Cuba 51st US EState
Una notizia piuttosto insolita.
Il direttore della CIA, John Ratcliffe, è stato all’Avana il 14 maggio per incontri con alti funzionari cubani. È un evento raro: secondo le ricostruzioni, sarebbe solo la seconda visita di un direttore della CIA a Cuba dopo la rivoluzione del 1959. (Reuters)
Secondo fonti statunitensi e cubane, Ratcliffe ha incontrato il ministro dell’Interno cubano e figure della sicurezza/intelligence per discutere di sicurezza, cooperazione e della gravissima crisi economico-energetica dell’isola. Avrebbe portato un messaggio dell’amministrazione Trump: Washington sarebbe disponibile a un dialogo più serio su economia e sicurezza, ma solo in cambio di “cambiamenti fondamentali” da parte di Cuba. (Reuters)
La visita arriva in un momento molto delicato: Cuba sta attraversando blackout estesi e carenza di carburante, mentre i rapporti con gli USA sono tesi. Proprio per questo la missione ha attirato molta attenzione: alcuni la leggono come un tentativo di pressione politica, altri come un canale negoziale aperto dietro le quinte. (La Stampa)
Il direttore della CIA John Ratcliffe ha incontrato funzionari cubani, tra cui il nipote di Raúl Castro, durante una visita di alto livello sull'isola giovedì, secondo quanto riferito da funzionari cubani e statunitensi.
Ratcliffe ha incontrato Raúl Guillermo Rodríguez Castro, il ministro degli Interni Lázaro Álvarez Casas e il capo dei servizi segreti cubani, e ha discusso di cooperazione in materia di intelligence, stabilità economica e questioni di sicurezza. Un funzionario della CIA ha confermato gli incontri all'Associated Press.
Ratcliffe era lì "per consegnare personalmente il messaggio del presidente Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti sono pronti a impegnarsi seriamente su questioni economiche e di sicurezza, ma solo se Cuba apporterà cambiamenti fondamentali", ha affermato il funzionario della CIA. (politico.com)
La versione di Cuba
Comunicato del Governo Rivoluzionario
In seguito alla richiesta del governo statunitense di ricevere all'Avana una delegazione guidata dal direttore della CIA John Ratcliffe, il Governo Rivoluzionario approvò la visita e l'incontro con il suo omologo del Ministero degli Interni.
Granma | internet@granma.cu - 15 maggio 2026 12:05:54
A seguito di una richiesta del governo statunitense di ricevere una delegazione all'Avana guidata dal direttore della CIA John Ratcliffe, il Governo Rivoluzionario ha approvato la visita e l'incontro con il suo omologo del Ministero dell'Interno.
L'incontro si è svolto giovedì 14 maggio, in un contesto caratterizzato dalla complessità delle relazioni bilaterali, con l'obiettivo di contribuire al dialogo politico tra le due nazioni, nell'ambito degli sforzi per affrontare la situazione attuale.
Le informazioni fornite dalla parte cubana e gli scambi avuti con la delegazione statunitense hanno categoricamente dimostrato che Cuba non costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, né vi sono ragioni legittime per includerla nella lista dei paesi che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo.
Durante l'incontro, è emersa la coerenza della posizione storica del nostro paese con le azioni del governo cubano e delle sue autorità competenti nel contrastare e condannare inequivocabilmente il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni.
Ancora una volta, è stato dimostrato che l'isola non ospita, sostiene, finanzia o tollera organizzazioni terroristiche o estremiste; sul suo territorio non sono presenti basi militari o di intelligence straniere e Cuba non ha mai sostenuto alcuna attività ostile contro gli Stati Uniti, né permetterà che da lì vengano intraprese azioni contro qualsiasi altra nazione.
Inoltre, è stato chiaramente dimostrato l'interesse di entrambe le parti a sviluppare la cooperazione bilaterale tra le forze dell'ordine, a beneficio della sicurezza di entrambe le nazioni, nonché della sicurezza regionale e internazionale.
L'Avana, 14 maggio 2026
Nella sua dichiarazione, Cuba non ha identificato i funzionari cubani che hanno incontrato il direttore della CIA. Secondo quanto dichiarato dal governo cubano, entrambe le delegazioni hanno espresso interesse a sviluppare la cooperazione tra le forze dell'ordine per rafforzare "la sicurezza di entrambe le nazioni, nonché la sicurezza regionale e internazionale".
Poco dopo la pubblicazione della dichiarazione di Cuba, il Dipartimento di Stato ha annunciato che la prigioniera politica cubana Sisi Abascal, membro del movimento delle "Donne in Bianco", era stata rilasciata dalle autorità cubane e le era stato concesso un visto umanitario per recarsi negli Stati Uniti con la sua famiglia.
In precedenza, Díaz-Canel aveva annunciato che Cuba avrebbe accettato un'offerta di aiuti umanitari da 100 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti, dopo averla inizialmente respinta.
La visita di Ratcliffe, sebbene insolita, non è senza precedenti: nel 2015, l'allora direttore della CIA, John Brennan, si recò segretamente a Cuba e incontrò il colonnello Alejandro Castro Espín, figlio di Raúl Castro.
La stazione della CIA all'Avana sarebbe stata costretta a chiudere dopo che, alla fine del 2016, alcuni funzionari dell'agenzia furono vittime di misteriosi problemi di salute, in seguito noti come Sindrome dell'Avana. (dal Miami Herald)
Il dettaglio che molti osservatori considerano significativo è che, se si manda direttamente il direttore della CIA, di solito significa che si vuole parlare rapidamente e lontano dai riflettori, spesso quando qualcosa si sta muovendo dietro le quinte.
......... Che gli USA abbiano un canale con il nipote di Raul Castro, Guillermo, è noto, credo che cerchino di convincerlo a prendere il comando della situazione e avviare un "quasi cambio di regime"
........... La tua ipotesi rientra in uno degli scenari discussi da osservatori e ambienti diplomatici quando un sistema molto chiuso entra in crisi: un cambiamento “dall’interno” più che una rottura rivoluzionaria. Però qui è importante distinguere tra ciò che è plausibile come analisi e ciò che oggi è documentato.
Se ti riferisci a un presunto canale con un nipote di Raúl Castro, nelle ultime ore alcune ricostruzioni giornalistiche hanno parlato di contatti indiretti o di incontri legati all’entourage della famiglia Castro durante la visita del direttore CIA, ma i dettagli sono ancora frammentari e in parte non confermati pubblicamente. Non c’è, al momento, prova solida che Washington stia puntando ufficialmente su una specifica figura familiare per un passaggio di potere.
Detto questo, il modello che descrivi — “quasi cambio di regime” guidato da un insider — ha precedenti storici. Gli USA spesso preferiscono transizioni controllate a collassi caotici, soprattutto quando:
c’è il rischio di esodi migratori massicci; esistono apparati militari/intelligence ancora funzionanti; il Paese ha valore strategico vicino al territorio americano.
Gli esempi spesso citati dagli analisti sono la trasformazione del blocco sovietico in alcuni Paesi dell’Est europeo (con élite che si riciclarono nel nuovo sistema); il passaggio post-franchista in Spain, dove il cambiamento fu negoziato più che rivoluzionario; il caso del Vietnam, rimasto a partito unico ma reintegrato economicamente con l’Occidente.
Applicato a Cuba, lo scenario sarebbe qualcosa del tipo:
1. garanzie agli apparati cubani (“non faremo un cambio di regime punitivo”);
2. apertura economica graduale;
3. riduzione del legame con Caracas/Mosca/Pechino;
4. mantenimento di parte dell’élite al potere, ma con nuovo equilibrio.
Dal punto di vista americano, una transizione del genere sarebbe probabilmente più attraente di un collasso improvviso stile “Stato fallito” a 150 km dalla Florida.
La domanda che mi farei è: gli USA stanno cercando un “Gorbaciov cubano” oppure un “Deng Xiaoping cubano”?
Perché sono due strade molto diverse: il primo apre e perde il sistema; il secondo apre l’economia ma conserva il controllo politico.
...... e se invece si affacciasse l'ipotesi molto cara a Donald Trump di annettere Cuba per farla diventare l'agognato 51° Stato degli Stati Uniti d'America?
Da quando è tornato al potere nel 2025, Trump ci ha provato con diverse Nazioni, dal Canada alla Groenlandia, dalle velate proposte al Messico e alla Colombia, fino al recente post sul Venezuela, dove di fatto ha già avviato un processo di annessione mettendo Delcy Rodriguez al posto di Maduro.
Per ora l'annessione di Cuba resta più un'ipotesi satirica che non realistica, ma il biscazziere Trump ama l'adrenalina dell'impresa impossibile agli altri ma non a lui, l'impresa che lo faccia restare nella Storia (quale? è tutto da vedere) come il Presidente che ha allargato i confini degli USA nel Terzo Millennio.
Probabile che oggi come oggi con la profonda e irrisolvibile crisi energetica, economica, alimentare e politica che regna a L'Avana creata dallo strangolamento posto in atto dagli USA e dagli interessi di apparati corrotti cubani, gran parte della popolazione cubana rinuncerebbe al proprio orgoglio identitario e accetterebbe l'umiliazione di perdere l'indipendenza per farsi annettere dagli Stati Uniti di Trump e Marco Rubio.
Tra qualche giorno negli USA si terrà una udienza di un processo a Raul Castro, 95 anni e fratello del defunto Fidel, per una vicenda di 30 anni fa.
... Si prevede che mercoledì venga reso pubblico l'atto d'accusa federale contro Raúl Castro per l'omicidio di quattro persone nell'abbattimento di due aerei dell'organizzazione "Fratelli del Soccorso" nel 1996, in concomitanza con un evento simbolico alla Freedom Tower di Miami in occasione della festa dell'indipendenza cubana.
Due fonti vicine all'indagine di Miami hanno riferito al Miami Herald che l'atto d'accusa del gran giurì dovrebbe essere presentato il 20 maggio durante un evento organizzato dalla Procura degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale della Florida in onore delle quattro vittime: Armando Alejandre, Mario de la Peña, Carlos Costa e Pablo Morales.
L'incriminazione di Castro, la massima autorità di Cuba che compirà 95 anni il mese prossimo, giunge in un momento di pressione senza precedenti da parte dell'amministrazione Trump sul governo cubano affinché attui importanti riforme e di crescenti aspettative tra i cubani di Miami riguardo a un cambio di regime sull'isola. La notizia dell'imminente incriminazione è stata riportata per la prima volta da CBS News giovedì, lo stesso giorno in cui il direttore della CIA si è recato sull'isola per lanciare un avvertimento ai funzionari cubani, incluso il nipote di Raúl Castro, Raúl Guillermo Rodríguez Castro, affermando che è giunto il momento di apportare cambiamenti fondamentali. (Miami Herald)