Coronavirus, Donald Trump è Molto Preoccupato per Due Motivi


- 15/02/2020


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La mattina del 3 febbraio, mentre si apprestava ad iniziare la sua solita noiosa giornata alla Casa Bianca, rimpiangendo le atmosfere della Florida, Donald Trump ha ricevuto una telefonata inattesa da uno dei suoi migliori ed importanti amici, Sheldon Gary Adelson, con il quale aveva da poco condiviso la porcheria del "piano di pace" per sistemare i palestinesi una volta per tutte nei territori-prigione in Israele.

per colpa del coronavirus il Las Vegas Sands perde milioni di dollari al giorno

Per chi non lo sapesse, Adelson è di origini ebraiche ma è soprattutto un grande miliardario (un patrimonio personale di circa 40) biscazziere, come Trump, e possiede l'Impero dei Casinò, il gruppo "Las Vegas Sands Corporation". Il suo obolo elettorale, pagato con moneta sonante, è stato ampiamente ripagato grazie alla detassazione dei ricchi in vigore da due anni.


Perchè Adelson disturba il risveglio del Presidente?

Perchè le notizie che arrivano dalla Cina sull'epidemia di coronavirus sono sempre più preoccupanti, per lui, cioè per i suoi affari.

Quello che doveva essere solo un fastidioso raffreddore stagionale, come Trump si era affrettato a dire dopo l'annuncio ufficiale del 20 gennaio, da curare tenendo chiuse porte e finestre a Wuhan, sta diventando un'incontrollabile pandemia di morte e paura, si estende a tutta la Cina e oltre i confini è arrivata a Singapore e Macao, con i primi casi di contagio  ...


Il coronavirus, non ancora ribattezzato covid-19, stava completamente bloccando le due città più a cuore di Adelson, quelle da cui il suo impero economico trae l'80% degli incassi e dei profitti, quelle in cui per due decenni aveva scommesso e investito miliardi, il suo orgoglio finanziario e personale, come se quelle due città le avesse fatte nascere lui.

A Macao, il centro offshore di riciclaggio più grande del mondo, il gruppo possiede tre megahotel, il Sands Macao, il Venetian Macao e il Sands Cotai Central, che da dieci anni pompano flussi enormi di dollari della ricca borghesia cinese.

A Singapore, la Svizzera asiatica, c'è il  Marina Bay Sands "an integrated resort fronting Marina Bay in Singapore, owned by the Las Vegas Sands corporation. At its opening in 2010, it was billed as the world's most expensive standalone casino property at S$8 billion ($5.88 billion USD), including the land cost".


"Un disastro - dichiara l'amico Sheldon - quegli stupidi di musi gialli hanno perso il controllo della situazione. I turisti stanno disdettando tutte le prenotazioni. Aerei, treni e navi sono bloccate o deserte. Le hall e le sale da gioco del Venetian Macao e del Marina Bay di Singapore sono vuote, tocca pagare migliaia di dipendenti che non fanno nulla  e se ne stanno chiusi dentro casa."


Il grande business del capodanno lunare è già saltato, amen, ora si tratta di salvare il resto. Non si capisce nulla su quanto l'epidemia durerà e quando si potrà ricominciare a vedere qualche turista.


Poi l'appello finale di Sheldon all'amico Donald: "Ti prego, chiama quel fesso di Xi Jinping e chiedigli cosa intende fare per far tornare tutto come prima, chiedigli se gli serve una mano per spargere un pò di ottimismo, se c'è da pagare o azzittire qualcuno. Insomma, facciamo qualcosa perchè ogni giorno che passa io perdo decine di milioni di dollari.
Capisci che potrei avere difficoltà a finanziare la tua campagna elettorale come nel 2016 (15 milioni di contributi ufficiali, altri sottobanco), quando gli affari andavano a gonfie vele. Se questo diavolo di virus arriva all'estate, siamo fregati."


"Hai ragione Sheldon, anch'io sono preoccupato di tutto questo casino di virus" - Donald Trump, dopo aver ascoltato lo sfogo giustificato del suo amico biscazziere. "Chiamo Steve (Mnuchin) e poi ti faccio sapere".


Steven Mnuchin non è uno scienziato virologo, ma il suo "ragioniere" di fiducia, quello che ogni cosca che si rispetti deve avere a fianco del boss, quello che Donald Capone ha messo a capo del Tesoro americano per curare i suoi affari finanziari personali, l'unico guarda caso del suo entourage di cui non abbia mai minacciato o praticato il licenziamento, l'unico che conosce la vera origine dei "miracoli" di Wall Street dal novembre 2016 ad oggi.

"Steve, sono Donald, mi ha chiamato Sheldon tutto preoccupato per colpa di quel virus che sta mandando a p... i suoi affari in Cina e a Singapore, per tutta la paura che gira e non si sa quando finirà. Tu ne sai niente, come possiamo dargli una mano ? Fai circolare qualche buona notizia sennò pure qui wall street va giù e noi che diciamo a chi perde i soldi per colpa di sto virus ... magari quella crookkona di Pelosi dice che è colpa mia, c'è lo show elettorale, mica possiamo sembrare tristi e preoccupati, siamo l'America più forte di sempre mica possiamo farci mettere sotto da quattro straccioni morti di fame cinesi col virus... Steve fammi sapere,ciao"


Steven Mnuchin è un mago, non della virologia ma della manipolazione. Informazioni, mercati finanziari, bilanci di aziende e del governo, è la vera, insostituibile eminenza grigia di Trump.

Dopo qualche ora chiama Donald e gli propone il suo piano di azione. Per cominciare è necessario farsi una bella chiacchierata con Xi Jinping, ma prima di tutto i cinesi devono cospargersi la testa di cenere sul versante della guerra dei dazi, annunciando un taglio unilaterale e incondizionato delle tariffe all'importazione di merci americane, una bella vittoria da sbandierare per i nostri elettori.


Tre giorni dopo, il 6 febbraio la Cina annuncia il taglio del 50% dei dazi doganali su 75 miliardi di importazioni dagli Stati Uniti.

Le borse volano, i numeri di morti e contagiati a Wuhan miracolosamente diventano ottimistici, tra una settimana ci sarà il picco e poi la discesa. In fondo la curva del coronavirus è come quella della finanza di wall street, a curve invertite, e quindi "Buy the peak", consiglia l'insider Mnuchin alla sua vasta rete di trader affamati. Basteranno un paio di tweet di Trump a confermare che la manipolazione del coronavirus è a buon punto.


Il 7 febbraio mattina Xi Jinping telefona a Trump, lo mette al corrente di quello che stanno facendo, lo rassicura di essere in buona salute, c'è stato qualche errore o ritardo all'inizio ma entro qualche settimana sarà tutto sotto controllo, concorda gli ultimi dettagli per scatenare l'ottimismo globale. Fai sapere al nostro comune amico Sheldon che dopo metà febbraio le fabbriche riapriranno e anche i suoi hotel e bische potranno rivedere fiumi di polli turisti spensierati.

Dopo un pò Trump annuncia via twitter che il coronavirus è sistemato:


Just had a long and very good conversation by phone with President Xi of China.

He is strong, sharp and powerfully focused on leading the counterattack on the Coronavirus.

He feels they are doing very well, even building hospitals in a matter of only days.

Nothing is easy, but he will be successful, especially as the weather starts to warm & the virus hopefully becomes weaker, and then gone.

Great discipline is taking place in China, as President Xi strongly leads what will be a very successful operation.

We are working closely with China to help!

Prima del tweet aveva allertato Steven Mnuchin : dì ai nostri amici di stare pronti, tra un pò faccio un tweet sulla mia telefonata con Xi e tu vedi di far circolare qualche consiglio interessante per gli acquisti a Wall Street, euforia, euforia, dobbiamo far sapere che il virus non ferma nè la Cina nè tantomeno l'America.


Ad aprile torna il caldo e il virus si squaglia, questo è il messaggio, buy the deep, great america.

Ma da lì a poche ore qualcosa di imprevisto ed imprevedibile succede, qualcosa che rovina la festa programmata e che solo un diavolo di coronavirus poteva scatenare.

"I think there should be more than one voice in a healthy society, and I don’t approve of using public power for excessive interference"

Un oscuro dottore di Wuhan, tale Li Wenliang, che a dicembre era stato ammonito per aver sparso notizie sovversive sulla presenza di un virus simile alla SARS, non trova di meglio che morire scatenando un'ondata di sdegno, arrabbiature, insulti al partito comunista e ai suoi burocrati, nuove illazioni sul laboratorio di virologia e su chi ha fabbricato e diffuso covid19, immagini e dichiarazioni che smentiscono l'ottimismo di Xi Jinping e Donald Trump.

Sull'onda emotiva generata dalla morte del medico eroe, i mass media cinesi sono sommersi dalla richiesta di free speech, le parole di Li che chiedono umilmente di non lasciare ad un solo uomo il potere di decidere cosa è vero e cosa non lo è. Ogni allusione a Xi Jinping e al suo regime ....

Con una morte così pesante come quella del docile dottore eroe, non c'è manipolazione che tenga.

Oltre alla rabbia, cresce di nuovo la paura e il sospetto.

Come si fa a sostenere che tra pochi giorni tutto sarà finito, che si potrà tornare a lavorare, viaggiare, spendere, giocare in borsa o al casinò di Macao ?

Sheldon Adelson telefona un'altra volta a Donald.

(in aggiornamento, continua)



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