Perché Napoleone Macron è preoccupato dell'Italia

Il presidente francese Macron e l'eterna cancelliera tedesca Merkel ci hanno fatto sapere di essere preoccupati, anzi angosciati, dall'esito " ... delle elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi" cioè M5S e Lega.

 

E per questo secondo loro l’Unione Europea dovrà avere una trazione (supremazia) ancor più franco-tedesca. "Le elezioni italiane hanno scosso il contesto europeo" ha detto l'aspirante Napoleone. Che poi ha specificato: "Il lavoro che ci aspetta è importante in un contesto europeo profondamente scosso dopo la Brexit e profondamente scosso dopo le elezioni italiane che hanno visto imporsi gli estremismi... e toccare con mano, nello stesso tempo, le conseguenze di una duratura crisi economica e delle sfide migratorie a cui non siamo stati in grado di rispondere".

Originale intuizione, di cui non saremmo stati capaci se non ci avessero illuminato Napoleone Macron e Bismerkel che avvieranno una "road map chiara e ambiziosa entro giungo" per rifondare l’Unione. "È indispensabile costruire questa nuova ambizione per l’Europa" ha aggiunto la cancelliera. "Nel trimestre che si apre abbiamo molte cose da fare, si tratta di un lavoro indispensabile, ancora più indispensabile di qualche mese fa…"

In Italia le dichiarazioni di Macron-Merkel sono scivolate sul dibattito post elettorale, trattate con la rituale enfasi ma anche con incertezza:

perchè Francia e Germania si scagliano contro l'esito del voto italiano, sapendo che comunque, in qualsiasi caso dovranno incontrarsi e trattare o con Di Maio o con Salvini o con entrambi ?

quale credibilità hanno le loro promesse di molte cose da fare? vogliono togliere i migranti dall'Italia e ospitarli nelle loro città, e destinare più fondi per il Mezzogiorno e smetterla di fare shopping di aziende importanti ?

Niente di tutto questo.

Le "preoccupazioni" di MacronMerkel hanno un unico obbiettivo: come isolare il fenomeno italiano, ad un anno dalle elezioni europee, per evitare il contagio nei loro rispettivi paesi e oltre.

Trai due è Macron che scalpita più di tutti per mettersi alla testa delle truppe che dovranno ingaggiare battaglia contro i populisti.

Il suo piano prevede di replicare in tutta Europa quello che ha realizzato in Francia: distruggere il partito socialista e il repubblicano, cioè i partiti tradizionali ed egemoni nel parlamento europeo, e affermarsi con un movimento tipo "En Marche!", colonizzando politicamente le regioni più instabili dell'Unione Europea come la Spagna e l'Italia.

Oltre i Pirenei ha già pronta l'alleanza con i Ciudadanos di Albert Rivera per rottamare il PP e il PSOE mentre in Italia sperava in una situazione transitoria con Gentiloni-Tajani per prendere tempo e trovare una più valida alternativa.

Gli italiani lo hanno deluso ma soprattutto hanno reso molto più difficile il suo progetto.

 A meno che non metta davvero in atto le promesse di "rinnovare l'Europa",  non con le chiacchiere ma con i soldi e le vere solidarietà: distribuire davvero il carico delle immigrazioni, destinare davvero più risorse economiche all'Italia. Subito, e senza aspettare la futura campagna elettorale nella primavera del 2019.

 

 

 

Renzi-Gentiloni come Tavecchio-Ventura ?

Il giorno dopo l'eliminazione dell'Italia di Tavecchio-Ventura dal campionato del mondo di calcio del 2018, quella di Renzi-Gentiloni viene avvisata della possibile eliminazione dall'Europa di serie A.


I conti del debito pubblico non tornano, e a dirlo non è solo il torvo Katainen, membro della Commissione Juncker: ormai tutti gli analisti delle principali istituzioni finanziarie considerano il 2018 un anno pieno di rischi per l'Italia, che a sua volta diventa il principale rischio per l'Europa.


1) Mentre il debito pubblico "vero" continua a salire e quello finto comunque non scende, nel 2018 la BCE dovrà comprare meno titoli di Stato italiano e qualcun altro dovrà rimpiazzarla ma a tassi molto più alti che saranno pagati con altri debiti.

2) Prima o poi nel 2018 ci saranno le elezioni politiche, prima delle quali il governo farà altre promesse e spese pur di vincerle, e dopo le quali chiunque le vinca dovrà negare le promesse fatte. L'incertezza politica - impossibilità di una maggioranza stabile -  farà da ulteriore volano per l'aumento dei tassi di interesse.

3) La riduzione del QE di Draghi nel 2018, assieme al miglioramento dell'economia nel resto d'Europa, provocherà un apprezzamento dell'euro sulle altre valute con ripercussioni negative sull'export italiano, a cui si deve gran parte della frazionale ripresa degli ultimi mesi.
 
In questo scenario, usando la metafora calcistica, persino i greci diventano campioni imbattibili per l'Italietta di Renzi-Gentiloni.

L'Italia calcistica è in grande subbuglio contro il governo Ventura-Tavecchio che l'ha portata al  peggiore disastro da 60 anni.
 L'Italia politica riuscirà a liberarsi di Renzi-Gentiloni prima che compiano un altrettanto irreparabile disastro?

ITALIA: con Renzi come la Bulgaria

L'agenzia di rating S&P declassa l'Italia di Renzi a BBB-,  paese quasi a rischio di insolvenza, stesso livello attribuito alla Bulgaria e alla Romania.

Le riforme di Renzi non impressionano gli analisti di Standard & Poor's, che invece ritengono che il debito del Paese continuerà a crescere, come la disoccupazione, in un quadro economico stagnante.

Eppure la notizia del declassamento dell'Italia NON fa notizia. In altre epoche ci sarebbero stati titoloni e allarme sui tassi dei titoli (e quindi del debito) pubblici. Merito di Draghi, che con i suoi annunci di acquistare titoli anche molto rischiosi come quelli italiani ha praticamente azzerato l'effetto del rating delle agenzie internazionali.

Perché anche se i titoli italiani sono rischiosi c'è comunque qualcuno (la BCE con i soldi pubblici dei cittadini europei) che è disposto a comprarli. Quindi il rating è ininfluente e questo consente all'Italia di disinteressarsi del debito e della sua solvibilità.

Entro un paio di anni il rapporto Debito/PIL sarà al 150% e se ci saranno elezioni anticipate andrà anche oltre, perché Renzi non le vuole perdere ed è disposto a fare di tutto, con i soldi dei contribuenti (anche quelli tedeschi).

Berlusconi tra bluff e controbluff

Tra bluff e controbluff, Berlusconi ha deciso di andare a vedere le carte, drammatizzando il livello di scontro per costringere Letta alle dimissioni.

Non è ancora l'ultimo giro, perchè ora tocca al Napolitano-Letta decidere se vedere il bluff o accordarsi su un'amnistia ad personam.

C'è poco tempo per decidere, perchè il vero fine della mossa di Berlusconi è quello di non dare tempo alla giunta di votare la sua decadenza, con il voto previsto per i primi giorni di ottobre. L'IVA aumenterà, grazie al disinteressamento di tutti (avrebbero potuto decidere un mese prima, e non lo hanno fatto per reciproche convenienze), lo spread sarà manipolato per consentire a qualcuno di arricchirsi e a molti di impoverirsi, la Merkel forse suggerirà di fare un governo di coalizione (in Germania) che abbia poteri anche sull'amministrazione italiana.

Napolitano-Letta ha ben poco da lamentarsi: chi ha dato a Berlusconi la possibilità di diventare decisivo sulla scena politica ? Se Napolitano non avesse accettato il reincarico, non si sarebbero persi 5 mesi a sopportare le bizze di un pregiudicato. La crisi è buia e la notte deve ancora arrivare.

Mr Draghi whatever it takes

Mr Draghi lo scorso anno promise "whatever it takes" per salvare l'euro e l'Europa. Le sue parole furono acclamate in tutto il mondo, e per alcuni mesi Draghi sembrò oscurare la fama di Bernanke come "banchiere della provvidenza".

Ma Draghi era abituato da lungo tempo a fare "whatever it takes": dagli anni '90, quando come Direttore Generale del Tesoro, si accordò con le principali banche mondiali per mascherare i debiti italiani con l'uso di "derivati". 

Ora si scopre quanto ci costeranno quei derivati (e quanto ci sono già costati) e chi ci ha guadagnato (e ci guadagnerà). 

Ma il vizio di Draghi (anche il MontePaschi ne sa qualcosa) di usare la finanza "innovativa", quanto costerà ai contribuenti europei (e quindi anche italiani), dopo aver promesso di "salvare l'euro" a qualunque costo ?

 

Una ricostruzione tecnica sul sito Zerohedge:

http://www.zerohedge.com/news/2013-06-26/italy-embroiled-latest-derivative-loss-fiasco-through-another-mario-draghi-headed-sc

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To summarize:

  • Mario Draghi, complicit and aware of the Greek currency swap arrangement, as a member of Goldman Sachs in 
    the mid-2000s.
  • Mario Draghi, complicit and aware of various Monte Paschi derivative deals, as head of the Bank of Italy.
  • Mario Draghi, complicit and aware in rejecting Bloomberg's FOIA requests that would have blown all of these scandals wide into the open, as current head of the ECB.
  • And now, Mario Draghi, complicit and aware of at least one (and likely many) Italian window dressing derivative deals with one or more US investment banks, as Director-General of the Italian Treasury.

 

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