Le amare verità sulla tragedia già dimenticata dei migranti a Ceuta

Una settimana dopo la 'invasione di Ceuta' le amare verità sono già state rimosse e il dibattito è su dove costruire gli hub per deportare i migranti

la tragedia di Ceuta

amare verità sulla tragedia dei migranti a Ceuta

I morti di Ceuta, quasi tutti cittadini del Marocco ma alcuni anche dall'Africa subsahariana, potrebbero essere 141 secondo le stime di alcune ong.

I cadaveri dei migranti affogati ritrovati nelle acque del Marocco sono 11 ma le autorità pensano che siano molti di più, anche se nessuno li vuole cercare.

Saranno le maree a restituirli alla pietà di una sepoltura.

El Faro de Ceuta : Cadaveri sul lato marocchino della diga frangiflutti con Ceuta che nessuno sta raccogliendo

Ieri la Guardia Civil ha recuperato altri tre corpi, ma alcuni si trovano ancora in territorio marocchino e, se non verranno recuperati, finiranno per essere trascinati a riva dalle maree in territorio spagnolo.

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Il confine Spagna Marocco a Ceuta

Una settimana dopo la cosiddetta "invasione di Ceuta" molte amare verità devono ancora essere elaborate e accettate

La verità numero Uno è il bilancio tragico delle vittime: tra i cento e i centoquaranta migranti sono morti, in gran parte affogati nel tentativo di aggirare il molo fortificato che separa il Marocco dalla Spagna nel mare di Ceuta.

Sono morti ma nessuno finora ha avviato un'inchiesta su come siano morti, se affogati perché non sapevano nuotare, o non avevano i mezzi per galleggiare o se perché respinti e quindi da qualcuno. Questi migranti morti finora non meritano nemmeno un'inchiesta e il Marocco si guarda bene dal chiedere che le salme siano restituite per il riconoscimento dei familiari.

La verità numero Due è che si trattava di migranti veri, decine di migliaia di migranti, 60mila o 70mila o ancora di più, ma in ogni caso veri migranti, quasi tutti giovani e molti con famiglia a carico. Non sono i migranti a cui ci hanno abituato le cronache degli sbarchi attraverso il Mar Mediterraneo, carovane partite dall'Africa centrale molti mesi prima in "viaggi organizzati" da trafficanti e ladroni, e sbattute sulle coste dell'Europa del Sud - prima tappa in Italia.

I migranti di Ceuta hanno impiegato pochi giorni tra il decidere, il partire e l'arrivare.

Partiti da ogni dove del Marocco, sul tam tam dei social media, e con ogni mezzo arrivati ai bordi dell'exclave spagnola di Ceuta. Non hanno sofferto tragiche traversate, e addirittura molti pensavano di poter fare tutto in 24 ore, entrare a Ceuta, attraversare il braccio di mare e approdare in Spagna.

Chi li aveva illusi? chi li aveva spinti? Certamente il miraggio di ogni migrante, cioè la speranza di una vita migliore. Per i giovani marocchini migrare non significa sfuggire alla fame o alle guerre, come per altri casi più tragici, ma avere un lavoro, un lavoro più dignitoso e meglio pagato, perché il Marocco tecnologico e industrializzato nel segno di re Mohamed VI° è una brochure per convegni di lusso a Marrakech, mentre la realtà per i giovani Z marocchini è ben diversa.

La verità numero Tre è che il Marocco è un laboratorio delle nuove tendenze autoritarie, un laboratorio a cui sono molto interessati i tecnocrati americani e arabi e israeliani ed europei, in cui sperimentare ricette economiche e sociali e geopolitiche. Queste ultime interessano molto i trumpiani d'oltreoceano, per i quali ogni situazione è buona per stressare i rapporti di forza e strumentalizzare le tensioni sociali, come quelle che da decenni si sviluppano tra Spagna e Marocco.

4 - La verità numero Quattro è che Ceuta avrebbe dovuto essere già da molto tempo reintegrata nella sovranità territoriale del Marocco, ed è rimasta alla Spagna per retaggi coloniali e visioni miopi.

Che cosa ha impedito alla Spagna di restituire Ceuta al Marocco? solo il retaggio arrogante del passato imperiale. Il paradosso vuole che Ceuta spagnola è indifendibile da un'invasione di migliaia di marocchini, i quali potrebbero partire verso la Spagna dalle altre spiagge marocchine di fronte allo stretto di Gibilterra, come del resto fanno costantemente.

Migranti Ceuta Marocco Spagna 0

una invasione naturale a Ceuta

La verità numero Cinque è che i 70mila marocchini che hanno cercato di entrare in Europa via Ceuta sono stati illusi e manipolati da un oscuro disegno geopolitico orchestrato tra Washington e Rabat. Molti riflettori si sono accesi sul National Security, Department of State, and Related Programs Appropriations Act con cui sono state stanziate alcune decine di milioni di dollari per programmi in Marocco.

Questi fondi non sono una novità nelle relazioni tra Washington e Rabat, da anni gli intrecci militari e politici sono frequenti e ramificati. Nulla vieta, con o senza questi fondi, sia al Marocco che agli USA, di creare scenari adatti agli obiettivi dei rispettivi paesi. La verità è che tra Trump e Mohammed VI° esiste una identità di vedute che si palesa anche nella forte "antipatia" verso la Spagna di Pedro Sanchez, che Trump considera un "comunista" e il re marocchino un amico dell'odiata Algeria.

L'identità di vedute tra i due boss è certamente alla base della provocazione geopolitica che ha strumentalizzato le migliaia di giovani marocchini a Ceuta.

La verità numero Sei è rappresentata dalla incapacità dell'Europa nel trovare una linea comune sul tema della sicurezza dei confini e dell'immigrazione. Quasi tutti i leader europei sono stati presi dal panico e dalla frenesia dopo aver appreso le notizie, ancora confuse, provenienti da Ceuta.

La più lesta e scaltra è stata Giorgia Meloni, che non ha perso tempo a chiedere la sospensione di Schengen con la Spagna, pur sapendo che Ceuta è fuori dagli accordi, seguita però a ruota da un paio di decine di governi di vario tipo, segno che le questioni immigrazione e sicurezza sono un tema incandescente e impossibile da maneggiare se non sulla base di interessi elettorali contingenti. Che nel caso specifico si sono palesati in una inconcludente riunione dei capi di governo che hanno deciso di non decidere come spesso accade.

Anche la Spagna di Sanchez non è esente dalla schizofrenia sull'argomento, avendolo trasformato in una semplice questione ragionieristica di convenienza. Più immigrati uguale più PIL. Posizione comune a gran parte della sinistra europea a cui sfugge la necessità di affrontare la questione in un'ottica davvero umanitaria e di sicurezza delle comunità locali / nazionali.

Trump vuole dare Ceuta al Marocco

Il Marocco è una base militare USA?

La doppia verità numero Sette è che in Marocco ci sono sicuramente decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, che sono pronti a rischiare anche la vita per riuscire a sfuggire alla condizione di povertà e incertezza vissuta nel proprio paese, e il passaggio in Europa è il miraggio della proopria vita.

Ma è altrettanto vero che per radunare 70mila marocchini e spingerli ad invadere Ceuta con la speranza illusoria di poter ottenere un visto per l'altra sponda del Mediterraneo è necessario disporre di una organizzazione paramilitare che progetta e trasforma il fenomeno migratorio in guerra ibrida. Un'organizzazione che ragiona e agisce non per trarne profitto economico, come fanno i trafficanti di esseri umani, ma per obiettivi geopolitici.

La verità è che la tragedia di Ceuta, nonostante 141 morti, non è finita perché decine di migliaia di migranti cercheranno di nuovo di trovare un varco possibile. Qualcuno gli ha fatto credere che quel varco fosse Ceuta, ma altre località del Marocco si affacciano sullo stretto di Gibilterra e sul Mediterraneo di fronte alla costa spagnola.

Se il ricatto di Trump-Mohammed VI° verso la Spagna di Sanchez continua, ci saranno altri tentativi e altre probabili tragedie, perché gli uomini sono migranti da sempre, per indole o per bisogno.




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