MATTEO RENZI SU OMICIDIO REGENI, UNA VERITA' (BUGIA?) DA APPURARE

i,fan. - 25/11/2020


OMICIDIO REGENI, SI FARA' IL PROCESSO AD AL-SIS. II magistrati di Roma che indagano sull'omicidio di Giulio Regeni, chiudono le indagini e rinviano a giudizio i cinque killer di Al Sisi. Inizierà un processo e sul banco degli imputati, anche se distante, ci sarà Al Sisi.  ----- Giulio Regeni scompare la sera del 25 gennaio 2016, a Il Cairo. Il suo corpo martoriato verrà ritrovato ai bordi di una strada il 3 febbraio. L'unico dei vertici italiani a non sapere nulla di Giulio Regeni fino al 31 gennaio fu Matteo Renzi, all'epoca Presidente del Consiglio. Vero o Falso?


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OMICIDIO REGENI, SI FARA' IL PROCESSO AD AL-SISI

I magistrati di Roma che indagano sull'omicidio di Giulio Regeni, chiudendo le indagini e rinviando a giudizio i cinque killer di Al Sisi, creano un punto di svolta difficile da ignorare per chi intende continuare i solititi affari di armi e gas con l'Egitto. Inizierà un processo e sul banco degli imputati, anche se distante, ci sarà Al Sisi. 

 

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Giulio Regeni scompare la sera del 25 gennaio 2016, a Il Cairo. Il suo corpo martoriato verrà ritrovato ai bordi di una strada il 3 febbraio.


La notizia della sua scomparsa in Egitto arrivò la sera stessa del 25 gennaio all'ambasciata italiana che si attivò subito per le ricerche, che si intensificarono nei giorni successivi, mobilitando diversi canali istituzionali e non, compresi i servizi segreti italiani.


L'unico dei vertici italiani a non sapere nulla di Giulio Regeni fino al 31 gennaio (giorno in cui la notizia era su tutti i giornali nazionali) fu Matteo Renzi, all'epoca Presidente del Consiglio con Paolo Gentiloni Ministro degli Esteri.
Lo ha affermato lo stesso Renzi in un'audizione nella Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Regeni, "rammaricandosi" di averlo saputo in ritardo. Vero o falso?

Il Ministero degli Esteri lo ha già smentito, sostenendo che le comunicazioni sulla scomparsa / sequestro del giovane ricercatore friulano erano state trasmesse tempestivamente alla Presidenza del Consiglio.


Le implicazioni derivanti dalle affermazioni di Matteo Renzi sono notevoli, sia sul piano politico che su quello giudiziario.

Se ci fosse stata una pressione italiana al massimo livello sulle autorità egiziane e in particolare sul dittatore Al-Sisi fin dalle prime ore della scomparsa, forse Giulio Regeni si sarebbe potuto salvare. La pressione più forte doveva essere esercitata dal Presidente del Consiglio italiano direttamente su Abdel Fattah al-Sisi, Presidente della Repubblica egiziana, il quale in seguito non si sarebbe potuto trincerare dietro il "non sapevo".


Ma Matteo Renzi dice di essere stato informato solo il 31 gennaio 2016, quando la notizia era sui giornali, e probabilmente Giulio era giàmorto.

DA REPUBBLICA 24/11/2020


Matteo Renzi, presidente del Consiglio quando Giulio fu sequestrato, torturato e ucciso al Cairo, ha tenuto un'audizione nella commissione d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, che conclude oggi la prima fase di un lavoro cominciato più di un anno fa. Nel corso dell'audizione Renzi ha dichiarato: "Un rimpianto c'è. Se avessimo saputo prima, forse, avremmo potuto intervenire. Fummo avvisati soltanto il 31 gennaio". Ma nel pomeriggio è arrivata una precisazione dal ministero degli Esteri: "In merito alle dichiarazioni rese oggi dall'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Commissione d'inchiesta sull'omicidio di Giulio Regeni, la Farnesina precisa che le Istituzioni governative italiane e i nostri servizi di sicurezza furono informati sin dalle prime ore successive alla scomparsa di Giulio il 25 gennaio 2016. Il ministero degli Esteri ricorda inoltre che tutti i passi svolti con le più alte Autorità egiziane sono stati ampiamente documentati e resi noti alle Istituzioni competenti a Roma dall'Ambasciatore Massari nelle sue funzioni di Ambasciatore d'Italia al Cairo".

 

 

L'ex ambasciatore italiano a Il Cairo Maurizio Massari, nella sua deposizione in Commissione Parlamentare afferma:

" ... Naturalmente di tutte queste azioni dello stato della situazione (dal 25 al 28 gennaio ndr), ho tenuto costantemente informato le nostre autorità a Roma, in particolare la Farnesina e la Presidenza del Consiglio.

Devo dire che ciò che maggiormente colpiva, e preoccupava con il passare delle ore e dei giorni, era la mancanza di risposte concrete da parte delle autorità egiziane, e ciò malgrado le mie insistenze e l'eccellenza dei rapporti bilaterali e anche personali con le autorità egiziane che esisteva a tutti i livelli. .."

Dunque, la Presidenza del Consiglio, cioè Matteo Renzi, era stata informata della scomparsa di Giulio almeno dal 26 gennaio.


Perchè Matteo Renzi dice di aver appreso del caso "solo" il 31, quando ne parlano tutti i giornali?


Forse era troppo impegnato a preparare la missione d'affari (economici e militari) della Ministra Guidi a Il Cairo prevista all'inizio di febbraio e poi annullata? Qualcuno non lo ha avvisato nel timore che la scomparsa di Giulio Regeni potesse compromettere la missione e gli ottimi affari con al-Sisi?


Oppure Renzi sapeva ma ha sottovalutato la notizia e non ha fatto tutti i passi diplomatici conseguenti e immediati presso il dittatore Al-Sisi chiedendogli di bloccare i generali dei servizi segreti che stavano torturando Giulio per estorcergli chissà quali informazioni?

Matteo Renzi si è sempre vantato dei suoi buoni rapporti con il dittatore egiziano, e anche davanti alla Commissione Parlamentare ha tenuto a precisare, in contrasto le parole di Massari e le cronache di quei giorni terribili, che “Il presidente Al Sisi ha permesso una collaborazione giudiziaria che non è quella che noi sognavamo, ma che è decisamente superiore a quella standard“.

...  “La non collaborazione egiziana è un falso, la non sufficiente collaborazione egiziana è la realtà”. 

 

L'enorme incongruenza tra la ricostruzione dell'ambasciatore Massari e la "verità" (bugia?) di Matteo Renzi rappresenta uno scandalo politico di grande rilevanza, che necessita di chiarimenti nei confronti dell'opinione pubblica e per rispetto della famiglia Regeni.

Matteo Renzi è stato Primo Ministro e ora è il leader di un partito che sta dentro il governo di Giuseppe Conte.

Se lui o qualcun altro ha dichiarato il falso, o ha nascosto le proprie responsabilità dietro "inesattezze", su una vicenda nazionale così importante, è materia da appurare, magari da parte di un magistrato.

Il resoconto stenografico della deposizione di Matteo Renzi in Commissione Parlamentare non è ancora disponibile.

Non appena sarà pubblicato sarà possibile verificare se l'ex primo ministro e attuale leader di Italia Viva e sostenitore del governo Conte è stato tenuto all'oscuro del caso Regeni per diversi giorni o se ha mentito, perché era stato informato ma non ha fatto subito la telefonata che poteva salvare la vita di Giulio.

In entrambi i casi lo scandalo sarà evidente.



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