COSA ASPETTA DI MAIO A LANCIARE L'ALLARME SU HONG KONG?


- 11/07/2020

AGGIORNAMENTO 12/07/2020: Più di 600000 hongkongers sfidano la legge di Xi Jinping e partecipano alle primarie del movimento pro-democrazia. E' come se alle primarie di un partito italiano avessero partecipato più di 5 milioni di cittadini! Chi viaggia o transita per Hong Kong può essere arrestato dalla polizia senza alcun mandato o garanzia di difesa, sulla base delle opinioni politiche espresse nel proprio paese di origine, ma il ministero degli esteri non lo considera un pericolo.


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AGGIORNAMENTO 12/07/2020: Più di 600000 hongkongers "sovversivi" sfidano la legge di Xi Jinping e partecipano alle primarie del movimento pro-democrazia.

‘Hong Kong people made history again’: Over 600,000 vote in democrats’ primaries as co-organiser hails ‘miracle’ turnout

Co-organiser and law professor Benny Tai told the press after the polls closed that they recorded over 590,000 electronic ballots and more than 20,000 paper ballots throughout the two-day vote.

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Per chi viaggia dall'Italia a Hong Kong il sito Viaggiare Sicuri collegato al Ministero degli Esteri (ministro Luigi Di Maio) avverte :


8.5.2020 - Manifestazioni: Hong Kong è interessata da manifestazioni antigovernative che hanno investito, con scontri anche violenti tra manifestanti e polizia, sia quartieri turistici che periferici della città.

Le manifestazioni sono spesso spontanee e non preannunciate. Si raccomanda pertanto di evitare assembramenti, di seguire le indicazioni delle autorità locali e di monitorare lo stato dei servizi pubblici e la situazione in generale attraverso i media locali e di continuare ad informarsi anche tramite questo sito web.



Il warning datato 8 maggio è fuori tempo e ambiguo, direi vergognoso.

Sembra dettato dall'ambasciata cinese.

O forse è un messaggio premonitore, quando invita a seguire le indicazioni delle autorità locali, cioè del regime di Xi Jinping, che da lì a poco avrebbe introdotto la legge sulla "insicurezza nazionale" a Hong Kong per combattere terroristi, secessionisti, sovversivi e opinionisti stranieri.


Zitti e allineati, se vi recate o transitate per Hong Kong o altre città della Cina.


E' scandaloso che il sito del ministero di Di Maio non abbia ancora aggiornato le avvertenze suoi nuovi rischi dopo l'entrata in vigore della legge sulla "insicurezza nazionale" il 1 luglio scorso, fatte salve quelle sulla pandemia di COVID-19.


Sulla base dell'articolo 38 della legge di "insicurezza" i cittadini stranieri (quindi anche gli italiani, oppure grazie a Di Maio siamo già cittadini cinesi ad honorem?) che hanno espresso nel proprio paese le proprie idee di solidarietà a favore delle rivendicazioni democratiche degli hongkongers corrono il rischio di essere arrestati senza nemmeno un mandato, di essere rinchiusi senza la possibilità di comunicare con parenti o avvocati, in attesa di un processo kafkiano in cui si rischiano anni di galera.

Fino al 1 luglio, data in cui è diventata efficace a Hong Kong la legge sulla sicurezza nazionale che estende la tirannia del regime di Pechino alla ex Perla dell'Asia, la polizia poteva arrestare solo se in flagranza di un presunto reato. Ad esempio durante una manifestazione, ma in tal caso l'arrestato godeva del diritto di comunicare con un avvocato o con i familiari per far valere il diritto alla difesa.


Con l'entrata in vigore della legge e soprattutto con l'insediamento di una specie di supercommissario nominato da Pechino per applicare il "nuovo ordine", alla polizia sono stati conferiti poteri speciali, in base ai quali chiunque sia sospettato di "sovversione, terrorismo, offesa alla madrepatria, secessione" può essere arrestato senza l'autorizzazione di un magistrato.


Ma come fa la polizia cinese a sapere che siete simpatizzate per le richieste di libertà dei milioni di cittadini di Hong Kong e che il regime di Xi Jinping non è il vostro modello di democrazia? Elementare, Watson!

Per il sistema poliziesco cinese estrarre il vostro nominativo associato ad abitudini, opinioni, gusti, ecc ecc è un gioco da ragazzi. Nell'era dei social network, commerci online, intelligenza artificiale, computer superveloci si scambiano informazioni, le elaborano e indovinano dove e cosa avete mangiato ieri sera.


La polizia cinese ha pieno accesso alle reti compiuterizzate di dati, sia direttamente che indirettamente tramite Amazon, Facebook, Twitter, TikTok.


Si vedono già i primi casi di abuso e arbitrio poliziesco: la sera del 10 luglio gli agenti sono entrati nella sede di POTI, Public Opinion Research Institute, un'associazione di Hong Kong che stava organizzando le primarie dello schieramento democratico per le elezioni di settembre. Hanno sequestrato i computer e gli elenchi degli iscritti. Gli organizzatori sono stati accusati di "uso disonesto dei PC", dopo che i loro computer erano stati hackerati dalla polizia!


Giovedì, il ministro degli affari costituzionali di Hong Kong ha avvertito che le imminenti elezioni primarie potrebbero violare la nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino. "Coloro che hanno organizzato, pianificato o partecipato alle elezioni primarie dovrebbero essere cauti ed evitare di violare negligentemente la legge", ha affermato Erick Tsang.


Anche nella Cina continentale le attività di repressione hanno toccato il picco degli ultimi anni.

Il professore Xu Zhangrun, docente della Tsinghua University e uno degli intellettuali più rispettati, è stato arrestato nei giorni scorsi a Pechino con la ridicola accusa di "favoreggiamento della prostituzione", una delle accuse ricorrenti nei confronti dei dissidenti e critici del regime.


BREAKING via Geremie Barmé @chinaheritage: “Friends in Beijing report that this morning, local time, Professor Xu Zhangrun was formally detained. Some ten police vehicles and dozens of police officers were involved in the operation.”
At The New York Times, Chris Buckley reports that Xu was detained on suspicion of “soliciting prostitutes,” a common charge used against government critics which even generated its own internet slang, “to be johned.”
...The ‘Xu Zhangrun Incident’, as some call it, is not merely about intellectual and academic freedom. Rather, it reflects the Xi-generated crisis in China’s ability to think about, debate and formulate ideas free of Communist Party manipulation, ideas that rightful could and should benefit Chinese society, the nation and the world as a whole.
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I cittadini democratici di tutto il mondo, compresi quindi gli italiani, che hanno espresso, magari solo una volta e solo per slancio emotivo, la propria solidarietà ai giovani di Hong Kong corrono il rischio di finire in galera con l'accusa di "favoreggiamento di condotte illegali", senza neanche dover passare per un tribunale, prelevati all'aeroporto di Hong Kong anche se sono solo in transito per altri paesi dell'Asia.


Ci sarebbero sufficienti e fondati motivi per avvisare i cittadini italiani dei nuovi e gravi rischi per chi viaggia verso la Cina e verso Hong Kong, ma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio non ha ancora ricevuto istruzioni dall'ambasciatore cinese, e quindi se volete viaggiare sicuri, una volta finita la pandemia di coronavirus, cancellate dalle vostre destinazioni o transiti sia Hong Kong che il territorio cinese.

Ma non si tratta solo di garantire la sicurezza dei concittadini in viaggio.

La questione posta dall'articolo 38 della legge per Hong Kong riguarda il diritto internazionale, i principi minimi di coesistenza, a cui il regime di Xi Jinping ha violentemente dato uno schiaffo.

Il ministero degli Esteri e il governo italiano dovrebbero pronunciarsi contro le violazioni dei diritti in Cina.

Il loro silenzio, nel nome di presunti interessi commerciali, li rende complici come nel caso Regeni e della vendita di armi ad Al Sisi.



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