Il Movimento 5Stelle Elegge Ursula Von der Leyen

16/07/2019

Hanno fatto bene i 5Stelle a trasformarsi in stampella di Macron, Merkel e Zingaretti ? oppure avrebbero dovuto fare come i leghisti di Salvini, che hanno votato contro perchè la trattativa su una poltrona di commissario ad un loro uomo non è andata in porto ?

Il voto per eleggere Ursula von der Leyen a Capo della Commissione Europea sembrava sicuro, garantito dalla maggioranza dei parlamentari di PPE-Socialisti-Liberali. Ma negli ultimi giorni era cresciuta la fronda e si sapeva che ci sarebbero state defezioni nello schieramento pro-Ursula, soprattutto tra i socialdemocratici, che avrebbero messo in dubbio la nomina della ministra  indicata da Angela Merkel.


Alla fine è successo quello che nessuno avrebbe immaginato qualche mese fa: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha votato per la candidata dei partiti europeisti e ha consentito di eleggere il capo della commissione. I 14 voti pentastellati sono risultati determinanti per assicurare una risicata maggioranza alla von der Leyen: 383 voti, appena 9 in più della soglia minima.


Il voto sulla von der Leyen è lo specchio della frammentazione e confusione che regna tra gli schieramenti politici europei, la somma di tante debolezze e una sola certezza: la necessità di mantenere assieme i cocci perchè nessuno sa come smontare la orribile costruzione tecnocratica messa in piedi dai tanti compromessi del passato.


Si è ridotta a tal punto la retorica degli "europeisti della domenica" da dover accettare i voti dei vituperati populisti grillini per darsi ancora una parvenza futura.


Hanno fatto bene i 5Stelle a trasformarsi in stampella di Macron, Merkel e Zingaretti ? oppure avrebbero dovuto fare come i leghisti di Salvini, che hanno votato contro perchè la trattativa su una poltrona di commissario ad un loro uomo non è andata in porto ?


Nessuno crede alle favole dei programmi, ma certamente la dichiarazione della von der Leyen a favore del salario minimo, cavallo di battaglia dei 5Stelle in Italia, ha reso più facile la giustificazione di un appoggio così anomalo.


Tirate le somme, la scelta del M5S è la più lungimirante. Una tedesca merkeliana alla guida della Commissione significa che la Germania è costretta ad assumersi fino in fondo la responsabilità di guidare questa difficile fase della storia d'Europa, a non nascondersi dietro la faccia di qualcun altro per realizzare egoismi e tornaconti.


Il richiamo alle politiche ambientaliste, l'attenzione alla tutela delle condizioni salariali minime, la solidarietà verso gli "umani" sono il prezzo pagato dai conservatori europei per mantenere in piedi una fragilissima alleanza con quel che resta dei socialisti-progressisti.


La sponda che i 5Stelle hanno offerto ai partiti tradizionali e ai tecnocrati per uscire dall'impasse delle nomine istituzionali può essere una cambiale da mettere all'incasso oppure un supino adeguarsi alle logiche di spartizione del potere.

La Lega di Salvini avrebbe preferito giocarsela lei questa partita, ma ha inanellato una sconfitta che avrà ripercussioni anche sugli equilibri traballanti del traballante governo Conte.


Da oggi Salvini potrà giustamente proclamarsi come unico antagonista (assieme a Marine Le Pen) dell'asse Merkel-Macron puntellato dai pentastellati.

Sembra un altro spot elettorale favorevole ai leghisti, ma a Putin non piace rimanere isolato dai luoghi del potere reale.

A che gli serve Salvini se resta fuori dall'Europa che conta ?