Ucraina, Europa e il Cavallo di Troia del Macellaio Putin


/media/mtbn5zsv/andrei-molodkin-portrait-of-putin-500.jpg

La promessa russa di "allentare" la guerra attorno Kyiv e Chernihiv era un "Cavallo di Troia" per i leader europei in cerca di segnali per accreditare l'immagine negoziale di Putin. Macron e Scholz sono già stanchi di sostenere la resistenza dell'Ucraina?

i.fan. - 30/03/2022 - aggiornato il 30/03/2022 11:51:58


L'invasione russa dell'Ucraina ha già offerto centinaia di immagini macabre che testimoniano la sofferenza del popolo ucraino e dei soldati (di entrambi gli eserciti) da un lato e la crudele malvagità del regime russo e del suo paranoico leader Putin.

Mai però mi sarei immaginato di dover considerare un tavolo di negoziati tanto atroce quanto i missili russi sui palazzi di Mariupol.

Quando nel pomeriggio del 29 marzo sono iniziati ad apparire i titoli delle reti giornalistiche corredate dalle immagini della delegazione russa e ucraina sotto il vigile occhio di Erdogan che annunciavano l'intenzione della Russia di "ritirare" le truppe attorno la capitale Kyiv e la citta di Chernihiv sembrava che la pace fosse diventata imminente.

E soprattutto che Putin si fosse "ravveduto" sulle intenzioni iniziali di arrivare a piazza Maidan per disegnarci sopra la Z.


"In fondo Putin è ragionevole, si concentrerà sul Donbass, che poi gli spetta in fin dei conti" sembravano dire la gran parte dei commenti internazionali.

Macron non ha perso tempo e ha subito telefonato al "macellaio" per organizzare i dettagli della festa ...

Poi sono arrivati i primi chiarimenti.

Non si tratta di un "cessate il fuoco" ma di un "riposizionamento per concentrarsi meglio sull'obiettivo del Donbass"


Una frase da far raggelare il sangue, se solo si prova a pensare che "dentro" la parola Donbass ci sono centinaia di migliaia di esseri umani su cui "si concentreranno" le attenzioni di Putin.

Joe Biden in teleconferenza con Macron, Scholz, Johnson e Draghi ha dovuto faticare molto per tenere a freno l'euforia negoziale degli europei ben contenti di poter contrapporre il regalo "pacifista" di Putin alla rudezza diplomatica americana.

In serata sono arrivate le dichiarazioni di Zelensky che avvisava di non vedere "riposizionamenti" o allentamenti da parte dell'esercito russo.

Nella notte il lancio di missili e bombe da parte russa su tutta l'Ucraina confermava che il "regalo" di Putin era in realtà una beffa, atroce e crudele.

Un Cavallo di Troia dentro cui nascondere le intenzioni esplicite e ripetute da parte del despota russo di perseguire l'annientamento dell'Ucraina, la missione storica di spazzarla via dalla mappa terrestre per annetterla alla Grande Russia.

Mentre gli europei brindavano alla svolta negoziale di Istanbul, tra le mura del Cremlino echeggiava la macabra risata di Putin.

La guerra in Ucraina continua, il macellaio non si "riposiziona", i Macron e Scholz si rivelano ottimisti ignoranti del monito omerico timeo danaos et dona ferentes.

La guerra scatenata da Putin sarà ancora lunga e devastante, a meno che Zelensky non si suicidi subito, e non mancheranno altri macabri tentativi di presa in giro sulla pelle di chi vive sotto le bombe.

Se Macron e Scholz si sono già stancati di sostenere la resistenza ucraina è bene che lo dicano e lo argomentino, senza recitare la parte degli utili idioti nel teatrino osceno di Putin.

i.fan. twitter: menoopiu


keywords: Invasione, Ucraina, Putin, Russia, Joe Biden, Europa, Kyiv, Zelensky, Macron, Scholz, Erdogan, macellaio, Cavallo di Troia, Putin Criminale di Guerra,

Post recenti

next

Invasione di Ucraina, il Donbass Sarà il Vietnam di Putin?

Invasione di Ucraina, il Donbass Sarà il Vietnam di Putin?

Nonostante le favorevoli condizioni logistiche, l'esercito di Putin nel Donbass è fermo alle posizioni di inizio invasione. E per i russi potrebbe andare anche peggio, impantanati come in un vietnam. Perchè sarà il Donbass a decidere l'esito della guerra, che Putin vorrebbe celebrare il 9 maggio a Mosca ...

02/04/2022 - Leggi

previous

NOVAYA GAZETA Voce della Russia Libera Chiude per Minacce

NOVAYA GAZETA Voce della Russia Libera Chiude per Minacce

Nella Russia di Putin raccontare la verità è diventato impossibile. Novaya Gazeta, il giornale di Dmitry Muratov, Nobel per la Pace, e Anna Politkovskaja uccisa per le inchieste sulla Cecenia, sospende le pubblicazioni per evitare guai peggiori a causa delle minacce ricevute dal regime.

28/03/2022 - Leggi