INFLAZIONE, LA "TASSA DRAGHI" PER LAVORATORI E PENSIONATI


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L'inflazione è una tassa iniqua che colpisce lavoratori, pensionati, assistiti. E' la "tassa Draghi" che serve a far crescere l'economia globale e le diseguaglianze

i.fan. - 03/12/2021 - aggiornato il 06/12/2021 12:51:25


C'è un trucco vecchio come il mondo che i governanti - sia quelli autoritari che quelli eletti dal popolo - utilizzano per rabbonire i sudditi prima di imporre balzelli più o meno palesi.

E' il trucco di dare con una mano e togliere con l'altra, facendo in modo che il raggirato non si accorga dello scambio truffaldino o tuttalpiù sia convinto di aver pareggiato i conti.

In questi giorni il governo Draghi utilizzerà il raggiro per far credere agli italiani di aver attuato una storica riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e i pensionati riducendo le aliquote IRPEF.


Un "regalo" di alcune centinaia di euro all'anno che cresce con l'aumentare del reddito e che dovrebbe perseguire nelle intenzioni governative l'obiettivo di incentivare i consumi privati e fare da volano alla crescita economica.

Contenti i partiti che all'ombra di Draghi cercano di fare campagna elettorale, contenti i sindacati che possono di nuovo sbandierare qualcosa.

Contento soprattutto Draghi che, in chiave quirinalizia, cerca di costruirsi l'immagine di benefattore dei lavoratori per far dimenticare quella di capobanda dei banchieri.

Avendo una maggioranza "bulgara" anche tra i mezzi di informazione, il gioco gli riesce facilmente.


Chi fa la spesa tutti i giorni, avendo un salario, molto spesso basso, precario o incerto, o una pensione più o meno sociale, o un reddito di sopravvivenza, sa che da almeno un anno l'inflazione ha ripreso a galoppare.


Le statistiche accomodate indicano in circa il 3% il tasso di inflazione annua, che è già tanto, ma nella realtà l'inflazione vera viaggia almeno al doppio, ed incide sulla spesa alimentare e su quella per trasporti ed energia.

Per frenare il rincaro delle bollette di luce e gas il governo promette bonus (temporanei) o sgravi parziali (temporanei) ma dietro i numeri si celano gli inganni.

A partire dalla presunta "crescita economica" che il governo annuncia supererà quest'anno il 6%, tra i primi in Europa e più della Germania! Bravi, peccato che per crescere del 6% ci siamo indebitati del 9%, cumulandosi al debito già stratosferico che viaggia verso il 180% del PIL.

La riduzione delle aliquote IRPEF, che viene fatta a debito, compensa solo in parte e temporaneamente la perdita del potere d'acquisto di salari e pensioni. Per un reddito annuo nella fascia tra 20 e 30mila euro, l'inflazione reale al 5% comporta un costo fino a millecinquecento euro in più contro un beneficio fiscale di circa trecento euro.

La mano che prende è molto più grande di quella che dà.

Con l'inflazione ci guadagnano i grandi debitori, cioè il debito degli Stati e le grandi aziende che si finanziano emettendo obbligazioni. Fatto 100 il debito, un'inflazione del 5% lo riduce a 95 senza battere ciglio.

All'opposto l'inflazione è una tassa sui risparmi dei cittadini, soprattutto di quelli che non intendono investire in titoli rischiosi.


Ci dicono che l'inflazione è un fenomeno globale e temporaneo.

Che sia globale non c'è dubbio. In tutto il mondo i governi e le Banche Centrali hanno adottato le stese politiche monetarie, hanno stampato denaro e accresciuto i debiti, attuando la cosiddetta "repressione finanziaria".


Per questo dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Turchia alla Germania, dal Giappone all'America Latina, l'inflazione aumenta, crea tensioni sociali e accentua le diseguaglianze già enormi.

Il mondo globale del lavoro precario e ricattato subisce l'arroganza di chi può manipolare i prezzi dei beni finali di consumo.

Di fronte all'inflazione c'è chi ci guadagna e chi ci perde, come ben sanno i banchieri che per anni ci hanno raccontato che l'inflazione era necessaria per combattere la deflazione.

Quando era alla guida della BCE Mario Draghi ha fatto di tutto per generare inflazione. Ora che l'inflazione sta dilagando e corrodendo i redditi più deboli, ci dicono che sarà temporanea ma sanno di mentire spudoratamente.

Se quest'anno l'inflazione distrugge il 4% del nostro reddito e il prossimo anno "solo" il 3%, il banchiere Draghi dirà che l'inflazione è calata, quindi l'aumento è stato temporaneo.
Ma se ci facciamo i conti, nessuno ci restituisce il 4% perso nell'anno precedente e siccome 4+3=7, vuol dire che alla fine di un biennio i salari e le pensioni sono stati taglieggiati del 7%.

Ma Draghi vi consolerà dicendo che l'inflazione è calata, è temporanea.

In un mondo globale in cui i redditi da lavoro sono pesantemente ricattati, pensare di recuperare il potere d'acquisto perso  a causa della "tassa inflazione" con rivendicazioni salariali e lotte sociali  è illusorio.

Quello che quest'anno perdiamo con l'inflazione, ovvero con la "tassa Draghi", non lo potremo più recuperare, anche se questa dovesse arrivare a zero nei prossimi due o tre anni.

I banchieri invece ci vogliono far credere che la tigre dell'inflazione, una volta uscita dalla gabbia, sia facilmente domabile e si possa riportare dentro le sbarre. Forse, ma non prima che abbia sbranato qualcuno del pubblico. Basta leggersi quello che Draghi diceva sull'inflazione quando era a capo della BCE.

Non tutte le colpe però sono sue, e vanno riconosciute anche a quelli che gli hanno consegnato le chiavi di Palazzo Chigi e si apprestano a dargli quelle del Quirinale.

Altro che temporanea, ci aspettano tanti altri anni di "tassa Draghi"!

i.fan. twitter: menoopiu


keywords: Inflazione, IRPEF, bollette luce gas, governo Draghi, BCE, Tassa Draghi, Pensionati, lavoratori, potere d'acquisto, globalizzazione,

Date Created: 03/12/2021 12:09:18


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