BIELORUSSIA POLONIA MIGRANTI NELL'INVERNO DELLA COSCIENZA


I migranti al confine tra Polonia e Bielorussia sono come i soldati della Prima Guerra Mondiale, intrappolati nelle trincee di fango e ghiaccio, in attesa di capire se avanzare verso le prigioni di Matteo Morawiecki o retrocedere verso gli aguzzini del "gangster Lukashenko"

i.fan. - 11/11/2021

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Al confine tra la Polonia e la Bielorussia c'è una lunga barriera di filo spinato, guardato a vista da migliaia di soldati e agenti di polizia.

Sembra la linea di demarcazione di un territorio di guerra, ma è solo il passaggio tra un girone e l'altro dell'inferno per molte migliaia di esseri umani provenienti dalla Siria o dall'Afghanistan, rimasti intrappolati nella campagna attorno a quel filo spinato, nel gelo dell'inverno che avanza.

I "migranti come armi da guerra" è il titolo del vergognoso rimpallo di vite umane che si è creato al confine tra l'inferno della Bielorussia del "gangster Lukaschenko", dittatore amico di Putin, e il purgatorio della Polonia di Matteo Morawiecki, aspirante dittatore che tiene in scacco l'Unione Europea.

I migranti sono arrivati in Bielorussia su "invito" dei servizi segreti, che hanno utilizzato la onnipresente rete di contrabbandieri di vite umane per convogliare migliaia di profughi e rifugiati alla ricerca di un passaggio in Europa, direzione Germania.

"Venite a Minsk, vi garantiamo un visto turistico e poi attraversare il confine sarà facile".

Arrivati in Bielorussia i migranti hanno conosciuto le reali intenzioni del regime di Lukashenko, ma era troppo tardi o troppo rischioso tornare indietro.


Gli hanno detto che una volta al confine sarebbe stato facile aprire un varco nel filo spinato e passare la frontiera, da dove poi avrebbero raggiunto Berlino.

Mateusz Morawiecki è amico di Mateusz Salvini, di cui condivide i principii morali e politici senza avere qualcuno che si oppone e frappone ai suoi ricatti.
Perciò ha mandato un esercito di 15mila soldati al confine per bloccare e picchiare 4mila migranti, di cui oltre la metà donne e bambini.

I migranti si sono accampati lungo il filo spinato, con tende di plastica e con addosso ancora i vestiti di quando erano al caldo dei paesi d'origine.

Il gelo dell'inverno li ha colti di sorpresa, senza cibo e acqua. Hanno cercato di tornare indietro, ma i soldati bielorussi li hanno bloccati, malmenati, respinti verso il filo spinato polacco.


A qualcuno sono state date delle tronchesi con cui tagliare il filo. Poche decine di migranti sono riusciti a bucare il confine ma sono stati arrestati dalla polizia polacca.

Le altre migliaia sono intrappolate tra l'inferno bielorusso e il purgatorio polacco. Non riusciranno ad arrivare al paradiso di Germania, perchè di mezzo c'è l'Unione Europea che ha affidato al famigerato Charles Michel, quello che rideva quando il dittatore Erdogan negò una sedia alla Ursula von der Leyen in quanto donna, la soluzione della trappola diplomatica.

Ora i migranti e i profughi sono come i soldati della Prima Guerra Mondiale, intrappolati nelle trincee di fango e ghiaccio, in attesa di capire se avanzare verso le prigioni di Matteo Morawiecki o retrocedere verso gli aguzzini del gangster Lukashenko.

Sono gli involontari militi di una guerra combattuta con altri mezzi che ha già ucciso la coscienza di milioni di individui.

I cittadini tedeschi, come quelli italiani o francesi, li considerano alla stregua di inopportuni invasori. Da respingere al mittente, come i pacchi non graditi di Amazon.

La maggioranza dei polacchi che ha votato Matteo Morawiecki non vuole i profughi ma non vuole nemmeno le sanzioni economiche verso la Bielorussia, di cui è il principale esportatore. Vuole rispedire indietro gli immigrati e tenersi gli affari del dittatore.

Tra un pò è Natale, c'è ancora il Covid-19, di migranti e profughi non ne vuol sentire parlare nessuno.

Vogliono farci credere che i rifugiati al confine tra Polonia e Bielorussia sono perfidi soldati pronti ad invadere l'Europa, quindi da respingere con ogni mezzo per difendere i sacri confini. 

Nella migliore delle ipotesi, sono merce di scambio di trattative più ampie e complesse: c'è il rischio che Putin chiuda i rubinetti del gas per aprire le strade del contrabbando di individui, trattare o non trattare? questo è il dilemma.

E l'Europa si fa rappresentare dall'impresentabile Charles Michel eroe della ottusa tecnocrazia di Bruxelles

...l'inverno della coscienza è arrivato.

i.fan.


keywords: migranti Bielorussia Polonia, immigrazione, profughi, Europa, Putin, Mateusz Salvini, Matteo Morawiecki, Charles Michel,

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