Meloni Modi & Melodi
Nel video postato 10 giorni fa su X Giorgia Meloni ringrazia il boss indiano Narendra Modi per il pacchetto di caramelle Melody, diventato virale, un "regalo" a sugello dell'alleanza Italia India.
Meloni avrebbe dovuto sapere che il prezzo di quel pacchetto di caramelle era superiore alla paga giornaliera di un operaio indiano in India, e maggiore anche della paga oraria di un lavoratore indiano a Milano.
Se lo avesse saputo forse le avrebbe accettate con qualche risata in meno, per rispetto di chi viene sfruttato in Italia e in India, grazie anche alle politiche del suo omologo Narendra Modi, al quale interessa poco o nulla delle paghe da fame dei suoi sudditi, dentro e fuori dall'India.
Se la Meloni si fosse documentata prima di incontrare Narendra Modi, avrebbe saputo delle diffuse proteste dei lavoratori indiani colpiti dall'impennata dell'inflazione nel loro paese.
Ma anche per chi dall'India viene a lavorare in Italia le cose non vanno tanto bene, anzi le cronache giudiziarie raccontano di una clamorosa scoperta di sfruttamento bestiale operata da una azienda delle costruzioni edili a Milano, la miliardaria americana Caddell Construction Corporation, nel cui cantiere per edificare il futuro consolato USA nel capoluogo lombardo è stata accertata una prassi di utilizzo di lavoratori indiani molto prossima allo schiavismo, alla sopraffazione, all'abuso e chiaramente illegale.
La paga oraria media netta per gli operai indiani, alcune centinaia, nel cantiere edile della Caddell si aggira attorno ai due (2) euro l'ora, a fronte di una retribuzione contrattuale, comunque da fame e illegale, di circa 5 euro l'ora.
Gli operai indiani impiegati nel cantiere hanno subito una serie di vessazioni e ricatti, orchestrati dal manager turco della Caddell e dalla ditta di reclutamento che opera in India, e seleziona e raggira i lavoratori da spedire in Occidente.
... Le accuse
Il 26 maggio scorso, la Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza per caporalato per il colosso americano Caddell Construction - con una seconda sede aperta nel capoluogo lombardo - perché avrebbe sfruttato il lavoro di centinaia di operai indiani impiegati negli ultimi anni nella realizzazione della nuova sede del Consolato Usa in piazzale Accursio, che dovrebbe essere ultimata nel 2028, per un contratto da “200 milioni di dollari”. Gli operai, hanno ricostruito i pm, venivano assunti dalla società con casa madre in Alabama attraverso un “reclutamento” da parte della “Dynamic House” di Nuova Delhi, società a cui loro stessi dovevano dare circa 500mila rupie, ossia 5mila euro, per riuscire ad arrivare con la formula del “distacco” lavorativo fino al cantiere del nuovo Consolato a stelle e strisce. Là, scrivono i pm Paolo Storari e Mauro Clerici, “venivano sfruttati” con paghe “palesemente difformi dalla contrattazione collettiva e notevolmente inferiori alla soglia di povertà”.
... Le dichiarazioni dei manovali
«Sì il pranzo era fornito dall’azienda - ha messo a verbale uno dei tanti manovali ascoltati - ma dovevo pagare 6,50 euro al giorno. A fine mese circa 300-350 euro in contanti a un dipendente indiano delle risorse umane della Caddell (...) ero costretto a dare quei soldi perché lui mi minacciava di continuo». Un altro ha raccontato: «Ho dovuto firmare altri fogli di cui non ho capito il contenuto, ma sono stato costretto a firmarli». Indagata la Caddell per la responsabilità amministrativa degli enti e un responsabile dell’impresa per caporalato, il turco Ulas Demir. Durante «il picco dei lavori sono stati utilizzati circa 450-500 lavoratori», che facevano la spola tra da due residence nel Milanese, dove vivevano, e il cantiere. Quando gli investigatori sono arrivati per prendere ancora a verbale le dichiarazioni di chi era al lavoro (una fase che andrà avanti pure nei prossimi giorni), c’è stata tensione con i responsabili. Ora un amministratore giudiziario dovrà controllare il rispetto della condizioni lavorative, regolarizzare i rapporti ed evitare che lo sfruttamento prosegua. E spetterà ad un gip convalidare il provvedimento.
Operai indiani pagati due euro l'ora per il nuovo Consolato Usa, il manager turco del colosso Caddell fermato mentre stava scappando a Istanbul. Mentre i carabinieri si trovavano nel cantiere da 200 milioni di dollari all'ex Tiro a Segno, venerdì un uomo lo avvertiva al telefono: «Meglio se vieni per le ferie in Turchia». Detto, fatto: il manager stava per partire con la moglie da Orio al Serio.
Sfruttamento e truffa nel caso dei lavoratori indiani a Milano vanno di pari passo, perché l'azienda americana ha ottenuto l'appalto per i lavori grazie a documentazioni non veritiere in merito al rispetto dei contratti di lavoro, e per questo dovrà rispondere per il reato amministrativo previsto dalla legge 231, mentre il suo manager Ulas Demir è stato arrestato all'aeroporto di Bergamo mentre cercava di fuggire in Turchia.
Ma chi pensa che la vicenda possa configurarsi come un "episodio isolato" legato alla cupidigia di un manager e non ad un sistema diffuso di sfruttamento si sbaglia.
Il signor Narendra Modi è a conoscenza da tempo che i cittadini dell'India con sempre maggiore frequenza vengono utilizzati nelle aziende occidentali di vari settori, dall'agricoltura alla logistica, dall'ediliza al turismo, perchè in patria ricevono paghe da fame, che si aggirano tra i 4 e i 5 euro al giorno. Fatti i conti si tratta di una paga oraria inferiore ai 50 centesimi di euro, che raffrontati ai 2 euro pagati a Milano o nell'Agro Pontino farebbero pensare a chissà quale convenienza per i lavoratori indiani.
"Di cosa vi lamentate se siete pagati 2 euro all'ora, quando in India lavorate per molto meno?!"
Non credo di sbagliarmi se dico che molti elettori del centrodestra Meloni-Salvini-Tajani-Vannacci ne trarrebbero la cinica conclusione: "se non vi sta bene così, tornatevene in India".
In India i metodi di reclutamento e di trattamento all'estero dei lavoratori indiani sono una consuetudine nota, accettata e incentivata, perché l'India di Narendra Modi pensa di poter così scaricare una parte dei grandi problemi sociali in un paese di 1400 milioni di individui ed una società con una enorme divaricazione di ricchezza e opportunità.
Anche per questo la calorosa accoglienza che Giorgia Meloni ha riservato al boss Narendra Modi offende la dignità dei lavoratori italiani e indiani.