Schengen Boomerang contro Giorgia Meloni
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Spagna - Italia, Schengen cartolina sbiadita
Giorgia Meloni dopo la tragica vicenda dei settantamila migranti marocchini a Ceuta aveva fiutato lo spot elettorale, gratuito ed efficace: sospendere l'accordo di Schengen per i viaggiatori provenienti dalla Spagna perché a suo dire c'era la preoccupazione che le orde marocchine potessero sfruttare il canale spagnolo per invadere l'Italia.
Migranti e marocchini sono due keywords vincenti della propaganda elettorale di destra, guai a farsele sfuggire, ha pensato la furba Giorgia, impegnata a bruciare sul tempo il Vannacci.
La Spagna di Pedro Sanchez, che di problemi ne ha tanti anche lui in chiave elettorale, non ha battuto ciglio, ha fatto notare che da Ceuta nessun migrante marocchino avrebbe potuto utilizzare Schengen per entrare in Europa, ha facilmente accusato la Meloni di agitare uno spauracchio per scopi elettorali, ha dimostrato numeri alla mano che Roma "esporta" in Europa più immigrati clandestini di Madrid e quindi ha deciso di applicare all'Italia la stessa misura, cioè sospendere gli accordi di Schengen sulla libera circolazione per gli italiani che vogliono entrare in Spagna.
Nel momento di massima circolazione turistica intereuropea la sospensione di Schengen è un azzardo sovranista di enorme rilevanza politica e culturale, che riporta l'Europa indietro di 15 anni, alla crisi con la Grecia che sembrava poter spaccare l'unità europea.
Ora gli eurocrati di tutte le tendenze, di cui Giorgia Meloni fa parte a pieno titolo, giocano con il fuoco della propaganda elettorale per mascherare la crisi di idee e solidarietà, nella quale si incunea il tentativo della Destra di dividere Popolari e Socialisti nella gestione della Commissione Europea per preparare l'assalto finale con le elezioni in Germania.
Schengen non è un semplice accordo tecnico, è uno dei principi attuativi dell'idea di Europa dei popoli liberi di circolare senza controlli e frontiere, così come avviene per le merci e per la finanza. Sospendere Schengen, e metterne in crisi le fondamenta, significa distruggere un valore fondamentale dell'integrazione europea.
Fin dalle prime ore della concitata tragedia di Ceuta Giorgia Meloni ha pensato di utilizzare la sospensione dell'accordo di Schengen come pretesto propagandistico contro la Sinistra europea rappresentata da Pedro Sanchez, il quale però ha capito il giochino ed ha rilanciato in modo speculare.
Tutta la Spagna, anche quella di centrodestra, ha apprezzato la mossa di Sanchez, ricompattando l'opinione pubblica spagnola in uno strano ma ovvio impeto nazionalistico.
Spagna contro Italia non è una partita di calcio ma la riedizione di un capitolo doloroso e pericoloso della storia europea.
La contromossa di Sanchez crea non pochi problemi a Giorgia Meloni, perché la costringe sulla difensiva oppure la costringe a rilanciare una escalation che la vedrebbe molto isolata in Europa.
Se a Ceuta non c'è stato alcun pericolo di invasione di migranti marocchini dentro l'Europa perché alzare la cagnara? a chi giova l'escalation?
Quasi certamente la Meloni farà marcia indietro dopo il 15 agosto, a meno di altri sconvolgimenti imprevisti, e chiederà (o aspetterà) a Sanchez di fare altrettanto, per chiudere l'incidente.
Ma se la Meloni manterrà il punto per non perdere la faccia (e un pò di voti a favore di Vannacci) la sospensione di Schengen diventerà un blocco prolungato e potrebbe essere preso ad esempio da altri paesi, innescando una crisi di relazioni politiche senza precedenti.
Per la Destra europea xenofoba, razzista e sovranista si tratta di un'opportunità unica. Per Giorgia Meloni che aspira a darsi un'aurea presidenziale, e per questo ha bisogno di appoggi centristi e moderati, potrebbe essere un gioco pericoloso e perdente.