La Flat Tax di Salvini è una Bufala Incostituzionale

15/07/2019

Luigi Di Maio non si accorge che l'indagato Siri è a fianco di Salvini

Se c'era bisogno di una conferma è arrivata puntuale: Luigi Di Maio ci vede a metà, parla a metà e ottiene voti a metà.

Nell'incontro "inusuale" sulla flat tax tra Salvini e la folla esagerata di sindacalisti, il Luigi si è accorto che di fronte a Landini e soci sedeva il senatore Armando Siri, ex sottosegretario, costretto alle dimissioni per le indagini sulla corruzione da parte del boss dell'eolico Nicastri e del "consulente" Arata.

Luigi Di Maio ha ironizzato con i sindacalisti per essersi seduti al tavolo con Siri, ma non si è accorto che a fianco dell'inquisito c'era Matteo Salvini, sempre più nei panni di primo ministro grazie alla visione dimezzata dei 5Stelle, a cui non ha rivolto altrettante battute.

L'episodio ci fa capire il banale motivo per cui Di Maio dimezza i voti, mentre Salvini li raddoppia.

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La Flat Tax al 15% proposta dal ministro in campagna elettorale permanente è considerata l'arma vincente delle prossime elezioni politiche, una carota agitata ad arte per prendere voti per poi essere dimenticata, come l'abolizione della Fornero o l'espulsione degli immigrati clandestini. E viene al momento giusto, per cercare di attenuare l'attenzione sull'inchiesta sul finanziamento illegale dalla Russia alla Lega.


Oltretutto la versione della Flat Tax targata Siri-Salvini, per quei pochi dettagli che sono stati forniti, ha diversi profili di incostituzionalità o di dubbia applicazione.


L'aliquota del 15% si dovrebbe applicare ai redditi familiari (?) inferiori ai 55.000 euro, mentre in tutti gli altri casi si continuerebbe con le aliquote attuali, creando una discriminazione sostanziale , una voragine tra chi pagherebbe quasi nulla e chi avrebbe un prelievo superiore al 40%, che violerebbe il principio costituzionale di "progressività" dell'imposizione fiscale, disincentiverebbe i matrimoni civili tra coloro che potrebbero superare la soglia e aumenterebbe la ricerca di forme di aggiramento della soglia stessa (separazioni fittizie, cambi di residenza ecc).


Se si vuole realizzare davvero l'obbiettivo di riduzione della enorme e insopportabile pressione fiscale si può agire semplicemente su tutto l'arco delle aliquote, magari accorpandole, e aumentare i bonus e/o le agevolazioni per i redditi più bassi. Sempre che poi si trovino le poste da tagliare per controbilanciare l'aumento della spesa pubblica e quindi dei debiti a carico di tutti che si aggirano per difetto a 15 miliardi di euro.


Di questo ovviamente Salvini si guarda bene dal parlare, lasciando solo intravedere la possibilità di strappare uno sforamento dei vincoli dalla futura Commissione Europea targata Germania.

Una illusione tanto maggiore quanto è grande l'isolamento politico dell'Italia nello scacchiere internazionale.


La fretta del boss leghista di presentare la proposta di flat tax alle parti sociali ben prima dell'inizio preventivato ad ottobre è un indizio che le prossime elezioni politiche potrebbero essere più anticipate di quanto previsto.


E le indagini della magistratura sui finanziamenti russi spingono ancora di più ad andare presto al voto, prima che gli italiani ascoltino altre registrazioni e capiscano che si stanno cacciando nei guai con un futuro Primo Ministro ricattato dai servizi segreti di tutto il mondo.