REFERENDUM TAGLIO PARLAMENTARI, VINCE IL SI' ALLA GRANDE | Blog menoopiu'

REFERENDUM TAGLIO PARLAMENTARI, VINCE IL SI' ALLA GRANDE


Referendum taglia-parlamentari, vince il SI' con il 70% !! Affluenza oltre 54% !! Sconfitta per Salvini e Coronavirus. Il Governo Conte rafforzato dal voto referendario, il PD vince le elezioni regionali in Puglia, Toscana e Campania. Zaia anti-Salvini stravince in Veneto.

i.fan. - 21/9/2020

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Referendum taglia-parlamentari, vince il SI' con il 70% !! Affluenza oltre 54% !! Sconfitta per Salvini e Coronavirus. Il Governo Conte viene rafforzato dal voto referendario, come pure l'asse tra Zingaretti e M5S; il PD vince le elezioni regionali in Puglia, Toscana e Campania. Zaia anti-Salvini stravince in Veneto. La vittoria del SI' ( a favore del taglio del numero dei parlamentari da 945 a 600) va oltre ogni previsione, sia per la percentuale di SI', 70%, che per l'alta affluenza, oltre il 54%, nonostante la grande paura dell'epidemia di Covid 19. Si rafforza anche il segretario del PD Nicola Zingaretti, che aveva spinto il partito a dichiararsi ufficialmente per il SI' nonostante molti suoi rappresentanti abbiano fatto la campagna per il NO. Esce sconfitto Salvini che aveva schierato ufficiosamente la Lega per il NO, con la speranza di indebolire la maggioranza di governo e l'alleanza M5S - PD. Esce sconfitto il coronavirus, perche' chi e' andato a votare lo ha fatto con la necessaria prudenza e partecipazione. REFERENDUM TAGLIO PARLAMENTARI, PERCHE' VOTO SI' - 14/09/2020 Un grande numero di parlamentari non equivale a un grande numero di paladini della Democrazia. Io voto SI'. /media/omnnhbey/referendum-si-3.jpg Il referendum costituzionale del 20-21 settembre, Si o NO al taglio dei parlamentari da 945 a 600, non risolve i problemi dell'Italia. Le norme sottoposte al secco giudizio dei cittadini non rappresentano una riforma organica del Parlamento e non realizza risparmi di costi significativi in valore assoluto. Ma e' pretestuoso affermare, come fanno i propagandisti del NO tra cui Carlo Cottarelli su La Stampa, che la riduzione di onorevoli e senatori creerebbe una nuova casta. Quella attuale che cos'e'? La vittoria del SI non comporta un "cambio di casta". Le caste non si creano e non si distruggono in una domenica pomeriggio. La vittoria del SI e' solo un piccolo, incompleto, confuso messaggio alla casta attuale, quella ben radicata, stratificata, interconnessa, onnipresente, autoreferenziale, arraffona, arrogante che si e' costruita nell'arco di decenni avvalendosi dei contributi di schieramenti diversi e che giammai voterebbe, come non ha votato finora, una "qualsiasi riforma" per ridurne il numero e la voracita' dei suoi membri. Se vince il SI' non perde la democrazia, come affermano i terrorizzanti messaggi di una parte del ceto politico di centrosinistra, Prodi in testa e in coda i resti delle sardine. Se vince il SI' , in una domenica pomeriggio di settembre i cittadini faranno una piccola, limitata ma semplice considerazione: 945 sono troppi, meglio ridurli a 600. Punto. E se poi questa facolta' concessa ai cittadini venisse estesa anche alle amministrazioni comunali e regionali, il risparmio passerebbe da centinaia a migliaia di "membri della casta", con qualche effetto maggiore sui costi, sulla corruzione, sui privilegi e sull'impunita' del ceto politico. Quanto ai rischi per la Costituzione e la Democrazia, quelli vengono da altre parti e sotto altre forme, e in genere sono favoriti dall'assenza di iniziativa e di idee dei democratici, o dalla loro compartecipazione alla casta. Un grande numero di parlamentari non equivale necessariamente ad un grande numero di paladini della Democrazia. Io voto SI'.

i.fan.


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