La Grande Ipocrisia Attorno Piazza Tiananmen

04/06/2019

Il mondo occidentale ha abbassato lo sguardo e ha chiuso gli occhi sull'orrore del 4 giugno, e ha consapevolmente e allegramente abbracciato la "riforma" di Deng Xiaoping, il vero regista della repressione di Tiananmen, che preludeva alla grande abbuffata garantita dall'apertura dei mercati cinesi.

Il numero 64 in Cina è strettamente monitorato dalle decine di persone che lavorano al servizio del ministero della Vera Informazione. Da anni è il numero che simboleggia il ricordo della strage di piazza Tiananmen del 4/6/1989 e quindi il suo utilizzo - nei testi o nelle immagini - può nascondere messaggi cifrati ostili al regime.


Quest'anno però i media ufficiali cinesi possono ostentare una maggiore serenità: piazza Tiananmen viene ricordata sui principali siti di Vera Informazione come un "incidente" che ha irrobustito la società cinese, fornendole i necessari anticorpi, come "un vaccino", per contrastare le malattie tipiche delle società occidentali.

tank man

da Global Times :


June 4 immunized China against turmoil
...
The Chinese government's control of the incident in 1989 has been a watershed marking the differences between China and former Eastern European socialist countries, including the Soviet Union and Yugoslavia. Since the incident, China has successfully become the world's second largest economy, with rapid improvement of people's living standards. The policy of avoiding arguing has served as a contributor to the country's economic take-off.
...
As a vaccination for the Chinese society, the Tiananmen incident will greatly increase China's immunity against any major political turmoil in the future.
...
Western politicians' discussions of the incident are mainly influenced by their countries' relations with China. Due to the deterioration of China-US ties, US officials have launched fierce attacks against China that have focused on the incident since last year. But Chinese people are clear that those officials are not genuinely concerned about Chinese human rights, but are making use of the incident as a diplomatic tool to challenge China.
...
However, all these noises will have no real impact on Chinese society. The actions of the external forces are completely in vain.

piazza tiananmen

Il regime di Xi Jinping, nel pieno della guerra commerciale scatenata da Trump, può dormire sonni tranquilli, anzi il richiamo patriottico alla difesa degli interessi cinesi contro i tentativi di umiliazione - come nel caso Huawei - perpetrati dagli Stati Uniti è un collante potentissimo che mette al riparo da qualsiasi rischio di uno strappo sociale trent'anni dopo la rivolta degli studenti di Tiananmen.


Il regime può trionfalmente constatare che " .. dopo l'incidente (il massacro, ndr), la Cina è diventata con successo la seconda economia mondiale, con un rapido miglioramento degli standard di vita della popolazione" .


E' vero, purtroppo, e basta guardare a quanto accaduto negli anni immediatamente successivi al 1989.


Il mondo occidentale ha abbassato lo sguardo e ha chiuso gli occhi sull'orrore del 4 giugno, e ha consapevolmente e allegramente abbracciato la "riforma" di Deng Xiaoping, il vero regista della repressione di Tiananmen, che preludeva alla grande abbuffata garantita dall'apertura dei mercati cinesi.
Nei primi anni '90, grazie soprattutto a Clinton, iniziava il percorso di inclusione della Cina nel WTO, l'organismo che regola il commercio internazionale e dal 2001 garantisce alle merci cinesi di fare legalmente concorrenza sleale a tutto il resto del mondo.

Commemorare oggi il massacro degli studenti, di cui ancora oggi non si conosce ancora l'esatta dimensione - secondo il regime furono 300 le vittime del "incidente", mentre secondo stime indipendenti i morti potrebbero essere stati addirittura diecimila - è un atto di ipocrisia collettiva.


Dopo il loro sacrificio nessuno in Europa o negli Stati Uniti ha fatto in modo che il regime fosse costretto ad aprire spazi di dialogo o di libertà, anzi. La Cina è stata invitata al banchetto della globalizzazione senza doversi lavare le mani sporche di sangue dei giovani studenti schiacciati dai carri armati.
Grazie alla rimozione occidentale, la Cina è potuta diventare una potenza economica e militare globale e può oggi sfidare le pressioni o i ricatti miopi degli americani.


Trent'anni dopo Tiananmen, il controllo poliziesco e l'oppressione sono diventati ancora più stringenti e impuniti, come dimostra la creazione dei "campi di rieducazione" nell'Uighur, l'uso della videosorveglianza in ogni angolo del paese, le modifiche istituzionali che hanno consentito a Xi Jinping di realizzare una vera e propria dittatura personale.

Piazza Tiananmen ormai è un'icona sbiadita, al posto dei carri armati bloccati dal ragazzo sconosciuto con le borse in mano immortalato come Tank Man, ci sono strumenti e tecnologie di controllo e repressione inimmaginabili trenta anni fa, la società si è urbanizzata, generando una nuova classe media che ignora cosa sia successo il 4 giugno del 1989, i giovani studenti sono molto più numerosi e addomesticati, e l'unica dialettica sociale tollerata è tra chi sostiene l'obbiettivo di lavorare 12 ore al giorno per sei giorni la settimana, come proposto di recente dal fondatore di Alibaba Jack Ma e chi lo ritiene "non opportuno".


Per chi volesse nostalgicamente approfondire la storia di Piazza Tiananmen, segnalo il sito di chinadigitaltimes, che offre un'ampia raccolta di testimonianze e ricostruzioni storiche.


Ovviamente non è accessibile dalla Cina.

La Cina è stata invitata al banchetto della globalizzazione senza doversi lavare le mani sporche di sangue dei giovani studenti schiacciati dai carri armati.

UN GIORNO DA RICORDARE Ancora oggi, Trentanni dopo, ogni riferimento deve essere cancellato per sfuggire alla censura

Tiananman 30 anni