COSA PENSA CHLOE' ZHAO DEGLI UIGHURI? Blog menoopiù

COSA PENSA CHLOE' ZHAO DEGLI UIGHURI?


Chloé Zhao vince l'Oscar per la migliore regia e miglior film con Nomadland. Xi Jinping non esulta per il successo di Chloé, che si dimentica di dedicare l'Oscar agli Uighuri

i.fan. - 26/04/2021

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Zhào Tíng, in arte Chloè Zhao, rappresenta una generazione di cinesi particolare.

La regista che ha vinto l'Oscar con Nomadland, miglior film e migliore regia, è cresciuta a cavallo dell'era Deng e lo status del padre, manager incaricato dal partito comunista, gli ha consentito di studiare all'estero perchè all'epoca il sistema scolastico della Cina era ancora nel Terzo Mondo.

Da allora Chloè è diventata anglosassone e poi americana, anzi un'indigena, una  vagabonda delle praterie attorno a Los Angeles e Hollywood, per poi stabilirsi in South Dakota.

Ha messo passione e ha imparato a fare film e documentari, pieni di sensibilità e interrogativi, senza entrare nei confini della terra d'origine.

Chloè Zhao ha avuto successo, consacrato nella Notte degli Oscar, e ancor di più dal contratto con Marvel Cinematic Universe per la produzione di Eternals, un film di supereroi molto americani.

Tutti hanno rimarcato che Chloé é la seconda donna regista a vincere in quasi un secolo di Oscar. Avrebbero dovuto anche far notare che questa è la conferma che la Notte degli Oscar ha un management e un back office molto maschilista.

Anche se le cronache la dipingono come una "frugale" ambientalista, Chloé è diventata non solo una brava regista ma anche una influencer, una tendenza di vita, un modello di riferimento culturale e forse anche politico.

Per questo non piace a Xi Jinping e ai media cinesi in generale. Chloé Zhao non è una cinese patriottica, anzi è una "quasi-dissidente":

Nel 2013 Zhao stava preparando il film  Songs My Brothers Taught Me, e in un'intervista alla rivista Filmmaker dichiarò che la premessa di un ambiente chiuso con un alto tasso di suicidi tra adolescenti le ricordava la sua educazione cinese:

Risale a quando ero un adolescente in Cina, in un posto dove ci sono bugie ovunque. Ti sentivi come se non saresti mai stato in grado di uscire. Molte informazioni che ho ricevuto quando ero più giovane non erano vere e sono diventata molto ribelle nei confronti della mia famiglia e del mio passato.

Sono andata in Inghilterra all'improvviso e ho reimparato la mia storia. Studiare scienze politiche in un college di arti liberali è stato per me un modo per capire cosa è reale. 

Il film statunitense di Zhao The Rider è stato proiettato una tantum al Pingyao International Film Festival 2017, ma non è uscito nelle sale in Cina.

Quest'anno, essendo ancora in guerra commerciale con gli USA e forse prevedendo il successo di Nomadland e di Chloé Zhao, il regime di Pechino ha deciso di censurare la Notte degli Oscar, di non trasmetterla in diretta come ai bei tempi della globalizzazione e di limitarne la circolazione sui social media.

Chloé Zhao è un esempio negativo di giovane cinese diventata famosa e libera di dire quello che pensa.


https://youtu.be/qgKCgWSg1D8


Il 5 marzo 2021, il governo cinese ha censurato online la menzione di Nomadland. I riferimenti all'uscita di Nomadland in Cina sono stati rimossi.

Il New York Times ha riferito: "Non è stato un blackout completo. Numerose storie sul film erano ancora online fino a sabato. E finora, non ci sono state segnalazioni che l'uscita del film in Cina fosse in pericolo". 

Il giornale ha aggiunto: "Ma la censura online è stato l'ultimo promemoria del potere del crescente sentimento nazionalista in Cina e del campo minato politico sempre più complesso in cui le aziende devono navigare". Per Nomadland non si prevede un significativo incasso al botteghino in Cina a causa del suo rilascio limitato e del ritmo lento,

"la frenesia patriottica" potrebbe potenzialmente avere un impatto sull'uscita di Eternals, diretto da Zhao, in Cina, per il quale non é ancora stata fissata una data di uscita.

Lo spirito indipendente di Chloè Zhoe è rimasto ingabbiato tra le dispute geopolitiche e le convenienze affaristiche di Hollywood.

Per questo è inutile aspettarsi qualsiasi dichiarazione della regista sulla condizione degli Uighuri nello Xinjiang, o dei monaci in Tibet e ancor meno degli Honkongers a Hong Kong.

Si può intuire cosa pensa, ma nella Notte degli Oscar non ci sarà nessuna dichiarazione di Chloè Zhoe sul cotone dello Xinjiang.

i.fan.



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