COVID-19 Italia, Accattateve 'e Patane

23/03/2020

 

 

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Gaetano aspettava da giorni questo momento.

Da quando aveva sentito al TG che nella pianura Padana era spuntato il virus cinese che provoca la polmonite e uccide in pochi giorni, aveva immaginato cosa sarebbe successo da lì a poco.

Tutti a farsi prendere dal panico, tutti a rinchiudersi dentro casa, i negozi vuoti ... invece nulla, tutti in giro per strada, al lavoro o ai bar o nei supermercati, molti addirittura a sciare.

Lui invece si era chiuso, per paura di quel virus sconosciuto, se è sconosciuto come si fa a sottovalutarlo, immaginava che potesse succedere come alle sue patate, nelle annate in cui compariva il male nero che le marciva tutte, anche nei campi a distanza di chilometri.


Ma adesso le sue preoccupazione stavano diventando realtà. Chiuso da giorni dentro il casolare, in aperta campagna nella piana che fiancheggia il lago, rimurginava la stessa idea: rimettere in sesto il vecchio camioncino, caricarlo di sacchi di patate e andare di paese in paese, con l'altoparlante a tutto volume: Donne e Madame, accattateve 'e patane.
E se avesse finito le sue scorte, sarebbe andato da Tore a chiedergli di dargliene altre, che gliele avrebbe vendute trattenendo una percentuale, e poi da Giannino, al di là del ponte, e Cosimo chissà se ne aveva.


Caricati i sacchi si era messo in moto in direzione del borgo, dove le donne di casa sarebbero state ben felici del suo arrivo rumoroso e inaspettato.

Aveva imboccato la provinciale da meno di cinque minuti quando all'incrocio i carabinieri gli intimarono l'alt. Raccolse i documenti di guida per consegnarli all'ispezione, ma il carabiniere gli chiese secco: "cosa stai andando a fare?", "a vendere le patate in paese!" "qual'è il tuo codice ATECO?" "il codice acchè?" "quale attività economica svolgi, devo controllare se rientra nell'elenco dei lavori autorizzati dal governo, lo sai che c'è il coronavirus e bisogna stare tutti a casa", lo diceva a lui che da quattro settimane si era barricato mentre gli altri andavano a prendere allegri l'aperitivo perchè "Milano non si deve fermare !"


"Ma il mio lavoro è utile, porto le patate di casa in casa e così le donne se le trovano senza uscire a prendere virus, c'ho anche la mascherina e i guanti, più ateco di così."


Il carabiniere tirò fuori un foglio dove c'erano elencate tutte le attività produttive a cui era concesso per decreto di rimanere aperte. Cercò la voce "venditore di patate" senza trovarla, poi cercò "venditore ambulante" senza trovarne traccia.
"Signor Gaetano qui la sua attività non è elencata quindi lei non può circolare nè vendere"


Ma come è possibile, i telegiornali dicono che sono aperti gli alimentari - certo, però i negozi, non gli ambulanti - ma io faccio un favore al governo, perchè la gente non deve neanche uscire di casa, io sono utile a combattere il virus ...
Il carabiniere in silenzio cominciò a scrivere, copiando i dati dalla patente di Gaetano e alla fine gli consegnò il verbale, 300 euro di multa e l'avvertimento che in caso di recidiva sarebbe scattatata la denuncia per il reato di "diffusione di epidemia".


Torna indietro Gaetano, pensò, e stattene chiuso a casa.

Le patate mettile in cantina e usale per quando non avrai più niente da mangiare, perchè il coronavirus non se ne va domani e nemmeno dopodomani.

Gaetano ubbidì, ma si ripromise di denunciare la stranezza di un decreto legge che consente a tre quarti d'Italia di andare a lavorare obbligando lui, venditore ambulante di patane, a starsene chiuso e fermo dentro casa, proprio ora che ce ne sarebbe bisogno, solo perchè non aveva l'ATECO di Amazon.