Il Compagno Bernanke passerà alla Storia (2)

janet yellenLa mia tesi è che Bernanke abbia contribuito ad aggravare il declino dell'economia USA e ad accentuare il ruolo della finanza distruttiva, teorizzando la necessità di un intervento non convenzionale per supplire all'incertezza della politica e all'insufficienza della domanda di consumi.

Le manovre di Quantitative Easing sono state dapprima presentate come la chiave di volta per sconfiggere la crisi, poi di fronte al perdurare di bassi consumi, bassa crescita ed elevata disoccupazione (reale), come una necessità ormai congenita per il mantenimento e la sopravvivenza  del sistema.

Una soluzione che doveva essere di breve periodo, è diventata poi permanente, trasformando gli assetti economici e politici, creando squilibri di concentrazione della ricchezza e dell'avidità.

Prima Greenspan, poi Bernanke e ora la Yellen iniettano nella società americana l'illusione che la moneta stampata possa risolvere i problemi di un modello di sviluppo. 

Perseguendo la terapia sbagliata hanno concorso a creare e ad aggravare il peso di una crisi epocale. Lo sviluppo finanziato con il debito è arrivato al punto di pregiudicare il processo di accumulazione della ricchezza: le ultime due generazioni si sono indebitate (direttamente e/o tramite il debito pubblico) ben oltre la quota di ricchezza che hanno prodotto, lasciando una montagna di debiti a figli e nipoti. L'unica speranza che gli Stati / Banchieri hanno per abbattere i debiti consiste nell'inflazionarne il valore nominale e sequestrare la ricchezza del ceto medio - attraverso tassi di interesse artificialmente bassi e l'aumento generalizzato della tassazione.

Ma è una soluzione socialmente pesante per molti degli Stati Occidentali ed è potenzialmente esplosiva per le Economie Emergenti (Brasile, Sud Africa, Cina, India ecc). La soluzione comporta una perdita di democrazia a favore di ceti tecnocratici estranei alle società civili e di emanazione sovranazionale (FMI, Unione Europea, Banca Mondiale ecc). Qualcuno inizia ad accorgersene anche in Italia.

La debolezza o inconsistenza della politica fa emergere con ancora più nettezza l'insufficienza delle soluzioni proposte: più "crescita" è lo slogan di tutti i politici per risolvere la disoccupazione, ma nessuno spiega di quale crescita si tratta e con quale ricchezza crearla. La folla chiede il perpetuarsi del vecchio modello, non riesce a capire perchè non possa più funzionare, agita i forconi o i vecchi armamentari.

Si fa strada l'idea che ormai sia troppo tardi per evitare l'impatto drammatico della crisi: la credibilità di chi da 5 anni recita la commedia che "la ripresa è vicina, abbiate pazienza" è sottozero.

Bernanke ha finito il suo mandato, Yellen la Rossa inizia il suo, ma senza alcun margine di manovra diverso dal passato: consumare a debito, cercare di inflazionare l'economia, rendere obbligata la scelta di rischi finanziari elevati, manipolare il cambio del dollaro, i mercati e l'opinione pubblica.

 Un cinico bolscevico sarebbe soddisfatto di come la Federal Reserve stia contribuendo al discredito del Capitalismo, e si congratulerebbe con Bernanke per il lavoro fatto.

Consiglio di leggere l'ultimo libro di Niall Ferguson, "il Grande Declino, come crollano le istituzioni e muoiono le economie".

 ll trailer del film Money For Nothing: Inside The Federal Reserve 

Inequality, la denuncia di Francesco

 

inequality, la denuncia di Francesco

Questo cartello scritto a mano, esposto all'ingresso di una chiesa di Parma - ma anche di tante altre chiese - è stato scritto prima della copertina di TIME che incorona Papa Francesco come uomo più importante dell'anno.

Da notare lo slogan ormai universale sulla "globalizzazione dell'indifferenza" e il fatto che il nome dell'autore - Francesco, senza appellativo - è scritto in piccolo e sbilenco, quasi a rafforzare l'immagine di un papa semplice e normale, perché la sua denuncia è più grande del suo apparire.

 

La destra affaristica di tutto il mondo - la globalizzazione - è spaventata dalla immediatezza del messaggio eversivo di Francesco.

Teme che questo Papa realizzi un'impresa simile a quella di Giovanni Paolo II°, che contribuì ad abbattere il muro di Berlino e l'impero sovietico, questa volta nei confronti del "muro di Wall Street" che divide l'1% super-ricco dal resto della popolazione.

Il suk della bomba atomica

L'accordo sulla limitazione del nucleare iraniano è stato considerato dalla stampa come un successo della politica internazionale di Obama. Ma a distanza di pochi giorni iniziano a sorgere dubbi e critiche ad un accordo che presenta margini di ambiguità sul nodo principale, quello riguardante il diritto dell'Iran a continuare il programma di arricchimento dell'uranio. 

Secondo gli iraniani, dal Presidente Rouhani agli ayatollah, il diritto viene riconosciuto dall'accordo, anche se limitato tra una soglia dal 5% al 20% (arricchimento per uso "pacifico"), mentre gli americani e i negoziatori occidentali sostengono che tale diritto non è sancito nell'accordo, e che il 5% è solo uno step verso lo smantellamento del programma.

Il "successo" diplomatico americano svanisce nel nulla se poi si considerano le reazioni del paese arabo più importante nello scacchiere mediorientale: l'Arabia Saudita, da sempre nemica del regime iraniano e preoccupata dal suo rafforzamento militare, ha criticato aspramente l'accordo e come contromisura sta considerando l'acquisto di armi nucleari direttamente dal produttore, in questo caso il Pakistan.

In pratica l'accordo USA-Iran sul nucleare anziché allontanare il pericolo di un conflitto nel medio oriente, lo avvicina, scatenando una corsa all'acquisto di armi atomiche da parte dei regimi arabi più ricchi. Senza considerare la reazione israeliana, che considera l'accordo un "gigantesco errore" strategico. Altro che "successo" diplomatico USA, probabilmente si tratta di un altro capitolo del "c'era una volta l'America".

 

Escalation in East China Sea

ADIZ East China SeaLa Cina invia una squadra di aerei da combattimento a "sorvegliare" una decina di aerei militari giapponesi e americani che sorvolavano la ADIZ (Air Defense ID ZONE), battezzata pochi giorni prima.

In precedenza gli USA avevano inviato due B52 "disarmati" come gesto di sfida ("non mi hai fatto niente") e di appoggio all'alleato Giappone, vero obbiettivo della Cina.

Nel frattempo l'amministrazione Obama "consiglia" alle compagnie aeree USA di sottoporsi ai vincoli della ADIZ cinese (farsi identificare e comunicare il piano di volo) in modo da scongiurare "sciagure accidentali".

Significa che l'intelligence cinese ha trasmesso a quella americana la vera interpretazione di quanto sta accadendo: FACCIAMO SUL SERIO, quindi state attenti ed evitate incidenti che coinvolgano cittadini inermi.

Ma ora la Cina si appresta ad innalzare ancora di qualche centimetro il livello di scontro, con due mosse a cui gli americani e i giapponesi dovranno rispondere:

1) L'invio del nuovo fiore all'occhiello del People Liberation Army, una portaerei nuova fiammante che viene dislocata nelle acque del East Sea.

2) L'istituzione di una nuova ADIZ, di cui non si conosce la dislocazione ed estensione, ma che dovrebbe chiudere ulteriormente l'accesso ai bombardieri americani.

 

Espulso Berlusconi rinasce l'estrema destra

La prevista espulsione di Berlusconi rappresenta una frattura dell'equilibrio politico degli ultimi 20 anni. Rinasce l'estrema destra populista e troverà terreno fertile per presentarsi alle elezioni, se Letta dura altri tre mesi.

La Cina cerca lo scontro con il Giappone

BEIJING, Nov. 24 (Xinhuanet) -- China has established its first air defense identification zone in accordance with Chinese law and international practices to safeguard its sovereignty, the Ministry of National Defense announced on Saturday. The move allows early-warning time and helps China protect its sovereignty and territories, and guarantee regional air security, officials and analysts said. An air defense identification zone is a defensive area of airspace established by a coastal state beyond its territorial airspace, explained Wang Ji, a Chinese expert on domestic and international law from an institution affiliated with China's air force. It is used to identify, monitor, control and react in a timely manner to aircraft entering this zone that are potential air threats, Wang said. The East China Sea Air Defense Identification Zone includes the airspace within the area enclosed by the outer limit of China's territorial waters and six other points.

 http://news.xinhuanet.com/english/china/2013-11/23/c_132912145.htm

Secondo alcune fonti militari di Hong Kong la Cina si sta preparando ad un conflitto armato con il Giappone, come ritorsione all'azione che ha portato le isole Diaoyu (Senkaku) sotto il controllo giapponese.

Anche il Giappone ha in passato istituito un'area di "identificazione aerea" che in parte si sovrappone a quella cinese: significa che se due aerei dei due paesi si incontrano in quell'area, ciascuno è autorizzato ad imporre all'altro l'identificazione e, in caso contrario, ad abbatterlo.

I Giapponesi ovviamente chiederebbero agli Stati Uniti di difenderli, sulla base degli accordi internazionali. I Cinesi non hanno mai accettato "il sopruso" sulle isole Diaoyu, ma dopo il Terzo Plenum Xi Jinping ha bisogno di accreditarsi con più autorevolezza all'interno del Partito e deve fronteggiare il dissenso di una parte dei vertici militari. La situazione economica cinese inoltre rischia di peggiorare da un momento all'altro, sotto il peso di una finanza speculativa e corrotta intrecciata con il regime.

Le guerre servono anche a distogliere. Anche Abe, simmetricamente, ha gli stessi problemi.

 

L'Iran guarda lontano

L'accordo sulla sospensione temporanea del nucleare militare iraniano è un accordo vero ? e cambia lo scenario del medio oriente ?

Basteranno pochi mesi per capire se è un accordo effettivo e duraturo, ma già da ora si può intuire che l'Iran ha deciso di voltare pagina con il passato e di voler entrare alla grande nello scenario medio-orientale, da potenza effettiva e lungimirante.

E' l'Iran infatti che ci guadagna di più dall'accordo di Ginevra.

1) Si accredita sulla scena internazionale come interlocutore "attendibile"

2) Dà una mano a Obama a riacquistare spazio sulla scena internazionale, dopo l'umiliazione siriana

3) Esce dal negoziato non come chi ha dovuto subire, ma come chi ha collaborato a risolvere un problema

4) I crediti acquisiti saranno spesi per affermare il proprio ruolo nello scenario iracheno, ormai ingovernabile, e in quello siriano, sempre più incerto.

5) Punta a ridurre il peso politico dei sauditi in tutto il MO

 

La NSA progetta il dominio mondiale

Un documento della NSA  TOP SECRET del febbraio 2012 - prima delle rivelazioni di Snowden - illustra con chiarezza la filosofia e gli obbiettivi dell'apparato di intercettazione SIGINT (Signals Intelligence). 

nsa-sigint-strategy-2012-2016.pdf (372,29 kb)

 

Il documento trasuda arroganza ("we have adapted in innovative and creative ways that have led some to describe the current day as “the golden age of SIGINT.” )