Siccità e Caldo Torrido, Intervista ad un Olivo Senziente


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Le previsioni meteo non danno speranze. Nei prossimi 15 giorni niente pioggia in Italia che si avvia a sperimentare, come altre regioni del Mondo, una siccità senza precedenti. Non piove da sei mesi. Coltivazioni, allevamenti e industrie ad alto consumo d'acqua sono in piena crisi. I boschi iniziano a bruciare. L'acqua per uso domestico sarà razionata. Per saperne di più e azzardare una previsione ho chiesto un parere ad uno dei miei olivi senzienti.

i.fan. - 21 Giugno 2022 - aggiornato il 24/06/2022 02:34:02


Le previsioni meteo non danno speranze. Nei prossimi 15 giorni niente pioggia in Italia che si avvia a sperimentare, come altre regioni del Mondo, una siccità senza precedenti. Non piove da sei mesi. Coltivazioni, allevamenti e industrie ad alto consumo d'acqua sono in piena crisi. I boschi iniziano a bruciare. L'acqua per uso domestico sarà razionata.

Per saperne di più e azzardare una previsione ho chiesto un parere ad uno dei miei olivi senzienti.

 


E' una cultivar Carolea di 40 anni, vive lungo la costa del sud pontino assieme ad altre decine di esemplari di diverse varietà.

 

D. - Come va?

O. - E me lo chiedi? non piove da sei mesi, quelli più importanti per le mie radici

 

D. Hai mai visto qualcosa del genere?

O. - Negli ultimi trenta anni un paio di volte, e ho avuto paura. All'inizio di questo millennio c'è stata un'estate caldissima. Due mesi, luglio e agosto, con un caldo opprimente che nemmeno di notte scendeva sotto i 30 gradi. Ma ora è diverso ...

 

D. - Ti vedo preoccupato,  perché?

O. - Perchè non ha piovuto quando doveva piovere, in inverno e primavera, e se piove a luglio saranno solo nubifragi disastrosi, quelli che spezzano i rami ma non portano acqua buona alle radici.

 

D. - Ma in cosa consiste la tua preoccupazione, come fai a "sentire" di essere preoccupato?

O. - Sono un'entità senziente, come tutto il mondo vegetale nonostante voi umani la pensiate diversamente. Quando le radici non hanno più acqua da far salire lungo il tronco il mio sistema di allarme se ne accorge e scattano i meccanismi di difesa. Divento "consapevole" della situazione e cerco di porvi rimedio, per quanto mi è possibile. Mica come voi, che credete di essere senzienti, ma fate solo rima con deficienti e non riuscite a ridurre nemmeno di un grammo la CO2 e i gas serra che creano il riscaldamento globale.


D. - E secondo te di chi è la colpa?

O. - avete smesso di pensare che l'acqua è importante. Ne consumate sempre di più con l'illusione che sia infinita. Un tempo si costruivano i pozzi per conservare l'acqua e usarla quando serviva. Un pozzo è come un banca dell'acqua. Ora avete le banche per depositare i soldi ma non sapete più come conservare l'acqua.

L'Amazzonia, dove vivono milioni di alberi come me, era una grande banca dell'acqua, ora la state distruggendo ad una velocità tale che tra vent'anni al suo posto ci sarà il deserto.

 

D. - Dici di essere senziente, puoi provare un sentimento di paura? temi per la tua vita?

O. - certo, non sono mica un incosciente. A differenza di te che misuri la tua vita in decenni, io sono abituato a misurarmi con i secoli. Qualche mio antenato è millenario. Cosa sarà della Terra tra cento anni? e duecento? per questo mi preoccupo, mentre voi fate solo finta, tante chiacchiere e pochi fatti.

 


D. - Cosa fai per difenderti dalla siccità e dal caldo torrido?

O. - Faccio come tanti altri alberi: riduciamo progressivamente le nostre attività, cerchiamo di limitare il consumo di risorse, iniziamo a "decrescere". Se guardi sul terreno sotto la mia chioma vedrai tanti piccoli frutticini anneriti e rinsecchiti. Erano le piccole olive che avevano iniziato a crescere dopo l'allegagione.
Quando è scoppiato il caldo anomalo e con una siccità che durava già da mesi, ho capito che non avrei mai potuto alimentare tutti i frutticini e ho iniziato ad eliminarne alcuni. Lo faccio sperando che qualcun altro possa sopravvivere, crescere, arrivare a produrre un seme ... So che è crudele, ma non ho alternative. Io stessa sono a rischio, se la siccità continua dovrò fare altre scelte dolorose. Perdere tutte le rimanenti olive. Se non basta dovrò cominciare a ridurre la linfa verso i rami più esterni ed esposti al sole. Se osservi il mio tronco capirai che ogni parte della mia chioma è autonoma dalle altre e ha un canale di comunicazione indipendente con le radici . Posso "far morire" una parte di me per far sopravvivere le altre.

Nel corso dei millenni ho imparato a fare delle scelte, sono consapevole dei sacrifici che bisogna fare per sperare di sopravvivere.
Attivando tutta la sapienza accumulata posso ragionevolmente sperare di superare questa estate anomala. Ma se continuasse così anche all'inizio dell'autunno ... forse potrei non farcela.

Spero che tu mi dia una mano a superare questo periodo di siccità.


D. - Ci proverò, sicuramente non ti abbandono. Per ora abbiamo l'acqua del nuovo pozzo che mio nonno fece costruire più di 60 anni fa.

Ricordo che già allora lui sosteneva che l'acqua si stava riducendo, che sarebbe arrivato il giorno in cui ce ne sarebbe stata poca. Era pessimista e previdente.
Questo pozzo ti salverà

 

O. - E allora devo ringraziare tuo nonno ...

D. - E mio padre, che ha continuato a fare in modo che il pozzo non andasse in malora ... qualche anno fa la pompa che estrae l'acqua si è rotta e l'abbiamo subito fatta sostituire.

 

O. - E se l'acqua del pozzo dovesse finire?


D. - Sarebbe un disastro, non potrei più irrigare nè te nè i tuoi simili che ti circondano


O. - Dovrò iniziare la "decrescita infelice" ... Penso agli olivi che non possono essere irrigati, quelli che crescono in collina o in campi senza un pozzo d'acqua


D. - Le autorità hanno proclamato lo stato di "calamità naturale" ...

O. - E cosa pensano di risolvere? daranno un pò di sussidi alle aziende agricole che perdono il raccolto, ma i piccoli appezzamenti, le piccole famiglie di olivi a conduzione familiare, quelli non li ripaga nessuno

 

D. - Se non piove ...

O. - Correggi la frase: se non la smettete di non far piovere, se non la smettete di far impazzire il clima e la natura ....

 

D. - Ma come fanno i tuoi cugini olivi in Tunisia? Lì ci sono milioni di olivi, molti non sono irrigati, e quando arriva il vento dal deserto fanno anche 45 gradi ..

O. - Sono razze di olivi che si sono adattati nel corso dei secoli, le olive hanno dimensioni più piccole e le chiome hanno una forma a "ombrello". Ma quest'anno è dura anche per loro.

 

D. - Se tu fossi un melo o un pero anziché un Olivo?
O. - Mi sarei già suicidato. Prevedo che questo tipo di alberi da frutto tra qualche anno potrà sopravvivere solo a Nord delle Alpi


D. - Tocchiamo ferro e iniziamo a razionare l'acqua, non si potrà cambiare l'acqua delle piscine nelle ville, per fare la doccia o il bucato si avranno poche ore a disposizione ...

 

O. - Voi umani siete proprio incoscienti, arrivate sempre tardi a capire e ancora più tardi ad agire. Noi olivi, come gran parte del mondo vegetale, abbiano dei sistemi automatici e graduali di adattamento, non aspettiamo l'ultimo momento per difenderci. Guarda le foglie dei tigli: ora sono ancora verdi, le radici assorbono l'umidità residua della terra, ma ad un certo punto inizieranno ad ingiallire e a cadere come in autunno. Meglio perdere le foglie che morire.

Ti ricordi quando ci siamo conosciuti, tu pensavi che d'estate io avessi bisogno d'acqua a prescindere dalle mie vere esigenze, pensavi che bevendo tanta acqua avrei prodotto di più mentre invece troppa acqua mi faceva ammalare, provocava malattie fungine che danneggiavano le olive. Abbiamo imparato a non eccedere.
Voi invece fino all'ultimo pensate di godervela, di continuare a gozzovigliare come se nulla fosse, non sapete rinunciare oggi a qualcosa per non morire improvvisamente domani. Voi esseri umani non siete senzienti, siete solo degli incoscienti

 

Qualcuno ha cominciato ad ammetterlo, come Stefano Mancuso, botanico, ordinario all’Università di Firenze e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, intervistato dal Corriere della Sera

 

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Professore, lei ha investito un’intera carriera nella ricerca di una sensibilità intelligente del mondo vegetale. La siccità sta distruggendo i raccolti e lo vediamo ogni giorno. Che cosa pensa?
«Penso che, appunto, l’attenzione sia focalizzata soprattutto sull’agricoltura e questo è sacrosanto, ci mancherebbe. Ma il fatto che pochi si interessino al mondo vegetale naturale è la prova di una miopia generalizzata. Non prestiamo attenzione alle piante come esseri che si nutrono, che sopravvivono o che muoiono, ma solo come strumenti di produzione al nostro servizio».

Eppure, dovremmo cominciare proprio dal guardarle come elementi dotati di vita sensibile?
«Se per noi il “verde” resterà una questione di arredo urbano o solo di agricoltura, come faremo a cambiare davvero le cose?».

E invece lei ha dimostrato che le piante possono anche soffrire. Quanto e come stanno soffrendo in questo periodo?
«Moltissimo. Ma ricordiamoci che gli esseri fragili siamo noi, le piante hanno una inaspettata capacità di resistenza. Sanno come fare insomma».

Un esempio?
«Una delle cose più eclatanti, ma di cui nessuno parla, è la progressiva nanizzazione delle piante. Cioè diventano sempre più piccole. È un fenomeno che non riguarda questa o quella specie particolare, ma sta investendo tutto il mondo vegetale. Ovviamente rimpiccioliscono perché devono conservare acqua e di conseguenza anche il nutrimento, ma ha presente i bonsai?».

Certo.
«Bene, il meccanismo è proprio quello. Se osserviamo attentamente le piante che abbiamo in casa, notiamo i segnali di stress. Che sono evidenti nelle ricerche scientifiche nel lungo periodo, ma vediamo che soffrono anche quelle cosiddette domestiche. Perché devono trattenere non solo i liquidi, ma anche gli elementi essenziali. Dunque bisogna prima di tutto capire di che cosa hanno bisogno. Un altro spazio? Più acqua? Più nutrimento?».

Ascoltarle, quindi.
«Esattamente, la missione delle piante sotto stress consiste nel cambiare metabolismo, modo di nutrirsi e persino fisionomia. Poi c’è il fenomeno della migrazione. È ovvio che a spostarsi non sarà una pianta ma — seguendo una dinamica lunga e intergenerazionale — alcune specie si sposteranno verso l’alto».


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Saluto il mio Olivo, che ne sa quanto il professore botanico, vado ad aggiornarmi sulle previsioni meteo, fino al 5 luglio sole e caldo. Speriamo che San Pozzo ci aiuti.


 

i.fan. twitter: menoopiu


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Date Created: 21/06/2022 16:36:04


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