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COVID-19, alla Ricerca del Vaccino che Non c'è

22/04/2020

COVID-19, alla ricerca del vaccino che non c'è ... ovvero il peggio arriverà a Natale 2020


Grandi case farmaceutiche, Università e Centri di Ricerca promettono che il vaccino sarà pronto e disponibile entro la fine dell'estate. Difficile, ma non impossibile, ma sarà vero solo per pochi, quelli che in autunno riusciranno ad accaparrarsi le prime scorte prodotte.

Il caos che si sta verificando per le banali mascherine, nel caso del vaccino dovrà essere moltiplicato per 100.


Per tutti il peggio arriverà a Natale 2020, quando l'ondata di influenza annuale "normale" si sommerà e nasconderà dietro l'ondata di ritorno del SARS-CoV-2, le strutture sanitarie torneranno a collassare e sarà difficile imporre un nuovo lockdown ad una popolazione già stremata, arrabbiata e depressa.


Questa settimana inizia la sperimentazione di un vaccino messo a punto da Advent-IRBM, una piccola azienda di bioingegneria, situata a Pomezia, alle porte di Roma e dal Jenner Institute dell'universita' di Oxford.


"In tempi normali, raggiungere questo stadio avrebbe richiesto anni", ha sottolineato il ministro della Sanita' britannico, Matt Hancock. Il team ha accelerato le ricerche nelle ultime settimane sull'onda del crescente numero di morti e contagi. L'obiettivo del governo britannico è avere un vaccino pronto per l'autunno, per poter vaccinare con milioni di dosi il personale sanitario e le forze dell'ordine già a settembre. "


I test dureranno un paio di mesi, un altro paio per le verifiche e approvazioni finali ed entro la fine di settembre la messa in produzione di miliardi di dosi. Prima che si arrivi a produrre la vostra/mia dose passeranno molti mesi e sarà Natale 2020, quando nell'emisfero settentrionale in genere scoppia l'ondata di influenza stagionale "normale", quella per cui già sono pronti i vaccini annuali e volontari.


Anche gli altri concorrenti, circa una cinquantina in tutto il mondo, sono nelle stesse condizioni o prevedono tempi più lunghi. L'inizio di una produzione di massa, dopo i test e le approvazioni, viene collocato tra la fine del 2020 e la primavera del 2021, troppo tardi per far fronte alla stagione influenzale.


Ammesso che esista davvero la possibilità di "inventare" un vaccino anti-coronavirus, e che non ci si debba invece limitare ad avere dei buoni medicinali per il trattamento dell'infezione, come nel caso dell'HIV.


Secondo gli scienziati che da quattro mesi si confrontano e si scambiano informazioni e osservazioni, si conosce ancora poco del SARS-CoV-2, sulle modalità di diffusione e di mutazione, sulle diverse forme di aggressione agli organismi infettati, sul comportamento degli asintomatici e addirittura sulla possibilità di avere una immunizzazione che non duri solo per pochi mesi, come avviene in gran parte dei vaccini anti-influenzali.


Il vero problema di tutta questa corsa è che ha ben poco di scientifico e molto di propagandistico-affaristico. I governi sono alla disperata ricerca di un appiglio per poter giustificare le decisioni che dovranno prendere per i prossimi mesi. Comunque sia lo schieramento politico di appartenenza, si confida e si scommette sul fatto che un vaccino ci sarà, e presto.


Le polemiche sul lockdown si-no, sulla fase 2 subito o ritardata, ruotano attorno alla percezione del rischio, che a sua volta si rimbalza con la previsione che "comunque troveremo un rimedio, un vaccino, una cura , che ci farà tornare alla normalità"


Nella fame di speranze che attanaglia il mondo, sapere che ci sarà un vaccino tra qualche mese ci consente di fare un calcolo inconsapevole. "finora l'ho scampata, e il peggio è passato, se entro l'estate si trova il vaccino posso dichiararmi salvo e quindi faccio subito quello che voglio, tornare alla normalità, riprendermi la libertà, al massimo eviterò di farmi starnutire addosso. Il rischio di contagio, e quindi di morire, è quasi azzerato".

Ormai ci sembra di conoscere tutto di questo coronavirus, di sapere come fare a schivarlo, ci sembra di averlo affrontato e sconfitto e quindi di poterlo sfidare anche a viso aperto. E' la convinzione di chi ovviamente è sopravvissuto, chiuso da due mesi dentro la propria abitazione-prigione.
Un medico pediatra in pensione mi ha confessato di avere più paura adesso che all'inizio. "Sento troppa gente che pensa che tutto è passato o sta passando, e quindi sarà più disarmata e meno attenta alle misure di prevenzione, più vulnerabile agli "untori" asintomatici che sono tantissimi e nessuno può pensare di individuarli tutti", niente immunità di massa, niente vaccino, per il coronavirus è un invito a nozze salire sulle metropolitane, i treni, gli autobus, che torneranno a riempirsi subito, altro che distanziamento sociale, e a ridiventare veicolo pubblico di covid-19 in pochi giorni.


C'è un'asimmetria pericolosa tra gli annunci di probabili vaccini e le richieste impellenti e in alcuni casi minacciose di ritorno alla normalità, con la certezza di un ritorno dell'epidemia su vasta scala.
In Italia il governo ha annunciato l'inizio della fase-2 al 4 di maggio, con misure di sicurezza "autocertificate" e raccomandazioni di vario genere.
Prima di quella data si spera in qualche altro annuncio di prossimi vaccini miracolosi che non ci sono ancora, alternato a provvedimenti di decine di miliardi di euro che non ci sono ancora.

Ecco una serie di annunci delle scorse settimane

A lavorare alacremente a una soluzione contro il virus che sta contagiando mezzo mondo ci sono, tra le tante, Moderna, Inovio, Gsk, Gilead, J&J, Regeneron, Sanofi, Takeda e Vir. La maggior parte di queste sono ancora in fase preclinica. Gilead sta puntando tutto su remdesivir pensato per l’ebola, mentre Gsk sta lavorando su un adiuvante. Intanto dalla Cina arriva la notizia che è stato approvato tocilizumab di Roche come arma aggiuntiva contro i contagi da nuovo coronavirus. Buone notizie pare, arrivano anche dall’Istituto Migal di Tel Aviv in Israele. I ricercatori hanno riferito che ci sono sensazioni positive riguardo lo studio sul vaccino contro l’Ibv (virus della bronchite infettiva), una malattia che colpisce il pollame, la cui efficacia è stata dimostrata in recenti studi preclinici.

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in Cina studi clinici a fine aprile. La Cina sarebbe già a buon punto con lo sviluppo di un vaccino contro la CoViD-19: «In tutto il mondo si sta lavorando a un potenziale vaccino: ci aspettiamo che i primi studi clinici inizino verso la fine di aprile», ha dichiarato venerdì in conferenza stampa Xu Nanping, viceministro della scienza e della tecnologia. I ricercatori cinesi, ha spiegato Zeng Yixin, vicedirettore della Commissione nazionale cinese per la salute (NHC), stanno sperimentando cinque diversi metodi per ottenere il vaccino: tra gli altri, utilizzare il coronavirus inattivato, produrre proteine che fungano da antigeni servendosi dell'ingegneria genetica, e modificare vaccini antinfluenzali già esistenti. «Al momento, in alcuni laboratori sono iniziate le sperimentazioni animali», ha dichiarato Yixin.
Ottimismo in Australia. Anche in Australia si continua a lavorare per produrre un vaccino contro il SARS-CoV-2: il team di ricercatori dell'Università del Queensland ha annunciato venerdì che, dopo tre settimane, è stata conclusa la fase di sperimentazione in vitro, e che sono pronti per iniziare quella in vivo. «Dobbiamo ancora effettuare diversi test per garantire che il vaccino sia sicuro ed efficace», ha dichiarato Peter Høj, vicecancelliere e presidente dell'università australiana. «La tecnologia e la dedizione dei ricercatori testimoniano però che il primo ostacolo è stato superato».

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Gli USA mettono il turbo. È delle ultime ore la notizia secondo cui anche gli USA sarebbero a buon punto nello sviluppo di un vaccino. Moderna, una società farmaceutica di Cambridge, Massachusetts, avrebbe annunciato l'inizio di studi clinici entro la fine di aprile, su circa 20-25 volontari sani. Per i risultati dei test bisognerebbe aspettare fino all'estate, probabilmente luglio o agosto, ma si tratterebbe comunque di tempi record: il vaccino contro la SARS venne sviuppato in venti mesi. «Sarebbe un record mondiale», ha spiegato Anthony Fauci, direttore dell'Istituto Nazionale delle Allergie e Malattie Infettive (NIH). «Mai nessun vaccino è stato realizzato così in fretta».

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COVID-19, alleanza Sanofi-GSK per lo sviluppo di un vaccino adiuvato . - Sanofi e GSK hanno firmato una lettera di intenti per avviare una collaborazione per lo sviluppo di un vaccino adiuvato per COVID-19, utilizzando le tecnologie innovative di entrambe le società, per contribuire a far fronte alla pandemia in corso.
Sanofi contribuirà con il suo antigene S-proteina COVID-19, che si basa sulla tecnologia del DNA ricombinante. Questa tecnologia ha prodotto una corrispondenza genetica esatta con le proteine presenti sulla superficie del virus e la sequenza di DNA che codifica questo antigene è stata combinata nel DNA della piattaforma di espressione del baculovirus, la base del prodotto influenzale ricombinante autorizzato da Sanofi negli Stati Uniti.
GSK metterà a disposizione la sua comprovata tecnologia adiuvante pandemica. L'uso di un adiuvante può essere di particolare importanza in una situazione di pandemia poiché può ridurre la quantità di proteine del vaccino necessarie per dose, consentendo di produrre più dosi di vaccino e proteggendo di conseguenza un maggior numero di persone.

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Svizzera, il vaccino ad agosto
Lo ha annunciato Martin Bachmann, responsabile della cattedra di immunologia dell'Università di Berna ha annunciato che gli immunologi svizzeri saranno pronti a iniziare a vaccinare contro il Coronavirus, a livello nazionale, già da agosto. Bachmann è alla guida di un team di esperti provenienti da diverse università elvetiche proprio per lo sviluppo di un vaccino cosiddetto geneticamente sintetizzato, cioè basato su particelle simili al virus. Si tratterebbe di un vaccino simile a quelli in uso per l'epatite B, che funzionano abbattendo la proteina che il virus utilizza per attaccarsi a una cellula. In conferenza stampa Bachmann ha annunciato: "Abbiamo in programma di immunizzare le prime persone ad agosto e poi di condurre una grande vaccinazione a ottobre". Secondo l'esperto, il Covid-19 è geneticamente stabile

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La società biotecnologica tedesca BioNTech diventerà la prima azienda europea a procedere alle sperimentazioni cliniche su un potenziale vaccino COVID-19 dopo aver ricevuto l'approvazione normativa per accelerare i test dell'azienda. Presumibilmente, il vaccino sperimentale dell'azienda ha già mostrato un certo successo negli studi preliminari sull'uomo - in genere un prerequisito prima di passare agli studi clinici. L'Istituto federale tedesco per i vaccini era responsabile del rilascio dell'approvazione.

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A Parma l'azienda ospedaliera locale inizierà la sperimentazione di una cura di COVID-19 basata sulla colchicina, un farmaco anti-gotta di origine naturale che costa pochi centesimi di euro e può essere somministrato fin dalle prime fasi della malattia; se funzionasse sarebbe un duro colpo per l'industria farmaceutica mondiale, che produce antivirali costosissimi come il Remdesivir della Gilead o i futuri vaccini da vendere a tutti gli Stati del mondo in miliardi di dosi per i prossimi decenni.
Se fosse vero sarebbe una beffa incredibile !

Il progetto è stato ideato grazie al contributo di Licia Peruzzi, nefrologo pediatra all’ospedale Regina Margherita di Torino, Anna Maria Degli Antoni, infettivologa dell’ospedale di Parma, e vedrà la partecipazione di Tiziana Meschi, direttrice del dipartimento Geriatrico-riabilitativo e responsabile degenze Covid con Carlo Ferrari, direttore del reparto di Malattie infettive del Maggiore.

La ricerca, della durata di 3 mesi, si svolgerà nei reparti Covid e Malattie infettive dell’ospedale di Parma, Lodi, Cremona, Piacenza e Reggio Emilia, strutture in cui è stato registrato un alto tasso di contagi.


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