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Inizia lo Scandalo dei Vaccini Anti Coronavirus

19/05/2020

La mafia farmaceutica internazionale con l'azienda americana MODERNA in testa, il cui boss è stato assunto da Trump, ha iniziato le fasi preliminari di sperimentazione del vaccino anti coronavirus sugli investitori di Wall Street. Funziona e garantisce guadagni stratosferici


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La società farmaceutica americana MODERNA - 28 miliardi di dollari di fatturato - il 18 maggio annuncia che la fase 1 della sperimentazione clinica sul vaccino a cui sta lavorando ha dato buoni risultati.

Il prezzo delle azioni MODERNA a Wall Street balza di oltre 20% e innesca rialzi generalizzati in tutte le piazze finanziarie del mondo.


Dopo poche ore la stessa azienda annuncia che metterà in vendita sul mercato azionario uno stock di nuove azioni per un controvalore di circa 2 miliardi di dollari "per finanziare lo sviluppo della ricerca sul vaccino". Da notare che nelle settimane precedenti la società farmaceutica aveva chiesto e ottenuto un fondo di 430 milioni di dollari da parte del governo americano, nell'ambito delle misure di sostegno all'economia in crisi!


La concomitanza tra l'annuncio dei primi risultati sul vaccino e la vendita di azioni proprie a prezzi gonfiati dalla precedente notizia è uno scandalo di proporzioni gigantesche e preoccupa che i mass media non abbiano denunciato la circostanza, dando risalto solo alla prima delle due notizie.

In altre epoche del millennio scorso si sarebbero avviate indagini per i reati connessi al market abuse, ora sono i governi, in particolare quello americano, ad incitare e favorire i comportanti scorretti delle grandi corporation.


Dentro lo scandalo se ne nasconde infatti un altro. Pochi giorni fa, il 15 maggio Donald Trump ha nominato Moncef Slaoui, ex boss del Settore Vaccini di GlaxoSmithKline da un anno approdato a MODERNA, capo dell'Operazione Warp Speed, un progetto della Casa Bianca per sviluppare e consegnare 300 milioni di dosi di vaccino anti coronavirus entro gennaio 2021.


Responsabile della divisione del colosso farmaceutico GlaxoSmithKline (GSK) tra il 2015 e il 2017, Moncef Slaoui fino ad una settimana fa presiedeva il comitato di ricerca e sviluppo della società americana Moderna, la prima azienda specializzata in biotecnologia al mondo ad aver avviato studi clinici per un vaccino contro Covid- 19. Nessuno può sospettare che ci sia un conflitto di interessi e una sovrapposizione di affari privati.


Moncef Slaoui ieri sembra che abbia venduto un pacchetto di azioni MODERNA del valore di 10 milioni di dollari, ricevuto in passato come stock option, approfittando del rialzo del 20%. E' certo che una parte di quel denaro finirà nei SuperPack di finanziamento della campagna elettorale presidenziale di Trump. Tutto alla luce del sole! senza conflitti di interesse e senza raggiri!


Questa è mafia farmaceutica in grande stile!


Il caso di Moderna è la prova che sulla pelle di miliardi di persone, impaurite e aggredite dalla pandemia di Covid-19, si sta preparando il business del secolo da parte del settore farmaceutico e dei governi / regimi dei paesi più influenti, Stati Uniti in testa, con ampi margini di corruzione e speculazione.


E' scontato che saranno i contribuenti a pagare, direttamente o indirettamente, gli enormi profitti che l'industria  ricaverà dai vaccini e chi dichiara di volerli far diventare 'bene pubblico' fa demagogia.


C'è da aspettarsi che nelle prossime settimane e mesi anche le altre decine di aziende farmaceutiche, che in tutto il mondo partecipano alla gara di chi arriva prima al vaccino, faranno annunci promettenti e subito dopo piazzeranno miliardi di titoli azionari a prezzi maggiorati. Moderna docet.


Ci saranno milioni di risparmiatori che abbocheranno e perderanno molti soldi, perchè il vaccino contro il virus di Wall Street non è stato mai messo a punto e non interessa a nessuno, meno che mai ora.

Si prevedono facili arricchimenti da parte del solito 1% a danno del restante 99.
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‘This will kill you’: Many express alarm after Trump says he’s taking hydroxychloroquine

Cina e Stati Uniti litigano sul cadavere del WHO

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Trump vs Xi Jinping, litigare adesso per accordarsi dopo.


Il nuovo pessimo spettacolo delle diplomazie internazionali si svolge attorno al capezzale del WHO-OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, su cui ora tutti chiedono di indagare per fare luce sui ritardi nella gestione del coronavirus.


I governi di tutto il Mondo scoprono con finto stupore che il pletorico organismo internazionale della Sanità è da tempo una pedina di Pechino e delle sue ramificazioni affaristiche lungo la via dell seta, anche se nessuno arriva ancora ad ammettere apertamente che il Direttore Generale del WHO - l'etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus - fosse da anni sul libro paga di Xi Jinping.


Anche Donald Trump lo sapeva, ma ora fa finta di non ricordarlo. Alla fine di gennaio, pochi giorni dopo la tardiva proclamazione del lockdown di Wuhan da parte del regime di Pechino, Trump e Xi Jinping ebbero una lunga telefonata, nella quale il biscazziere americano esprimeva preoccupazione per le notizie che gli erano state fornite un mese prima dai suoi servizi segreti. Era preoccupato che la tregua commerciale sottoscritta tra le due potenze economiche potesse subire ripercussioni dalla strana malattia e dalle misure di blocco intraprese, e che il fondamentale tassello della sua strategia di rielezione, la vittoria per aver imposto l'accordo commerciale alla Cina, potesse improvvisamente saltare.
Xi Jinping in quella occasione di fine gennaio gli aveva detto di stare tranquillo, che la situazione sarebbe stata messa sotto controllo e che il suo fedele Tedros avrebbe gettato acqua sul fuoco delle paure internazionali. Non ci sarà una pandemia, l'economia mondiale non subirà alcuna ripercussione a causa del misterioso coronavirus di Wuhan e Wall Street potrà festeggiare altri record.


Musica per le orecchie di Donald Trump. E infatti nella riunione di inizio febbraio del WHO il coronavirus non venne considerato degno di essere classificato a pandemia, ma solo una severa epidemia circoscritta in una regione della Cina, che aveva dato ampie garanzie di contenerla, impedendo di varcare i confini.


Ci sono voluti più di due mesi al WHO per ammettere la pericolosità di SARS-CoV-2 e proclamare la pandemia dopo che le invisibili palline virali erano schizzate dappertutto nel mondo.


Ci sono voluti più di due mesi a Donald Trump per ammettere che Covid-19 non era un'influenza. Solo dopo Pasqua, di fronte all'incessante avanzata del virus, il sodalizio tra Xi Jinping, Donal Trump e Tedros si è rotto, e il presidente americano ha cominciato a cambiare strategia per cavalcare il malumore internazionale nei confronti della Cina.
Troppo tardi e troppo sfacciatamente compromesso nei suoi piani elettorali.


L'indagine promossa dai paesi europei sul comportamento del WHO nella crisi del coronavirus deve essere una cosa seria, sottratta ai giochini diplomatici di Xi Jinping e Donald Trump.

Lo richiedono le centinaia di migliaia di vittime, i milioni di contagiati, i miliardi di abitanti del Pianeta costretti a chiudersi dentro casa e a perdere lavoro e tranquillità.


Anche le responsabilità della Cina nell'originare l'epidemia, nel tenerla nascosta per quasi due mesi e nel non aver impedito che milioni di suoi cittadini viaggiassero nel mondo a diffondere il coronavirus, devono essere indagate e supportate da una richiesta internazionale di risarcimento dei danni.
Bisogna togliere dalle mani di Donald Trump e dei suoi amici farmaceutici la gestione dei finanziamenti al WHO.

Non è necessario aspettare l'esito di un incerta e lunga indagine per chiedere le dimissioni immediate del direttore Tedros e e delle migliaia di obbedienti e incompetenti funzionari del WHO sparsi nel mondo.

Le loro dimissioni sono necessarie per consentire alle indagini di essere serie e all'istituzione sanitaria di ricostruirsi un pò di credibilità.
Senza dimenticarsi che l'Europa intesa come continente e area geopolitica è quella che ha pagato il prezzo più alto in vite umane, contagi e disastri economici.
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Imparare da Taiwan (e consentirle di partecipare al WHO)

While countries have pursued their own measures in the face of Covid-19, we have also learned important lessons from each other.
In particular, Taiwan’s response to this pandemic is widely considered to have been pioneering, drawing on important lessons from the Sars outbreak in 2003. It is regretful that geopolitics has prevented Taiwan from fully accessing the forums and services of the World Health Organization – not least as the WHO could have benefited from its expertise.
In the interests of global health coverage, we urge all WHO members to support Taiwan’s access to the World Health Assembly as an observer, as was the case between 2009 and 2016. This will have no wider implications than to ensure that 23 million people with something to offer are not excluded from exchanging best practices.

Lettera aperta di
Anders Fogh Rasmussen Prime minister of Denmark 2001-09, Aleksander Kwaśniewski President of Poland 1995-2005, Toomas Hendrik Ilves President of Estonia 2006-16, Carl Bildt Prime minister of Sweden 1991-94, Bertel Haarder Interior and health minister of Denmark 2010-11



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