ROMAN PROTASEVICH SEQUESTRATO E TORTURATO DA LUKASHENKO E PUTIN

ROMAN PROTASEVICH SEQUESTRATO E TORTURATO DA LUKASHENKO E PUTIN


Roman Protasevich sequestrato su un Ryanair in volo e torturato dal dittatore Lukashenko. Una vendetta contro il popolo della Bielorussia e un atto di guerra contro l'Europa.

L'Europa deve trattare Lukashenko alla stregua di un boss mafioso ed emettere un ordine di cattura internazionale nei suoi confronti per aver sequestrato un aereo e il suo carico umano.

il sequestro di Protasevich ispirato dall'ossessione di Putin contro gli oppositori.

i.fan. - 25/01/2021

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aggiornamento

Il canale Telegram filo-governativo bielorusso "Yellow Plums" ha pubblicato un video con il co-fondatore di NEXTA Roman Protasevich sequestrato mentre era in volo su un Ryanair diretto a Vilnius.

“Buon pomeriggio, mi chiamo Roman Protasevich. Ieri sono stato arrestato da agenti del Ministero degli affari interni all'aeroporto nazionale di Minsk ”, così inizia il suo discorso Protasevich. Nel video, dice di essere in SIZO-1 a Minsk, che "non ha problemi di salute, nemmeno con il cuore e con altri organi", e che l'atteggiamento delle forze di sicurezza nei suoi confronti è "tanto corretto quanto possibile per legge ".

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"Ora continuo a collaborare alle indagini e a fornire confessioni sul fatto di aver organizzato rivolte di massa nella città di Minsk", dice Protasevich, che mentre parla trapela la tensione, sbattendo le palpebre frequentemente per tutto il video. Strani segni sono visibili sul suo viso.

La madre di Protasevich aveva precedentemente riferito che il co-fondatore di NEXTA è in condizioni critiche in uno degli ospedali di Minsk, il motivo del ricovero, ha detto, erano problemi cardiaci. Tuttavia, in seguito il ministero degli Affari interni bielorusso ha annunciato che Protasevich era nel carcere n1 di Minsk.

La compagna di Protasevich, la cittadina russa Sofya Sapega, anche lei sequestrata e detenuta a Minsk insieme al co-fondatore di NEXTA, si trova nel centro di detenzione in via Akrestsin a Minsk, hanno riferito i genitori della ragazza.


Passano le ore e cresce la consapevolezza che il sequestro di Roman Protasevich da parte del regime bielorusso del despota Lukashenko appoggiato da Putin rappresenti un atto di guerra, oltre che di pirateria internazionale e una violazione dei diritti umani.

Sequestrare un aereo civile in volo con la minaccia di un Mig 29 è un atto di guerra.

Se poi quel gesto era finalizzato a catturare un giovane giornalista oppositore del regime bielorusso che aveva trovato rifugio nell'Unione Europea, l'atto di guerra è anche un insulto al sentimento comune dei cittadini europei, un'offesa gravissima a cui ancora si stenta a credere.

Il rapimento di Roman Protasevich ci riguarda da molti punti di vista.

Quello della sicurezza in volo, minacciata dalla scellerata azione del regime di Minsk, mentre si sorvola un paese in cui esistono tensioni sociali e politiche, diventa un motivo di allarme internazionale.

L'esempio bielorusso, sequestrare un aereo civile con l'inganno e la minaccia, rappresenta un precedente che potrebbe essere imitato da altri regimi.

La dinamica del sequestro di Protasevich mi ricorda l'assassinio di Khashoggi a Istanbul ad opera dei servizi sauditi.

I motivi del sequestro di Roman Protasevich sono evidenti: il despota bielorusso ha voluto vendicarsi e intimidire allo stesso tempo.

Vendicarsi di tutto quello che un giovane giornalista di 26 anni era riuscito a fare per denunciare le malefatte del regime, costruendo una rete di informazione in grado di arrivare in ogni angolo della Bielorussia sfuggendo alla censura.

Intimidire gli oppositori, che non si vogliono rassegnare alla farsa elettorale dello scorso anno, con un gesto di forza e di violenza: "sono in grado di colpirvi dovunque, anche fuori dai confini bielorussi"

Il sequestro di Protasevich è un'offesa grave e umiliante per l'Europa. Le reazioni fin qui adottate e dettate - dichiarazioni di condanna e blande sanzioni economiche - sono mezze misure molto al disotto del livello di scontro imposto dalla Bielorussia.

La richiesta di scarcerazione di Protasevich e della sua compagna Sofya Sapega deve essere sostenuta da azioni ben più importanti, non solo nei confronti dell'apparato di Lukashenko ma anche del suo padrino e ispiratore Vladimir Putin.

La sospensione dei voli nello spazio bielorusso, le sanzioni per alcuni miliardi di euro, non serviranno a condizionare il despota. Devono essere bloccati tutti i rapporti finanziari e gli interessi economici della nomenclatura di regime, in euro e in dollari, ovunque si trovino.

Bisogna trattare Lukashenko alla stregua di un boss mafioso ed emettere un ordine di cattura internazionale nei suoi confronti per aver sequestrato un aereo e il suo carico umano.

§§§

Se Lukashenko si è spinto così avanti nello scontro con la comunità europea è perché ha le spalle coperte dal dittatore russo, l'avvelenatore seriale che con metodi simili ha imprigionato l'opposizione e il suo leader Navalnyi.

E' ora che le minacce della banda Lukashenko - Putin vengano prese con più attenzione dalle popolazioni dell'Unione Europea, senza relegarle a episodi estemporanei o a questioni di semplice diplomazia.

La banda Lukashenko - Putin è una minaccia che ci riguarda molto da vicino, anche quando facciamo turismo e utilizziamo un volo low cost.

i.fan.


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