Il vero motivo che ha spinto Trump a sospendere la guerra in Iran

Perchè Trump un giorno sospende la guerra in Iran e poi la ricomincia? Darren W. Woods e Michael K. Wirth conoscono la risposta

Trump Petrolio Guerra Iran

"Chevron, troppi soldi. ExxonMobil, troppi. Troppi soldi"

Il 7 luglio scorso il prezzo del barile di petrolio scendeva sotto i 70 dollari per la prima volta dal 28 febbraio, data di inizio dei bombardamenti di Trump e Netanyahu sul Iran (e l'uccisione fulminea di Ali Khamenei)

Il 23 luglio il barile di greggio oltrepassava di nuovo i 90$.

Da alcuni giorni Trump aveva ripreso a bombardare l'Iran, con il quale un mese prima aveva firmato un accordo di tregua.

La schizofrenia di Trump non ha limiti, è risaputo, ma questa volta l'ha fatta davvero grossa perché tutti hanno capito il vero motivo che aveva spinto il biscazziere di Mar-a-Lago a riprendere i bombardamenti.

Ma quale nucleare, ma quale regime change, ma quale Hormuz, il vero motivo era stato una semplice telefonata di Darren W. Woods (boss di ExxonMobil) e Michael K. Wirth (boss di Chevron).

Entrambi non a caso sono diventati boss dei due colossi petroliferi durante il primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, quindi lo conoscono bene al punto da sapere a memoria quali corde tirare per convincerlo ad eseguire i loro desideri.

Nello scorso mese di luglio, quando il petrolio veleggiava di nuovo verso quota 60, i due boss petroliferi hanno chiamato il loro amicone Donald per dirgli che, vabbè la pace, vabbè che i sondaggi davano Trump in ripresa, ma la fine della guerra con Khamenei gli stava costando una bella fetta di guadagni stratosferici.

"Non potresti riaccendere un pò le micce così che la manna torna di nuovo a scendere dal cielo delle tasche dei consumatori beoti a quelle nostre?"

Detto fatto Donald ha chiamato il maggiordomo Hegseth per ordinargli di mettere di nuovo la "pentola sul fuoco", che nel loro intimo gergo significa sgancia un pò di bombe e missili su Iran.

Detto fatto. Magicamente il petrolio è risalito, i due boss petroliferi hanno ringraziato Donald sganciando un pò di petrodollari nelle sue profonde tasche, e i beoti consumatori l'hanno presa con un sospiro irripetibile.

Se si guardano i grafici tra la quotazione del greggio e l'indice di gradimento di Trump nel periodo dalla metà di giugno all'inizio di agosto si noterà una perfetta correlazione inversa: diminuisce il petrolio e Trump recupera qualche punto di gradimento, aumenta il petrolio e Trump riprecipita.

Dopo due settimane di bombardamenti sull'Iran improvvisamente Trump ordina di smetterla, perché il suo amico MBS di Arabia Saudita gli aveva telefonato preoccupato del fatto che i suoi affari nel suo mandamento rischiavano di bruciarsi sotto i missili lanciati a casaccio da Khamenei Jr.

Quindi meglio discutere con l'iraniano, e subito le profonde tasche del biscazziere si sarebbero riempite.

Trump ci ha pensato un pò, prima di scegliere tra la telefonata dei due amiconi petroliferi di ExxonMobil e Chevron e quella di MBS d'Arabia. Ha soppesato i pro e contro, misurandoli ovviamente in dollari nelle sue tasche, e poi ha deciso che l'offerta di MBS era migliore.

Quindi di nuovo STOP alle bombe, ma se Khamenei disubbidisce ricomincio daccapo, che significa che se i due amiconi petroliferi rilanciano l'offerta superando quella di MBS lui è pronto a scatenare di nuovo la guerra e a far salire il prezzo del petrolio.

Naturalmente i suoi fedelissimi consiglieri lo aggiornano ogni mattina sugli umori dei suoi sudditi e dei sondaggi, quindi valutano se è necessario raccontargli qualche fiaba per fargli credere anche l'inverosimile.

Probabilmente lo hanno già avvisato che il dem James Talarico è sul punto di vincere il seggio del Senato in Texas contro il trumpiano Paxton e sarebbe la prima volta da trenta anni. Un segnale di quello che potrebbe accadere a novembre.

Ecco pronta la favola quotidiana da somministrare al popolo MAGA e sudditi scettici.

WASHINGTON – Il presidente Donald Trump ha attaccato le due maggiori compagnie petrolifere del Paese, accusando ExxonMobil e Chevron di aver tratto profitti eccessivi a causa degli elevati prezzi del petrolio greggio durante la guerra degli Stati Uniti in Iran.

"Stanno facendo troppi soldi approfittando di una carenza", ha detto Trump il 3 agosto dallo Studio Ovale. "Non mi piace. E dovrei essere l'ultimo a dirlo, perché sono un grande sostenitore della libera impresa, nessuno più di me."

La scorsa settimana ExxonMobil e Chevron hanno annunciato enormi profitti nel secondo trimestre, frutto della guerra. ExxonMobil ha dichiarato di aver realizzato 14,5 miliardi di dollari tra il 1° aprile e giugno, rispetto ai 7,1 miliardi di dollari di utili registrati nello stesso periodo del 2025. Chevron ha riportato profitti per 12 miliardi di dollari nel secondo trimestre , con un incremento del 380% rispetto ai 2,5 miliardi di dollari di utili del secondo trimestre del 2025.

"Chevron, troppi soldi. ExxonMobil, troppi. Troppi soldi", ha detto Trump. "Quando si guarda a un'azienda che ha guadagnato 12 volte di più rispetto all'anno precedente, dovrebbe restituirne una parte al pubblico. E farebbero meglio a ridurre il prezzo al dettaglio, il prezzo al consumatore."

"Vi sorprende che lo dica?", ha aggiunto Trump. "Lo dico forte e chiaro: non ne sono contento."

....... A giugno, Trump ha incaricato il Dipartimento di Giustizia di indagare sulle compagnie petrolifere per possibili speculazioni sui prezzi, dovute al mancato abbassamento dei prezzi della benzina alla pompa. Trump prevede da tempo un calo considerevole dei prezzi del petrolio al termine della guerra tra Stati Uniti e Iran.

"Quando avremo finito con l'Iran, vedrete i prezzi del petrolio crollare", ha detto Trump.


Appunto, "quando avremo finito la guerra con Iran ..." , per questo è meglio non farla finire.

Il mestiere del boss è complicato, interminabile, bisogna sempre stare attenti a mediare un pò con i propri amici, a controbilanciare i nemici, a invertire le parti, a raccontare favole e frottole.

E' il duro mestiere di Donald Trump.