Giuseppe Conte Mov Cinque Stelle Quattro Salti in Padella


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La sentenza con cui il giudice Scoppa "sospende" la nomina di Giuseppe Conte e getta nel caos tutto il Movimento Cinque Stelle va rispettata perchè certifica lo stato di confusione causato da Beppe Grillo alla sua creatura

i.fan. - 08/02/2022 - aggiornato il 08/02/2022 20:08:50


A un anno di distanza dalla caduta del suo governo, sarebbe ora che Giuseppe Conte, ex avvocato del popolo, si ponesse una domanda esplicita: la sua avventura politica, nata casualmente da un escamotage per superare l'impasse tra Salvini e Di Maio nel 2018 e su cui nessuno avrebbe scommesso un euro quanto a durata ed efficacia, è inderogabilmente legata al futuro del Movimento Cinque Stelle o può sopravvivere ad esso?


Oppure, terza soluzione, è preferibile mettersi da parte e tornare all'attività forense  anticipando lo scioglimento dei Cinque Stelle dopo la fine di questa legislatura?

La sentenza del Tribunale di Napoli, presieduto dal giudice Gian Piero Scoppa, è un atto dovuto, è il sigillo sul caos politico e organizzativo in cui il Movimento 5 Stelle è stato trascinato dai suoi fondatori, Beppe Grillo in primis.

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Secondo quanto ricostruito dall'Adnkronos, il tribunale del capoluogo partenopeo ha sospeso le due delibere con cui, lo scorso agosto, il M5S ha modificato il suo statuto e 'incoronato' Giuseppe Conte come presidente dei pentastellati. I provvedimenti (che risalgono rispettivamente al 3 e al 5 agosto 2021) sono stati sospesi in via cautelare per la sussistenza di "gravi vizi nel processo decisionale".

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"Le sentenze si rispettano" dichiara il Grillo lapalissiano, dimentico del veleno contro i giudici che indagavano sulla violenza sessuale subìta da una ragazza da parte di suo figlio. "Era una festicciola, e la ragazza era consenziente" giustificò papà Grillo.

Giuseppe Conte nell'imbarazzo generale provò a minimizzare il colpo. Sui padri non ricadono le colpe dei figli dissoluti.

Da allora Beppe Grillo aspettava l'occasione per rifarsi sull'avvocato Conte e l'attesa non è stata vana.

La sentenza con cui il giudice Scoppa "sospende" la nomina di Giuseppe Conte a leader gettando nel caos tutto il Movimento è un colpo durissimo ma  sta tutto dentro la storia prima convergente poi divergente di Grillo e Conte, senza dimenticare quella di Luigi Di Maio.


E' la storia di un movimento che ha incrociato con successo l'ondata di proteste contro l'establishment e in particolare il Partito Democratico di Renzi. Ma che dopo il clamoroso successo nelle elezioni del 2018, primo partito e un terzo dei voti, non ha saputo darsi una fisionomia partecipata e trasparente con cui emanciparsi dal finto Rousseau ovvero dalle paturnie del fondatore Grillo e mettersi al riparo dai personaggi a ruota libera.


Giuseppe Conte è stato il frutto strano di quell'improvvisazione ma con il passare del tempo è diventato anche la vittima dell'ambiguità di Grillo.

Lo scontro con Davide Casaleggio, le manipolazioni delle scelte degli iscritti - dal Conte 1 al Conte 2 all'appoggio del governo Draghi - le sconfitte elettorali hanno via via segnalato il malessere e l'inconsistenza crescente del Movimento, ingabbiato in se stesso.

Il nuovo Statuto del Movimento e la nomina di Conte a leader sono dentro la farsesca incapacità di Grillo di consentire al Movimento di crescere, decidere o sbagliare senza il suo controllo inutile e asfissiante.

Al punto in cui è precipitata la crisi dei Cinque Stelle resta ben poco da fare. Giuseppe Conte potrebbe riuscire a sistemare i tasselli fuori posto da un punto di vista di diritto amministrativo, ma non potrà certamente eliminare il discredito e il caos dilagante dentro quel che resta dei già caotici apparati del Movimento, non potrà certo affrancarsi dal vizio originario rappresentato dalla permanenza soffocante di Beppe Grillo al vertice del Movimento.

Conte ha ragione quando dice che la sua leadership non dipende dalle carte bollate, ma sa benissimo che dipende però dalle cannonate che gli sparano contro Di Maio e Grillo, non fosse altro perché viene trascinato suo malgrado in un gioco al massacro che renderà sempre più marginale il Movimento e la sua leadership.

Ho già espresso la mia opinione, che per metà è anche un desiderio, sulla necessità che Giuseppe Conte separi in modo netto e definitivo il suo tentativo politico da quello di Grillo e Di Maio.

E' inutile accapigliarsi per dividersi le spoglie del Movimento. Meglio lasciarle una volta per tutte al suo fondatore. Chi vuole potrà ancora seguirlo.

Se Giuseppe Conte pensa di avere ancora un ascendente politico su una parte dell'opinione pubblica è tempo che si metta in proprio e cerchi di dimostrare a quella parte di opinione pubblica di avere qualcosa da dire e qualcosa da fare. Potrà partire da zero, ma senza dover subire ricatti o mettere le pezze ai vestiti stracciati lasciati da Grillo.


Il quale da parte sua potrà altrettanto misurare il consenso reale alle sue buffonate senza nascondersi dietro altri soggetti.

Conte e Grillo (Di Maio) ciascuno per la sua strada, a fare quattro salti in padella.

i.fan. twitter: menoopiu


keywords: Giuseppe Conte, Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, Luigi Di Maio, giudice Gian Piero Scoppa, governo Draghi, M5S, sentenza del giudice Scoppa,

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