ITALIA: con Renzi come la Bulgaria

L'agenzia di rating S&P declassa l'Italia di Renzi a BBB-,  paese quasi a rischio di insolvenza, stesso livello attribuito alla Bulgaria e alla Romania.

Le riforme di Renzi non impressionano gli analisti di Standard & Poor's, che invece ritengono che il debito del Paese continuerà a crescere, come la disoccupazione, in un quadro economico stagnante.

Eppure la notizia del declassamento dell'Italia NON fa notizia. In altre epoche ci sarebbero stati titoloni e allarme sui tassi dei titoli (e quindi del debito) pubblici. Merito di Draghi, che con i suoi annunci di acquistare titoli anche molto rischiosi come quelli italiani ha praticamente azzerato l'effetto del rating delle agenzie internazionali.

Perché anche se i titoli italiani sono rischiosi c'è comunque qualcuno (la BCE con i soldi pubblici dei cittadini europei) che è disposto a comprarli. Quindi il rating è ininfluente e questo consente all'Italia di disinteressarsi del debito e della sua solvibilità.

Entro un paio di anni il rapporto Debito/PIL sarà al 150% e se ci saranno elezioni anticipate andrà anche oltre, perché Renzi non le vuole perdere ed è disposto a fare di tutto, con i soldi dei contribuenti (anche quelli tedeschi).

Berlusconi tra bluff e controbluff

Tra bluff e controbluff, Berlusconi ha deciso di andare a vedere le carte, drammatizzando il livello di scontro per costringere Letta alle dimissioni.

Non è ancora l'ultimo giro, perchè ora tocca al Napolitano-Letta decidere se vedere il bluff o accordarsi su un'amnistia ad personam.

C'è poco tempo per decidere, perchè il vero fine della mossa di Berlusconi è quello di non dare tempo alla giunta di votare la sua decadenza, con il voto previsto per i primi giorni di ottobre. L'IVA aumenterà, grazie al disinteressamento di tutti (avrebbero potuto decidere un mese prima, e non lo hanno fatto per reciproche convenienze), lo spread sarà manipolato per consentire a qualcuno di arricchirsi e a molti di impoverirsi, la Merkel forse suggerirà di fare un governo di coalizione (in Germania) che abbia poteri anche sull'amministrazione italiana.

Napolitano-Letta ha ben poco da lamentarsi: chi ha dato a Berlusconi la possibilità di diventare decisivo sulla scena politica ? Se Napolitano non avesse accettato il reincarico, non si sarebbero persi 5 mesi a sopportare le bizze di un pregiudicato. La crisi è buia e la notte deve ancora arrivare.

Mr Draghi whatever it takes

Mr Draghi lo scorso anno promise "whatever it takes" per salvare l'euro e l'Europa. Le sue parole furono acclamate in tutto il mondo, e per alcuni mesi Draghi sembrò oscurare la fama di Bernanke come "banchiere della provvidenza".

Ma Draghi era abituato da lungo tempo a fare "whatever it takes": dagli anni '90, quando come Direttore Generale del Tesoro, si accordò con le principali banche mondiali per mascherare i debiti italiani con l'uso di "derivati". 

Ora si scopre quanto ci costeranno quei derivati (e quanto ci sono già costati) e chi ci ha guadagnato (e ci guadagnerà). 

Ma il vizio di Draghi (anche il MontePaschi ne sa qualcosa) di usare la finanza "innovativa", quanto costerà ai contribuenti europei (e quindi anche italiani), dopo aver promesso di "salvare l'euro" a qualunque costo ?

 

Una ricostruzione tecnica sul sito Zerohedge:

http://www.zerohedge.com/news/2013-06-26/italy-embroiled-latest-derivative-loss-fiasco-through-another-mario-draghi-headed-sc

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To summarize:

  • Mario Draghi, complicit and aware of the Greek currency swap arrangement, as a member of Goldman Sachs in 
    the mid-2000s.
  • Mario Draghi, complicit and aware of various Monte Paschi derivative deals, as head of the Bank of Italy.
  • Mario Draghi, complicit and aware in rejecting Bloomberg's FOIA requests that would have blown all of these scandals wide into the open, as current head of the ECB.
  • And now, Mario Draghi, complicit and aware of at least one (and likely many) Italian window dressing derivative deals with one or more US investment banks, as Director-General of the Italian Treasury.

 

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