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I CAMPI DI RIEDUCAZIONE PER HONG KONG SONO PRONTI


- 25/05/2020

Ad Hong Kong fervono i preparativi per un rastrellamento in stile nazista, subito dopo il varo della legge "antiterrorismo". L'inganno dell'Articolo 23 della Basic Law. Qualche giornalista di regime inizia a chiedersi se tutti coloro che esprimono dissensi e critiche siano da considerarsi pericolosi sovversivi.


All'alba del 29 maggio 2020 scatterà l'operazione "sicurezza Hong Kong".


Migliaia di attivisti dei movimenti che da dodici mesi inquinano e infettano la metropoli chiedendo libertà e indipendenza, saranno prelevati dalle loro abitazioni, ammanettati e trasferiti sui camion-prigioni dell'esercito cinese camuffato da Forza di Polizia. Sarà una delle più vaste e e capillari operazioni mai viste in qualsiasi epoca e luogo, paragonabile ai rastrellamenti degli ebrei da parte dei nazisti.


Le migliaia di unità dei reparti speciali cinesi andranno a colpo sicuro nelle abitazioni degli attivisti, intellettuali, simpatizzanti, difensori di diritti civili, avvocati, docenti, gente comune.
Se necessario sfonderanno le porte delle abitazioni, e se qualcuno cercherà di fuggire potrebbe cadere dalle scale o dalle finestre.


L'intera operazione dovrà durare solo poche ore. Sarà inevitabile che vengano scattate delle foto o dei video, con le immagini degli arrestati ammanettati e "accompagnati" sui camion grigio-verdi che inizieranno a fare il giro del mondo, rimbalzate via twitter. Saranno tollerate dalla censura, affinché servano da monito ad altri.


Joshua Wong, Agnes Chow e tanti altri saranno inquadrati per l'ultima volta, prima di scomparire.


Dove?


Fuori da Hong Kong, a pochi chilometri dal confine di quella che una volta era la Special Administrative Region, c'è un accampamento del People Liberation Army, l'esercito cinese, ai margini della zona residenziale di Shenzhen.


L'accampamento negli ultimi mesi è stato riorganizzato. Nuovi capannoni, nuove zone recintate, torrette di avvistamento. Sono la copia di quelli già visti in Xinijang, i famigerati "campi di rieducazione che hanno ospitato forzatamente almeno due milioni di Uighuri, pericolosa etnia di fede musulmana che rivendicava identità culturale e politica nei confronti dell'amministrazione centrale cinese.


Centinaia di migliaia di Uighuri sono stati prelevati con la forza dalle loro abitazioni, portati nei campi di concentramento dove ogni ora di ogni giorno dovevano rieducarsi secondo gli insegnamenti di Pechino. Ne uscivano dopo alcuni mesi, rimbecilliti e terrorizzati.


Una volta usciti, sono stati costantemente tracciati da un'app su cellulare che li spia, ne analizza i colloqui e i silenzi, gli spostamenti e le soste. Qualsiasi elemento acquisito dall'app viene inviato ai supercomputer dell'apparato di "rieducazione" ed elaborato dagli algoritmi di analisi della normalità. Se c'è qualche scostamento anomalo dal programma, il soggetto viene rispedito nel campo. E così via.
Il destino degli hongkongers è stato gia sperimentato con successo sugli Uighuri. Con pochi adattamenti l'app di rieducazione è già pronta per essere applicata nella grande metropoli.


Si inizia venerdì 29 maggio, all'alba.

Chen Daoxiang, il capo della guarnigione di 10.000 militari del PLA di stanza a Hong Kong, si è dichiarato "pronto per la missione".

Si proseguirà ogni giorno, almeno fino al 4 giugno, anniversario della strage di Piazza Tiananmen, un test decisivo per verificare l'efficacia del progetto "ordine e sicurezza ad Hong Kong".


I carri armati del lontano 1989 non erano più pesanti e ingombranti degli "smartphone rieducativi" di oggi.

L'inganno dell'Articolo 23 della Basic Law di Hong Kong

L'Articolo 23 della Basic Law (una sorta di mini-costituzione che dovrebbe regolare la Speciale Amministrazione) sancisce che in materia di sicurezza e giustizia il Consiglio Legislativo di Hong Kong avrebbe dovuto emanare una propria legge entro pochi anni.


"shall enact laws on its own to prohibit any act of treason, secession, sedition, subversion against the Central People's Government, or theft of state secrets, to prohibit foreign political organizations or bodies from conducting political activities in the Region, and to prohibit political organizations or bodies of the Region from establishing ties with foreign political organizations or bodies."

Il Consiglio, composto prevalentemente da selezionati rappresentanti di partiti filocinesi, (non è ammesso il suffragio universale e la libertà di candidarsi) non è riuscito a legiferare, dopo le grandi proteste del 2003, per il timore di scatenare le ire del regime comuniste, se la legge fosse stata troppo blanda, o le proteste di massa dei cittadini nel caso di una legge troppo simile a quella della terraferma.


In ogni caso la responsabilità per non aver trovato una quadratura del cerchio è interamente dello schieramento filocinese del Consiglio Legislativo, e non può essere addossata alle opposizioni.


Mentre i media di regime cercano invece di avvalorare la tesi che la nuova legge che verrà introdotta ad Hong Kong serve per colmare un vuoto causato dai "violenti e sovversivi".
"Siccome non siete stati capaci di fare una legge che vi impedisse l'esercizio delle libertà fondamentali, adesso siamo costretti, nostro malgrado, a farla noi, a nostra immagine e somiglianza".


Questo è il ragionamento kafkiano e truffaldino dei sacerdoti di Xi Jinping.

SCMP - South China Morning Post - fondato nel 1903 è un giornale di Hong Kong, acquistato recentemente da Alibaba Group, l'azienda fondata da Jack Ma, uno degli uomini più ricchi e potenti della Cina comunista. Alibaba non può essere tacciato di terrorismo, sovversione o manipolazione da parte di potenze straniere, e i suoi giornalisti sono selezionati e controllati.


Eppure alcuni di loro esprimono dubbi e perplessità, accenni di malumori molto velati, a proposito della svolta di regime su Hong Kong.


Si chiedono se la nuova legge sulla sicurezza applicata all'amministrazione speciale di Hong Kong possa essere utilizzata non solo per arrestare i violenti, ma anche coloro che esprimono civilmente opinioni diverse da quelle dei governanti.

scrive l'editorialista di SCMP Cliff Buddle


Can we trust that Beijing’s security law will target Hong Kong’s violent minority only?


Though details are forthcoming, China’s national security laws are expressed in broad terms and have been used to target critics and suppress dissent
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three important words were also included in what became the notorious Article 23 of the Basic Law. Hong Kong was to pass the security laws “on its own”. This is arguably the most striking feature of the city’s high degree of autonomy. Beijing’s move to override it and pass the security laws itself marks a dramatic shift in the balance between “one country” and “two systems”.
Beijing has lost its patience with Hong Kong. The laws the city was required to pass have still not been enacted 23 years after the handover.
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The protests that rocked Hong Kong had died down during the virus outbreak. This provided an opportunity for the government to reach out to its opponents in a bid to narrow differences. Instead we have seen a hardening of the government’s position, the arrest of leading democrats, the seizing of control in the legislature, and pressure applied both to the official broadcaster RTHK and the education sector to be more politically correct.
Officials tend to talk about the opposition as if it is limited to a small band of “terrorists”. They seem to forget that up to two million people marched against proposed extradition laws last year and that the calls by protesters for universal suffrage and police accountability enjoy widespread support. The landslide victory for the democrats in the District Council elections in November is evidence of that.


The future is uncertain. The new law is intended to stop the violence, but is likely to fuel further turmoil and division. We await the details, but the indications are it will be used to muffle opposition voices and restrict the space for public discussion. With each step, Hong Kong becomes more like mainland China. We hope for the best, but fear the worst.

E se anche Jack Ma fosse diventato un pericoloso sovversivo da rieducare ?!

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