi giorni di febbraio, e che ora sono ovviamente molto più alti.


Sono cifre che fanno tremare il regime di Xi Jinping, che tardivamente è costretto a prendere atto di una situazione ben peggiore di quella che cercava di raccontare.


La morte di Li Wenliang ha rappresentato un evento "liberatorio" per molti medici e infermieri impegnati nella drammatica situazione di Wuhan, dimostrando che si può dire la verità: persone che hanno smesso di contare i morti nelle strade e quelli che vengono ritrovati negli appartamenti e poi inviati direttamente ai forni crematori, controllati da polizia ed esercito per impedire che vengano fatte riprese video.


Un video raccapricciante circola su twitter, mostra due bambini morti che vengono infilati dentro un sacco mortuario che dovrebbe contenerne solo uno, e verrà conteggiato come un solo morto inviato alla cremazione.


I satelliti mostrano un picco di anidride solforosa generata da combustione organica proprio nella regione di Hubei, nel cielo plumbeo sopra Wuhan.

A conferma del cinismo e dell'arroganza con cui Xi Jinping tratta la grave emergenza scatenata dal "coronavirus di regime" fuoriuscito dai laboratori del Wuhan Institute of Virology, è arrivata la scontata rimozione di vertici politici da offrire in pasto all'opinione pubblicata inferocita.


La Cina ha rimosso dalla sua carica Jiang Chaoliang, il segretario del Partito comunista cinese (Pcc) dell'Hubei, la provincia che è l'epicentro dell'epidemia del nuovo coronavirus causa nel Paese 1.355 morti e quasi 60.000 contagi.


Jiang sarà sostituito dal sindaco di Shanghai, Ying Yong. Nei giorni scorsi provvedimenti simili hanno colpito i membri del partito provinciali con incarichi nel settore sanitario.
Wang Zhonglin è il nuovo capo del Partito comunista cinese di Wuhan e sostituisce Ma Guoqiang che, a fine gennaio in un'intervista alla tv statale Cctv, aveva ammesso i ritardi nella scoperta del coronavirus. "In questo momento mi sento in colpa, con rimorso e rimprovero - aveva detto Ma - Se fossero state adottate prima le misure di controllo rigorose, il risultato sarebbe stato migliore di quello attuale".

Non chiamatele epurazioni, ammonisce il Ministero della Verità cinese.

 

AGGIORNAMENTI

 

(in aggiornamento)

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