Saremo tutti più felici, sorvegliati da Donald Trump e Xi Jinping

Trump e Xi Jinping giocano a fare gli imperatori di un Mondo represso, tecnosorvegliato, monopolizzato dai ricchi della Terra. Dopo aver tradito gli iraniani, Trump vende Taiwan alla Cina

scritto da i_fan >> 14 mag 2026
Trump Xi Jinping 2026

"Il futuro delle relazioni sino-americane si prospetta roseo"

"Il futuro delle relazioni sino-americane si prospetta roseo", scrive il media di regime cinese Global Times sull'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino.

A Taiwan sperano che sia solo ottimismo di facciata, ma temo che Trump abbia già venduto Taipei alla Cina

Joshua Wong, l'attivista di Hong Kong giovane leader delle proteste democratiche del 2019, è di nuovo a processo in questi giorni, senza mai essere uscito dal carcere, e rischia l'ergastolo da parte di un tribunale cinese, per accuse che sono la diretta emanazione della legge nazionale con cui Pechino stracciò gli accordi e soffocò ogni autonomia e libertà degli hongkongers.

La notizia si somma alle repressioni silenziose ma quotidiane contro altri esponenti della dissidenza, come l'editore Jimmy Lai, e a quanti cercano di fare informazione in un paese dominato dalla censura di regime opprimente.

...  lo status di Hong Kong ha continuato a erodersi. La scorsa settimana, l'Indice mondiale della libertà di stampa di Reporters Without Borders ha classificato Hong Kong e la Cina rispettivamente al 140° e al 178° posto su 180 paesi e territori, rilevando che Hong Kong ha perso 122 posizioni nei 25 anni di storia dell'Indice.

Il mese scorso, l'organizzazione ha evidenziato l' arresto e l'espulsione da Hong Kong, avvenuti lo scorso novembre, del giornalista francese Antoine Vedeilhe , "almeno il tredicesimo giornalista preso di mira dalle autorità del territorio da quando è stata promulgata la Legge sulla sicurezza nazionale nel 2020".


Sono assolutamente certo che nella folta delegazione di vassalli che Trump si è portato dietro nella sua visita a Xi Jinping, definendola la "schiera di uomini più importanti del Pianeta", non c'è nessuno disposto a chiedere conto ai cinesi di allentare la repressione e l'indottrinamento.

Nessuno, tantomeno il biscazziere di Mar-a-Lago, oserà chiedere al dolce despota cinese di smetterla di minacciare l'indipendenza di Taiwan. Siamo tutti convinti che nel gioco della spartizione tra USA e Cina, l'isola di Taiwan diventerà la contropartita di un nuovo ordine mondiale dettato dagli interessi di Washington e Pechino, con tutti gli altri a fare da spettatori e consumatori passivi, ad iniziare dall'Europa.

D'altra parte il serafico Xi non mette bocca sulle illegalità trumpiane, dentro e fuori il territorio USA. Le gesta del despota di Washington fanno apparire più dolci i crimini e le tirannie di ogni fattispecie, dalla Cina alla Russia, dalla Corea del Nord all'Iran e Israele.

Leggere i resoconti della visita di Trump e delle "dotte" citazioni di Xi Jinping non porta nè a comprendere il futuro nè ad alleggerire l'angoscia che deriva dagli accadimenti a Gaza, in Ucraina, in Iran, in Venezuela e poi a Cuba e poi a Taiwan,  ecc ecc 

La realtà purtroppo si manifesta in ben altri modi, che sia Xi Jinping che Donald Trump fanno di tutto per nascondere per far apparire il futuro radioso e felice, se solo accetteremo di sottometterci alla sorveglianza tecnologica amorevole del regime cinese e a quella un pò farwest di Hegseth, Trump, ICE.

Donald Trump non ha studiato Confucio ma ha frequentato Jeffrey Epstein, e questo gli basta per sapere come mettere a tacere le proprie vittime.

Entrambi, Xi e Donald, hanno a disposizione il più potente, tecnologico, ricco, intrigante apparato di sorveglianza e condizionamento di massa, con il quale è possibile sovvertire le verità, i governi, gli equilibri e gli interessi di chicchessia in qualsiasi luogo del mondo.

Con l'ausilio di Tucidite (anche lui vittima dell'Intelligenza Artificiale) ci stanno convincendo che le loro strette di mano, scambiandosi elogi e occhiatine, sono convenienti per noi e per il futuro dei nostri destini, compresi quelli dei palestinesi scampati al genocidio di Gaza e dei parenti delle migliaia di vittime degli ayatollah in Iran.

C'è una frase di Trump, pronunciata prima di salire sul Air Force One diretto a Pechino, rivelatrice del pensiero di un autentico despota: "non penso alla situazione finanziaria degli americani" ha detto Trump, ovvero "me ne frego delle conseguenze di ciò che decido", mentre valuta le sue prossime mosse nei confronti dell'Iran.
Se non gli interessa nulla degli americani, figuriamoci degli iraniani, degli ucraini, degli europei, dei cinesi e dei  taiwanesi... 

Conviene spartirsi il mondo, parola di Xi a Donald, per renderlo felice e sorvegliato.

Giovedì mattina, il presidente cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio con il presidente statunitense Donald Trump, in visita in Cina, presso la Grande Sala del Popolo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Xinhua.

Trump, in visita di Stato di tre giorni in Cina, ha ripetutamente definito Xi un grande leader, ha affermato Xinhua.

Ha inoltre sottolineato l'importanza della delegazione di imprenditori americani che lo accompagnava, descrivendo la loro presenza come un gesto di rispetto verso la Cina e il suo leader. "Non vedono l'ora di commerciare e fare affari", ha detto Trump, secondo Xinhua.

"C'è chi dice che questo sia forse il vertice più importante di sempre", ha affermato Trump, sempre secondo Xinhua.

"È un onore essere vostro amico e le relazioni tra Cina e Stati Uniti saranno migliori che mai", ha concluso Trump, ha riportato Xinhua.