RUSSIAGATE, DONALD TRUMP NON PUO' CANTARE VITTORIA

20/04/2019

Dopo quasi un mese di "secretazioni", le conclusioni dell'inchiesta del Procuratore Speciale sono state rese pubbliche, ai membri del Congresso e alla stampa.

Cominciano quindi a prendere consistenza e fondatezza le ipotesi che anticipavo nel post del 25 marzo, e cioè che le "non conclusioni" di Mueller sul coinvolgimento di Donald Trump nelle attività (comunque provate da Mueller) dei Russi di inquinare la campagna elettorale a favore del bancarottiere amico di Putin, erano dovute al fatto che Trump ha posto in essere una serie di "ostruzioni" al limite della legalità per non far emergere la verità.

Le catene di stampa e i giornalisti di inchiesta stanno passando al setaccio le 450 pagine (anche se private delle parti più imbarazzanti per Trump grazie al suo maggiordomo Barr, casualmente nominato ministro della Giustizia in sostituzione di Session) e saltano fuori storie e comportamenti che alimentano, anzichè spegnere, il fuoco della polemica, sia da parte dei Democratici che di una parte di Repubblicani.
L'editore e proprietario della omonima catena di servizi finanziari  Bloomberg, che certamente non è un simpatizzante di Ocasio-Cortez, scrive un editoriale molto duro, dal titolo : "Mueller ha fatto il suo lavoro, ora tocca a noi".
"Gli americani non potuto leggere il testo integrale dell'inchiesta di Mueller. Ma noi abbiamo visto abbastanza. L'allarme che avevo lanciato nel 2016 alla Convenzione Nazionale dei Democratici - Donald Trump non è adeguato a fare il Presidente - è ora più chiaro che mai."
Nel campo repubblicano, cioè il partito di Trump,  il senatore Mitt Romney si è detto disgustato dalle azioni del presidente Donald Trump descritte nella relazione del procuratore Robert Mueller.
I giornalisti di The Intercept_, il sito di inchiesta che ha tra i cofondatori Glenn Greenwald, hanno iniziato a trovare importanti filoni di inchiesta dalle pagine di Mueller. Uno di questi porta a un certo Felix Sater, a cui Mueller  sembra non dedicare molta attenzione e che invece sembrerebbe un personaggio decisivo nelle trattative per la costruzione del Trump Tower a Mosca.
Donald Trump ha ripetuto via Twitter  le accuse all'inchiesta di Mueller, ribadendo che la "caccia alle streghe" lo ha visto completamente scagionato: "No Collusion, No Obstruction" ripete come un mantra, e inizia a scaldarsi per la campagna elettorale del prossimo anno.
I Democratici, dopo aver accusato il colpo delle "non conclusioni" di Mueller, stanno iniziando a riorganizzare le idee, a partire dalla Commissione Giustizia della Camera di cui controllano la presidenza con Jerry Nadler  che ha ribadito la richiesta di ottenere il testo integrale della relazione di Mueller:
“My committee needs and is entitled to the full version of the report and the underlying evidence consistent with past practice," Nadler (D-N.Y.) said in a statement. "Even the redacted version of the report outlines serious instances of wrongdoing by President Trump and some of his closest associates. It now falls to Congress to determine the full scope of that alleged misconduct and to decide what steps we must take going forward.”
I Democratici si stanno convincendo che esiste la possibilità di chiedere l'impeachmenti di Trump in virtù delle attività di ostruzione all'inchiesta che dalla lettura del report vengono confermate. Lo stesso Mueller aveva detto di non avere tutti gli elementi per avvalorqare o escludere l'ipotesi di ostruzione, ma è palese leggendo il testo delle dichiarazioni rese in forma scritta da Trump a Mueller (il presidente si è sempre rifiutato di essere interrogato direttamente) da cui saltano agli occhi più di 30 risposte ad altrettante domande in cui Trump se la cava con un laconico  "non ricordo".