TRA PUTIN E NAVALNYJ, IL MINISTRO SALVINI CHI SCEGLIE? Blog menoopiù

TRA PUTIN E NAVALNYJ, IL MINISTRO SALVINI CHI SCEGLIE?


La Russia ha espulso gli ambasciatori di Germania, Polonia e Svezia per ritorsione contro Navalnyj. In Italia il nipote di Putin, Salvini sta per entrare nel governo Draghi

i.fan. - 09/02/2021

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Europa e Russia sono in rotta di collisione.

Mentre Josep Borrell, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ovvero il "ministro degli esteri" della Commissione Europea di Ursula von del Leyen era a Mosca a discutere con il suo omologo Lavrov sulle violazioni ai diritti di espressione (leggasi arresto di Navalnyj) ingerenze in Ucraina, occupazione militare della Siria, il regime di Putin ha espulso gli ambasciatori di Germania, Polonia e Svezia per aver preso parte alle manifestazioni a favore della liberazione dell'oppositore russo.


Uno schiaffo e una rottura clamorosa, tra Russia e Unione Europea, che avrà conseguenze profonde e prolungate nei rapporti tra i due blocchi.


Il timido Borrell se ne è tornato umiliato ma si è almeno convinto che Putin è nel pieno di una paranoia autoritaria, pericolosa sia per la Russia che per i fragili rapporti con i paesi europei.


"Sono tornato a Bruxelles con profonda preoccupazione per le prospettive di sviluppo della società russa e la scelta geostrategica della Russia", ha scritto il catalano socialista Borrell.

L'espulsione di un ambasciatore nel gergo diplomatico ha un valore di gravità fin troppo evidente e dopo quanto accaduto con i diplomatici di Germania, Polonia e Svezia anche gli altri europei dovranno allinearsi per solidarietà e presa d'atto.


I rapporti con Mosca diventeranno ancor più una discriminante politica da cui far dipendere le scelte nazionali.

Immagino le conseguenze sulla formazione del governo di Mario Draghi.


L'entusiasmo europeista di Matteo Salvini, mentre sale sul carro di Draghi per riscuotere la sua parte del tesoro Recovery Fund, rimarrà intatto quando l'Italia sarà chiamata ad esprimersi nei confronti delle violazioni russe ai diritti umani o in approvazione di sanzioni economiche verso esponenti della nomenclatura russa (compreso lo stesso Putin) ?.

E viceversa, quale credito potrà darsi ad una silenziosa retromarcia dell'odiatore di immigrati nei suoi rapporti con Hotel Metropol di Mosca?


Matteo Salvini considera Vladimir Putin più che un amico, un familiare.

Vero è che negli ultimi tempi l'affetto è un pò in crisi, perché il petrolio russo non è più di moda, ma non sarà facile dover tradire zio Vladimir per abbracciare Super Mario, sempre che gli venga chiesto di fare una scelta, una "discriminante".

Zio Vladimir inoltre è a conoscenza di molti segreti in merito alle missioni d'affari della coppia Salvini-Savoini e delle loro frequentazioni al Metropol.  Basterebbe incaricare Irina Aleksandrova di fare qualche nome durante una delle sue visite ai magistrati italiani per creare qualche imbarazzo.

Immagino la risposta di Salvini alla domanda "Chi sceglie tra Putin e Navalnyj?"

"scelgo l'Italia e gli italiani, le laboriose aziende padane che lavorano con gli amici russi. ... siamo per il dialogo e la collaborazione nel rispetto dell'ordine". Il solito modo roboante di dire nulla e di scantonare.

Perché potrebbe anche accadere che in Italia si faccia finta di nulla sulla rottura in atto tra il regime e la società civile, e che l'europeismo sia limitato solo alla riscossione del denaro e non allo schierarsi con i valori di democrazia e libertà.


Così almeno vorrebbe Salvini, che si considera già dentro la compagine ministeriale di Draghi direttamente o per il tramite di Giorgetti, ma spero che nessuno glielo consentirà.

§§§


da Novaya Gazeta:

Fermare immediatamente la violenza e tornare in campo legale

Appello ai cittadini russi, alle autorità elette, ai partiti politici e alle organizzazioni pubbliche


Più di 180 scienziati, attori, registi, scrittori e personaggi pubblici hanno firmato un appello ai cittadini russi, alle autorità elette, ai partiti politici e alle organizzazioni pubbliche per protestare contro la pratica della persecuzione politica, dell'arbitrarietà di polizia e giudiziaria, delle percosse disumane dei civili da parte della polizia.


"... Esortiamo il popolo di buona volontà, tutti i nostri concittadini, a unirsi per condannare la violenza contro gli oppositori politici, ad alzare la voce in difesa della pace civile, della democrazia e di una vita dignitosa e a far tornare le autorità nel quadro del diritto costituzionale."

i.fan.



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