COVID-19, BILD (Germania) Chiede 150 Miliardi di Euro per Risarcimento Danni a Xi Jinping


- 20/04/2020

La Cina ha la responsabilità pratica, politica e morale per quello che sta accadendo nel mondo per l'epidemia di coronavirus originata a Wuhan, e per questo è giusto chiedere un risarcimento danni. La denuncia / richiesta viene fatta da Julian Reichelt , editorialista del più diffuso media popolare e conservatore della Germania, espressione dell'area CSU-CDU con strizzatine d'occhio all'AfD


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L'iniziativa di Bild rappresenta più di un indizio di una "discesa in campo" della destra moderata europea e di uno schieramento internazionale con Donald Trump in testa, in un fronte variegato ma deciso a non subire beffa e danni dall'esportazione cinese di COVID-19.
Sul merito delle accuse rivolte al regime cinese c'è poco da aggiungere, se non che erano evidenti già da almeno due mesi.
sono accuse inequivocabili da cui discendono responsabilità innegabili e per questo è legitttimo formulare la richiesta di risarcimento dei danni nei confronti del regime cinese,

  • per aver nascosto l'origine del coronavirus,
  • per aver ritardato il contrasto all'epidemia,
  • per aver nascosto la realtà sul tasso di mortalità e di infezione,
  • per aver costretto il WHO a ritardare l'allerta di pandemia


Il tabloid tedesco Bild, ha lanciato la richiesta di danni calcolando una cifra dettagliata per 149 miliardi di euro.
L'elenco include un costo di 27 miliardi di euro per le perdite di fatturato del turismo, fino a 7,2 miliardi di euro per l'industria cinematografica tedesca, un milione di euro all'ora per la compagnia aerea tedesca Lufthansa e 50 miliardi di euro per le piccole imprese tedesche.
Bild ha calcolato che questo ammonta a euro 1.784 (1.550 sterline) a persona se il PIL della Germania scende del 4,2 per cento, sotto il titolo "What China Owes Us", "Ciò che la Cina ci deve".


Il video-editoriale di Bild

Rivolgendosi al presidente cinese, l'editore tedesco accusa che, "Tu, il tuo governo e i tuoi scienziati sapevate molto tempo fa che il coronavirus è altamente contagioso, ma hai lasciato il mondo all'oscuro. I tuoi migliori esperti non hanno risposto quando i ricercatori occidentali hanno chiesto di sapere cosa stava succedendo a Wuhan. Eri troppo orgoglioso e troppo nazionalista per dire la verità, che hai sentito essere una disgrazia nazionale."

Reichelt ha detto che, "In Cina si governa con la sorveglianza. Non saresti presidente senza sorveglianza. Voi monitorate tutto, ogni cittadino, ma vi rifiutate di monitorare i wet market malati nel vostro paese. Chiudete tutti i giornali e i siti web che criticano le vostre regole, ma non le bancarelle in cui viene venduta la zuppa di pipistrelli. Non solo state monitorando la vostra gente, ma mettete in pericolo loro, e con loro, il resto del mondo".

"il regime di sorveglianza è una negazione della libertà. E una nazione che non è libera, non è creativa. Una nazione che non è innovativa, non inventa nulla. Questo è il motivo per cui hai reso il tuo paese il campione del mondo nel furto di proprietà intellettuale.
"La Cina si arricchisce delle invenzioni degli altri, invece di inventarsi da sola", ha scritto Reichelt. "La ragione per cui la Cina non innova e inventa è che non permette che i giovani del vostro paese pensino liberamente. Il più grande successo di esportazione della Cina (che nessuno voleva avere, ma che è comunque andato in giro per il mondo) è il coronavirus."
Le pesanti accuse arrivano nel momento in cui la Cina cerca di ribaltare le responsabilità e la narrazione, insinuando che il coronavirus potrebbe essere stato diffuso a Wuhan da cittadini americani e che in ogni caso il regime ha contrastato e vinto la battaglia grazie a Xi Jinping, al Parttito Comunista e alle misure di isolamento intraprese.
Ovviamente viene negata l'origine dell'epidemia nel laboratorio virologico segreto di Wuhan così come viene negato di aver ritardato di un mese l'annuncio a tutto il resto del mondo, dopo aver censurato il dottor Li Wenliang e manipolato i dati di mortalità del COVID-19.
Dall'altra parte dello schieramento europeo, quello progressista e socialdemocratico, c'è il silenzio assoluto, anzi un silenzio assolutorio nei confronti della Cina, motivato da un atteggiamento affaristico (culto della globalizzazione buona, via della seta ecc, ) e da una sudditanza diplomatica che consentono a Xi Jinping di farsi propaganda gratuita in quasi tutti i paesi dell'Unione e in particolare in Italia, dove il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è un noto estimatore e questuante di Pechino.

Se la Germania chiede 150 miliardi di risarcimento, l'Italia avrebbe diritto ad almeno tre volte tanto.


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