Covid-19 Fase 2, il Parere degli Scienziati Non Lascia Dubbi

i.fan. - 29/4/2020


uno studio di scienziati italiani pubblicato su Nature Medicine, la cui sintesi e' condensata in una frase, indirizzata ai politici di ogni schieramento: volete 70.000 morti per coronavirus ? fate pure, allentate le misure di quarantena, che la fase2 sia una sorta di "liberi tutti", e li avrete con precisione matematica.

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A Giulia Giordano , Franco Blanchini, Raffaele Bruno, Patrizio Colaneri, Alessandro Di Filippo, Angela Di Matteo e Marta Colaneri va riconosciuto un merito: sono scienziati veri, non solo hanno competenza e metodologia, ma sanno anche come sintetizzare argomenti complessi e incomprensibili in poche parole, semplici e inequivocabili, che forse solo Donald Trump avrebbe difficolta' a comprendere. E' una delle qualita' che distinguono i veri scienziati dai tecnici incomprensibili o compiacenti. Il loro studio "Modelling the COVID-19 epidemic and implementation of population-wide interventions in Italy" pubblicato su Nature Medicine rappresenta in maniera efficace il dilemma in cui l'Italia e il resto del mondo si dibattono alla fine di questo aprile del 2020: ritorno alla normalita', meno o piu' mascherato da "prudenze" inconsistenti oppure proseguimento, sotto altre apparenze, delle misure di lockdown, quarantena, distanziamento, isolamento, chiamatelo come volete, in atto da quasi due mesi ? La risposta degli scienziati italiani e' condensata in una tabella di poche righe, all'interno di un documento complicatissimo, dettagliato, per ultra-addetti ai lavori.

Questo e' l'abstract dello studio pubblicato su Nature Medicine, la cui sintesi e' condensata in una tabella, ma soprattutto in una frase, indirizzata ai governanti e ai politici di ogni schieramento: volete 70.000 morti per coronavirus ? fate pure, allentate le misure di quarantena, che la fase2 sia una sorta di "liberi tutti", e li avrete con certezza e precisione matematica.

In Italia, 128.948 casi confermati e 15.887 decessi di persone risultate positive alla SARS-CoV-2 sono stati registrati il ??5 aprile 2020. La fine della pandemia globale SARS-CoV-2 richiede l'implementazione di strategie multiple a livello di popolazione, incluso il distanziamento sociale, test e tracciabilita' dei contatti. Proponiamo un nuovo modello che prevede il decorso dell'epidemia per aiutare a pianificare un'efficace strategia di controllo. Il modello considera otto fasi di infezione: sensibile (S), infetta (I), diagnosticata (D), malata ( A), riconosciuto (R), minacciato (T), guarito (H) ed estinto (E), collettivamente definito SIDARTHE. Il nostro modello SIDARTHE discrimina tra individui infetti a seconda che siano stati diagnosticati e sulla gravita' dei loro sintomi. La distinzione tra individui diagnosticati e non diagnosticati e' importante perche' i primi sono tipicamente isolati e quindi hanno meno probabilita' di diffondere l'infezione. Questa delineazione aiuta anche a spiegare errate percezioni del tasso di mortalita' del caso e del diffusione dell'epidemia. Confrontiamo i risultati della simulazione con i dati reali sull'epidemia COVID-19 in Italia e modelliamo possibili scenari di attuazione delle contromisure. I nostri risultati dimostrano che le misure restrittive di distanza sociale dovranno essere combinate con test diffusi e tracciabilita' dei contatti per porre fine alla pandemia di COVID-19 in corso. Dopo che un nuovo ceppo di coronavirus, SARS-CoV-2, e' stato identificato a Wuhan (Hubei), Cina, un numero crescente di pazienti nella Cina continentale e' stato diagnosticato con COVID-19, costringendo le autorita' cinesi ad introdurre misure radicali per contenere l'epidemia. Nonostante queste misure, nei mesi seguenti e' seguita una pandemia di COVID-19. Il rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanita' del 5 aprile 2020 riportava 1.133.758 casi totali e 62.784 decessi in tutto il mondo. L'Italia e' stata gravemente colpita. Dopo il primo caso del 21 febbraio 2020 nella provincia di Lodi, diversi casi sospetti (inizialmente epidemiologicamente collegati) iniziarono a emergere nel territorio sud e sud-ovest della Lombardia. Una "zona rossa", comprendente 11 comuni in cui l'infezione SARS-CoV-2 era endemica, e' stata istituita il 22 febbraio 2020 e messa in lockdown per contenere la minaccia emergente. Una campagna per identificare e sottoporre a screening tutti i contatti stretti con casi confermati di COVID-19 ha comportato l'assunzione di 691.461 tamponi nasali al 5 aprile 2020. Dei 128.948 casi rilevati, 91.246 erano attualmente infetti (28.949 ospedalizzati, 3.977 ricoverati in reparti di terapia intensiva (ICU) e 58.320 messi in quarantena a casa), 21.815 erano stati dimessi a causa del recupero e 15.887 erano morti. Nei primi giorni dell'epidemia in Italia, sia le persone sintomatiche che quelle asintomatiche sono state sottoposte a screening: un regolamento del governo del 26 febbraio 2020 limitava lo screening solo a soggetti sintomatici 8. L'8 marzo 2020, per contenere ulteriormente la diffusione di SARS-CoV-2, la zona rossa e' stata estesa all'intera area della Lombardia e ad altre 14 province dell'Italia settentrionale. Il 9 marzo 2020 e' stato dichiarato il blocco per l'intero paese e sono state adottate restrizioni progressivamente piu' rigorose. Il COVID-19 mostra peculiari tratti epidemiologici rispetto ai precedenti focolai di coronavirus di SARS-CoV e MERS-CoV. Secondo i dati cinesi, un gran numero di trasmissioni, sia in ambito nosocomiale che comunitario, si e' verificato attraverso il contatto da uomo a uomo con soggetti che mostravano sintomi assenti o lievi. Il numero di riproduzione di base stimato (R0) per SARS-CoV-2 varia da 2,0 a 3,511, che sembra comparabile, o forse piu' alto, che per SARS-CoV e MERS-CoV. Cariche virali elevate di SARS-CoV-2 erano negli esemplari delle vie respiratorie superiori di pazienti che presentavano sintomi scarsi o assenti, con un modello di diffusione virale simile a quello dei virus influenzali. Pertanto, la trasmissione inapparente puo' svolgere un ruolo importante e sottovalutato nel sostenere l'epidemia. I modelli matematici predittivi per le epidemie sono fondamentali per comprendere il corso dell'epidemia e per pianificare strategie di controllo efficaci. Un modello comunemente usato e' il modello SIR per la trasmissione da uomo a uomo, che descrive il flusso di individui attraverso tre fasi reciprocamente esclusive di infezione: suscettibile, infetto e guarito. Modelli piu' complessi possono rappresentare con precisione la diffusione dinamica di epidemie specifiche. Per la pandemia di COVID-19, sono stati sviluppati diversi modelli. Lin e colleghi hanno esteso un SEIR (sensibile, esposto, infettivo, rimosso) modello considerando la percezione del rischio e il numero cumulativo di casi, Anastassopoulou e colleghi hanno proposto un modello SIR a tempo discreto che include persone morte, Casella ha sviluppato un modello SIR orientato al controllo che sottolinea gli effetti dei ritardi e confronta i risultati delle diverse politiche di contenimento e Wu e i colleghi hanno usato la dinamica di trasmissione per stimare la gravita' clinica di COVID-19 sono stati considerati anche modelli di trasmissione odiati . Qui, proponiamo un nuovo modello epidemiologico a campo medio per l'epidemia COVID-19 in Italia che estende il modello SIR classico, simile a quello sviluppato da Gumel e colleghi per SARS. i principali risultati, limiti e implicazioni del modello per i responsabili politici sono riportati nella Tabella 1. Tabella 1- Riepilogo delle politiche Contesto Per frenare la diffusione globale di SARS-CoV-2 e' necessaria l'implementazione di strategie multiple a livello di popolazione, tuttavia non e' noto come i tempi e la rigidita' di tali misure influenzeranno "l'appiattimento della curva". Abbiamo proposto un modello che predice l'evoluzione delle epidemie e aiuta a valutare l'impatto di diverse strategie per contenere la diffusione dell'infezione, inclusi blocco e distanziamento sociale, nonche' test e tracciabilita' dei contatti. Principali risultati e limitazioni I test sono importanti perche' le persone infette non individuate, la maggior parte delle quali sono casi asintomatici, sostengono in gran parte la diffusione dell'epidemia. Sono stati delineati diversi possibili scenari: nelle condizioni di blocco meno rigorose con test limitati, prevediamo che nel primo anno potrebbero morire piu' di 70.000 persone in Italia, tuttavia se le misure di blocco rigorose continuano a essere mantenute e test e contatti su tutta la popolazione gli sforzi di rintracciamento sono sostanzialmente aumentati, il numero di decessi potrebbe potenzialmente essere limitato a 25.000 persone in tutto. Come per tutti gli studi di modellizzazione, le nostre previsioni si basano su ipotesi ragionevoli, ma il corso effettivo dell'epidemia si basa fortemente su come e quando l'isolamento e le misure di sicurezza sono implementati. Implicazioni politiche I nostri risultati confermano che le misure di allontanamento sociale adottate sono necessarie ed efficaci e dovrebbero essere prontamente applicate al piu' presto. Le misure di blocco possono essere alleviate in sicurezza solo in presenza di test diffusi e tracciabilita' dei contatti. La combinazione di blocco e test a livello di popolazione e' una condizione chiave per porre rapidamente fine alla pandemia COVID-19. ...................... Confrontiamo gli scenari con misure di controllo di varia intensita' e natura, prevedendo per ciascuno i tempi e l'entita' del picco epidemico, incluso il picco dei ricoveri in terapia intensiva. Secondo i nostri risultati, un'implementazione parziale delle misure di blocco comporta un ritardo nel picco di soggetti infetti e pazienti ricoverati in terapia intensiva, in contrasto con una moderata riduzione del numero totale di individui infetti e di ricoveri in terapia intensiva. in terapia intensiva, con una marcata riduzione del numero totale di persone infette e di ricoveri in terapia intensiva a causa della malattia. I nostri risultati forniscono ai responsabili politici uno strumento per valutare le conseguenze di possibili strategie, tra cui blocco e distanziamento sociale, nonche' test e contatti tracciamento. I nostri risultati di simulazione, ottenuti combinando il modello con i dati disponibili sull'epidemia di COVID-19 in Italia, suggeriscono che l'applicazione di misure di distanziamento sociale forte e' urgente, necessaria ed efficace, in linea con altri rapporti in letteratura. Prima viene applicato il blocco, piu' forte e' l'effetto ottenuto. I risultati del modello confermano anche i benefici dei test di massa, ogniqualvolta siano disponibili strutture. Riteniamo che queste indicazioni possano essere utili per gestire l'epidemia in Italia e in paesi che sono ancora nelle prime fasi dell'epidemia. Sebbene il tasso di mortalita' (numero di decessi nell'intera popolazione) di COVID-19 possa essere ridotto con misure restrittive che riducono la diffusione della SARS-CoV-2, il CFR (numero di decessi nel popolazione infetta) e' essenzialmente costante in diversi scenari, non influenzato dall'entita' delle restrizioni sociali e dei test. Nonostante le rigide politiche di isolamento, i pazienti COVID-19 possono ancora essere gravati dal caso in eccesso fatalita' e gli sforzi dovrebbero essere focalizzati sullo sviluppo di strategie terapeutiche piu' efficaci per combattere la COVID-19. Man mano che nuovi farmaci e vaccini vengono testati e valutati, lo scenario attuale si evolvera' per tenere conto di queste innovazioni in corso.



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