Ipocrisia del governo Meloni su agente Cinturrino di Rogoredo


Carmelo Cinturrino, poliziotto a Rogoredo assassino e malavitoso, ma nessuno nella Polizia se ne era accorto? e Meloni Salvini non chiedono dimissioni

scritto da i_fan >> 24 febbraio 2026 Giorgia Meloni governo Meloni immigrati Polizia

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Salvini-poliziotto-Rogoredo

Salvini stava con il poliziotto di Rogoredo

La vicenda di cronaca nera dell'assistente capo di Polizia di Rogoredo Carmelo Cinturrino, che ha ucciso a sangue freddo il pusher Abderrahim Mansouri fingendo una legittima difesa contro una inesistente minaccia, è emblematica e presenta aspetti inquietanti dal punto di vista politico.

Poche ore dopo l'episodio di presunta legittima difesa, i vertici del governo Meloni hanno fatto a gara nell'invocare la non punibilità dell'agente di Polizia Cinturrino, indicato addirittura come modello di coraggio ed efficienza. 
La retorica sull'immigrato spacciatore di droga fa da contorno al rigurgito dei Salvini e Fratelli d'Italia, che senza imbarazzo sfidano il magistrato di turno a non indagare sull'operato di Cinturrino.

Poi piano piano la verità è venuta a galla, grazie ad alcune macroscopiche evidenze e alle testimonianze di alcuni "drogati" che avevano assistito alla scena dell'esecuzione e della successiva montatura da parte di Cinturrino e dei suoi complici poliziotti.

Infine la svolta nelle indagini, le confessioni di alcuni compari di Cinturrino: Abderrahim Mansouri non era armato e la finta pistola ritrovata era stata messa dall'agente per depistare. Solo dopo che tutte le evidenze hanno svelato l'orribile omicidio, è arrivata la marcia indietro, per nulla imbarazzata, dei leader del centrodestra, anche se con sottili distinguo tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Giorgia Meloni pensa di aver chiuso ogni polemica con una plateale manifestazione di sdegno dopo aver appreso la notizia, altri nel centrodestra chiedono una pena doppia per punire l'agente infedele, ma in realtà è un modo furbesco e demagogico di cavarsela, al pari dei vertici nazionali della Polizia di Stato che si dichiarano fieri del fatto di essere chiamati ad indagare su un loro membro criminale, a riprova di professionalità, imparzialità e senso del dovere.

Perché i vertici della Polizia di Stato non si dimettono?

Ma a me sembrano tutte manifestazioni di comoda ipocrisia, fintanto che non si indagano ed emergono le vere responsabilità che si celano dietro questo episodio e fintanto che qualcuno non spiega all'opinione pubblica come è potuto accadere che il Cinturrino abbia potuto organizzare i suoi traffici criminali dentro e fuori il Commissariato, per tanto tempo e senza che nessuno apparentemente lo controllasse.

L'unica vera azione che ci si aspetta in  un caso così grave, sia per l'accaduto che per le implicazioni politiche generali, è che qualcuno dei responsabili della catena di comando della Polizia e del Ministero degli Interni (Piantedosi) ammetta il fallimento dei sistemi interni di controllo e rassegni le proprie dimissioni.

Perché Carmelo Cinturrino era un poliziotto che da tempo aveva trasformato la propria attività in quella più redditizia di spacciatore e criminale, avvalendosi di coperture interne al commissariato.

Rogoredo non è una grande metropoli, le voci circolano rapidamente, ma qualcuno ha fatto finta di non sentire né vedere.
Oppure qualcuno nel Commissariato ha avvisato qualcun altro, forse qualche voce era arrivata nella parte alta della piramide, forse Cinturrino non operava da solo e senza protezioni dall'alto. E seppure fosse, con quali sistemi la Polizia di Stato verifica l'operato dei propri agenti? con quale periodicità vengono fatti i controlli e le valutazioni? chi ha valutato l'operato dell'agente Carmelo Cinturrino negli ultimi anni, consentendogli di fare carriera?

Nelle stesse ore in cui Cinturrino confessava in carcere l'omicidio di Abderrahim Mansouri, a Roma 21 tra poliziotti e carabinieri sono stati indagati per furto aggravato ai danni di negozi della Stazione Termini.

L'accostamento sarà forse casuale, ma nella testa dei cittadini cresce il dubbio legittimo di chi siano le guardie e chi siano i ladri, in un crescendo di insicurezza che il governo ignora o cerca di censurare.

Meloni, Salvini, Piantedosi, la gente comune si pone domande su questi casi di delinquenza e criminalità da parte di chi dovrebbe garantire ordine e sicurezza, domande a cui voi dovete dare una risposta, e non la vuota retorica delle frasi fatte. Cosa aspettano i vertici della Polizia di Stato a presentare le loro dimissioni per consentire di fare chiarezza? 

Una chiarezza che forse farà la magistratura, speriamo prima che il vostro SI al referendum ne affossi l'autonomia.