In Crimea le Vacanze Promesse da Putin Sono Andate in Fumo


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L'attacco che ha distrutto la base russa di Saki in Crimea è un gravissimo colpo per la strategia militare di Putin, mentre l'esercito di Zelensky si riorganizza per i tempi lunghi

i.fan. - 10 Agosto 2022 - aggiornato il 10/08/2022 21:23:57


Nel pomeriggio del 9 agosto i turisti del villaggio balneare di Novofedorovka in Crimea hanno udito una serie di esplosioni provenienti dal distretto di Saki.

L'orizzonte del mare si è riempito di un denso fumo nero proveniente dalla base aerea militare russa.

"Cosa è successo? cosa è esploso? è stato un attacco dell'Ucraina o un incidente?"

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha subito dichiarato che si trattava di un "incidente" dovuto a "violazione delle norme di sicurezza interne" ovvero qualche soldato russo avrebbe lasciato una cicca di sigaretta accesa proprio dentro il deposito di munizioni, dando inizio alla sarabanda di esplosioni. Propaganda di guerra molto ridicola

Qualcun altro avrebbe attribuito il "fungo nero" ad un attacco missilistico dell'esercito ucraino, che con i nuovi sistemi Himars sono in grado di colpire a 200 km di distanza con grande precisione.

Ma nessuno dei tanti residenti della zona - nel pieno di una stagione turistica in crisi a causa della guerra - ha visto o udito missili passare in cielo, e anche le fonti ucraine hanno smentito un attacco missilistico verso la Crimea.

 

Quel che è certo è che la base aeronautica di Saki non c'è più, che alcune decine di aerei che vi alloggiavano per fare missioni contro il sud dell'Ucraina sono stati distrutti e anche molte decine di militari russi sono deceduti per "una cicca di sigaretta".

Lo spiritoso presentatore "giornalista" russo Vladimir Solovyov ha già fatto ridere mezza Russia confermando la tesi della sigaretta, ma la ricostruzione degli eventi rende sempre più plausibile una verità molto amara per Putin e i filo russi:

l'esplosione della base militare di Saki è stata causata da un'azione combinata tra forze speciali dell'esercito ucraino (infiltrato sul territorio della Crimea) e forze della resistenza locale, che avrebbero quanto meno fornito supporto logistico ai sabotatori ucraini.

 

Se questa versione fosse confermata, si tratterebbe di un colpo durissimo per la strategia militare e politica di Putin, costringendolo a rivedere i piani che baldanzosamente proclamavano la conquista del Donbass e dell'Ucraina meridionale "entro la fine di luglio" (!?)



L'esplosione della base in Crimea ha una doppia valenza:

1) testimonia di una capacità dell'esercito ucraino ancora elevata, e non solo per effetto degli armamenti a lunga gittata forniti dagli USA, ma anche per una efficace riorganizzazione sul territorio che trasforma le ritirate in nuovi punti di offensiva. Le avanzate dell'esercito russo nel Donbass, ottenute con bombardamenti a tappeto, distruzione di infrastrutture civili, deportazioni e torture, sono lente e precarie. Le truppe russe si insediano in un deserto di macerie, che sono costretti comunque a presidiare con un grande spreco di risorse.

2) la resistenza ucraina ha dimostrato con l'attacco alla base di Saki di potersi organizzare e colpire anche in un territorio occupato dai russi. La Crimea è stata invasa nel 2014 ma si dimostra meno sicura per l'esercito di Putin di otto anni fa. Come pensa Putin di imbrigliare e "pacificare" le regioni ucraine occupate dove sta già pagando già un prezzo altissimo in vite umane, costi operativi politici?


L'esplosione di Saki è la prova che Putin non potrà mai vincere in Ucraina, non potrà mai "normalizzare" il Donbass e rischia di perdere anche la Crimea occupata in precedenza, come ha proclamato Zelensky.

L'esplosione di Saki capovolge anche un altro teorema che asserisce che il prolungamento della guerra è a vantaggio della Russia piuttosto che dell'Ucraina, perché nel lungo periodo le forze di Zelensky non riuscirebbero, complice anche l'inverno, a riprendersi i territori perduti.

Sembra invece che la strategia "vietnamita" dell'esercito ucraino non punta a scontrarsi subito e direttamente con i russi ma aspetta che maturino le condizioni politiche e militari per lanciare contrattacchi e organizzare una rete di resistenza.


Contro questa strategia Putin può ancora fare molti danni e crimini, ma non vincere la guerra in Ucraina.

I turisti russi in Crimea stanno già facendo le valigie, le loro vacanze sono finite.


 

i.fan. twitter: menoopiu


keywords: Guerra Russia-Ucraina, Crimea, Putin, Zelensky, Battaglia del Donbass, Himars, base aerea Saki,

Date Created: 10/08/2022 19:30:14


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