Ecco Cosa Dovrebbe Fare Luigi Di Maio

29/05/2019

Salvini vorrebbe continuare a tenere sotto schiaffo i Cinque Stelle con il suo programma propagandistico che adesso prevede la flat tax e l'autonomia regionale, due argomenti che userà come catene per immobilizzare l'iniziativa antagonista

La farsa del voto di fiducia degli iscritti a Di Maio nasconde l'impotenza e il caos del Movimento 5Stelle

Le elezioni europee in Italia hanno emesso un verdetto inequivocabile: la politica attuata dal Movimento 5Stelle a guida Luigi Di Maio è stata disastrosa e fallimentare, tanto da provocare in 12 mesi il dimezzamento del patrimonio di voti e credibilità conquistato il 4 marzo del 2018, quando era diventato il primo partito italiano surclassando Renzi, Salvini e Berlusconi.


Non ci sono attenuanti quando si perde nel modo in cui ha perso il leader 5stelle, e le dimissioni dovrebbero essere un gesto obbligato, sia sul piano etico che su quello pratico, l'unico modo per dare una chance di sopravvivenza o rivincita a chi ha ancora qualcosa da dire.

Ma ci sono modi diversi per mettersi da parte dopo una sconfitta, alcuni sono utili altri sono dannosi.

Di Maio Dimettiti !

Un esempio recente lo ha fornito Matteo Renzi con le finte dimissioni dopo aver perso il referendum istituzionale rimanendo in realtà a far danni fino al tracollo del PD il 4 marzo e nei mesi successivi con i veti sulla formazione del governo.


Se Luigi Di Maio copia le pessime abitudini del suo tanto criticato avversario commette l'errore mortale per la sua carriera politica e per le sorti del movimento, che non ha uomini, storia e strutture per ammortizzare un colpo così duro.


Quindi è necessario che le sue dimissioni siano "utili" da diversi punti di vista.


Innanzitutto che il gesto di Di Maio di farsi da parte coincida o preluda alla fine del "governo Salvini", cioè quella strana entità che nel corso dell'ultimo anno ha sostituito il governo di "unità populista" nato con la benedizione del Presidente Mattarella e che in realtà è servito al boss leghista come trampolino elettorale permanente e gratuito.


Salvini vorrebbe continuare a tenere sotto schiaffo i Cinque Stelle con il suo programma propagandistico che adesso prevede la flat tax e l'autonomia regionale, due argomenti che userà come catene per immobilizzare l'iniziativa antagonista: se qualcuno fa cadere il governo si addossa la responsabilità di non aver ridotto le tasse ai tartassati contribuenti, come invece vorrebbe sanmatteo, e andare alle elezioni anticipate con questa accusa sarebbe un handicap non da poco.


Il modo migliore che Luigi Di Maio ha di dimettersi e quindi di far cadere il governo Salvini consiste nel proporre lui una riforma fiscale con una flat tax vera e totale per tutti i contribuenti, senza le mezze misure previste dai leghisti (soglia di reddito familiare, azzeramento dei bonus e delle detrazioni ecc) e una riforma delle autonomie regionali che preveda ampi poteri locali con la ripartizione del debito statale in quota parte.


Su queste proposte di riforma, Di Maio e i 5Stelle devono pretendere di ricevere una risposta immediata (entro 48 ore) e senza distinguo da parte dei leghisti e devono prendersi l'impegno di dimettersi un minuto dopo che vengano approvate in Parlamento, perchè in ogni caso il quadro politico deve essere aggiornato e chiarito, senza i vivacchiamenti e i sotterfugi di chi è attaccato alla poltrona.


Riduzione delle tasse, riduzione del debito, sicurezza collettiva, autonomia, lotta alla corruzione, solidarietà e compatibilità ambientali possono essere il terreno di scontro e confronto sia in Italia che in Europa con cui rilanciare le forze progressiste, su cui invece pesa un passato di politiche fatte con debiti facili scaricati, con crescenti livelli di tassazione e corruzione, sulle spalle dei cittadini.
Si tratta in pratica di togliere dalle mani di Salvini il megafono elettorale e di farlo proprio. Fare gli educati e i responsabili con il cinico affarista neo-leader dell'europa nera è perdente in partenza.


Va sfidato a viso aperto sul suo terreno, sapendo che gli interessi che rappresenta sono contraddittori e antagonisti.


Se invece Di Maio pensa di trascinarsi a rimorchio di Salvini, magari chiedendo "il voto di fiducia degli iscritti" sul suo operato (memento Renzi) per qualche altro mese, lasciando ai leghisti la paternità di una legge sulla flat-tax demagogica e limitata e più poteri (gratuiti) per le regioni da loro governate, scaverà la fossa del Movimento, non impedirà le elezioni anticipate e consegnerà l'Italia al futuro governo di destra.


Di Maio Dimettiti !