A Madrid Sfila il Vertice sul Clima di Santiago del Cile

02/12/2019

Il vero allarme lo hanno lanciato gli 11.000 scienziati firmatari di un manifesto politico. Senza una decrescita consapevole e razionale, senza un diverso modello di sviluppo, saranno le catastrofi sempre più frequenti e devastanti ad imporre la loro soluzione al problema del "global warming"

Doveva svolgersi a Santiago del Cile, il vertice sul Clima COP2025, ma l'aria della capitale sudamericana si è surriscaldata - dopo le rivolte popolari contro l'aumento del biglietto metro e il coprifuoco dei militari - a tal punto da impedirne lo svolgimento e si è provveduto a cercare un ambiente più mite in quel di Madrid.


Lo spostamento del vertice da un capo all'altro della Terra ha un valore simbolico non indifferente: una passerella di capi di Stato, establishment di istituzioni internazionali, apparati e lobby del nuovo business climatico è costretta da una popolazione infuriata dalle condizioni di vita precarie a "traslocare" forzatamente.


E tra le cause dell'arrabbiatura popolare ce ne sono molte che hanno a che fare con un modello economico e finanziario che è tra le cause principali dei cambiamenti climatici che si vorrebbero combattere e limitare.

La passerella di Madrid si svolge sotto gli occhi sempre più disincantati ed ostili di gran parte della popolazione mondiale, che siano i poveri delle baracche travolte dagli uragani e dalle alluvioni nel sud est asiatico o i ricchi nei resort californiani in fiamme.


Si discuterà di decimi di grado in più o in meno, di eventi catastrofici che si verificheranno se entro il 2030, oppure entro il 2050, non si farà nulla per contenere e diminuire le emissioni di gas serra, in primis CO2, e si ripeterà la solita liturgia di proclami, promesse, scenari e business, dandosi appuntamento tra 4 anni in qualche altro luogo, sperando che non ci siano rivolte o disastri che ne impediscano lo svolgimento.


I vertici sul clima ormai sono sempre più simili alle Olimpiadi, ogni 4 anni bisogna organizzare il maxi evento, a prescindere dalla sua utilità o meno, perchè ormai fa parte dell'industria globale, muove affari e persone, crea occasioni ed elargizioni, e chi se ne importa che il riscaldamento globale aumenta anche per colpa di 25.000 persone che si spostano in occasione del vertice sui cambiamenti climatici.

Il vertice di Madrid (ex Santiago del Cile) inizia pochi giorni dopo il black friday, orgia mondiale di consumismo e riscaldamento globale. Nessuno dei paesi presenti al vertice prenderà l'impegno di abolire il black friday come inizio di una decrescita dei consumi che possa davvero limitare l'aumento del surriscaldamento. Nessuno prenderà l'impegno di bloccare l'importazione di carne bovina dal Brasile o di olio di palma dalla Thailandia fintanto che quei paesi non adottino vere politiche contro la deforestazione. E altrettanto per i prodotti provenienti da paesi come Cina e India in cui si fa un uso massiccio di carbone per produrre energia. ecc ecc


La passerella di Madrid quest'anno si svolge nel segno di Greta Thunberg e dei Fridays for Future e della crescita politica del movimento Verde in molti paesi europei. Entrambi sono segnali di un tentativo di reazione, incerto, precario e tardivo. Aggrapparsi agli impegni promessi a Madrid non servirà a farlo diventare più robusto e maturo, anzi. Servirebbe solo a farsi ingabbiare nella logica dei proclami inutili contro i cambiamenti climatici.


Il vero allarme lo hanno lanciato gli 11.000 scienziati firmatari di un manifesto politico. Senza una decrescita consapevole e razionale, senza un diverso modello di sviluppo, saranno le catastrofi sempre più frequenti e devastanti ad imporre la loro soluzione.