Russia-Ucraina, Noi Spettatori Increduli Ci Siamo Assolti


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Tutto è pronto per l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. Le diplomazie hanno fallito o forse la guerra "limitata" era voluta da tutti? A Putin non basta occupare il Donbass, se a Kiev resta Zelensky. L'Europa spera solo che finisca presto. Biden e la NATO invece hanno tutto l'interesse a mandarla per le lunghe

i.fan. - 19/02/2022 - aggiornato il 21/02/2022 14:40:13


aggiornamento 21 febbraio 2022

Putin-Biden Propaganda Live: "in principle"  un vertice USA-Russia, come proposto da Macron dopo la lunga telefonata al despota russo, su Ucraina è possibile, dice Biden, ma Putin dodpo poche ore lo smentisce.

I comandanti russi hanno ricevuto l'ordine di attaccare l'Ucraina, secondo gli USA.

Gli USA restano in attesa e si concedono un pò di ottimismo sulla possibilità di evitare la guerra.

Nel Donbass continuano gli scambi di cannonate: soldati ucraini morti e popolazione russofona trasferita di forza verso Rostov

L'assedio di Russia (e Bielorussia) a Kiev continua

La guerra tra le potenze militari ipertecnologiche con arsenali in grado di polverizzare la Terra inizia con le stesse scene dei secoli passati. Donne bambini e vecchi costretti ad abbandonare le loro abitazioni, le cose più care e a rifugiarsi dove pensano di essere al sicuro. Gli uomini, padri, mariti, fratelli, sotto i 50 anni chiamati ad impugnare le armi con proclami retorici e abbastanza falsi.
Il teatro di questa guerra, per ora antica, è la regione del Donbass, estremo lembo a est dell'Ucraina prima del confine russo. Due città, Donetsk e Lugansk, a capoluogo di due provincie dichiaratesi Repubbliche autonome, come si fa ad essere "autonomi" quando ci si trova nel centro della brace?

Da queste città sono state prelevate alcune migliaia di donne-bambini-anziani e trasferiti oltreconfine, in tendopoli allestite nella russa Rostov. Fanno parte della scenografia che Putin ha immaginato per dare il via all'invasione.
Famiglie russofone costrette a rifugiarsi nella Madre Russia, i capi delle Repubbliche autonome che proclamano la mobilitazione generale, avendo le spalle coperte dai 150 mila soldati russi che aspettano solo un fischio per entrare "a liberare" l'Ucraina dalla NATO e dagli anglo-americani.

Il Donbass è solo un pretesto.

E' chiaro che a nessuno interessa più di tanto. La posta in gioco è molto più grande e importante. Sia per la NATO-EU-USA sia per la Russia-Cina. Ci sono interessi globali che spingono da tutte le parti verso lo scontro e il regolamento di conti. E quando gli interessi sono globali, anche il rishio di conflitti assume la stessa dimensione.

E' il messaggio che Vladimir Putin ripete ormai ad ogni occasione. Ultima quella in cui ha voluto assistere da una "situation room" in compagnia dell'omologo dittatore bielorusso Lukashenko, all'esercitazione di "deterrenza strategica", ovvero il lancio di missili balistici o tattici in grado di portare testate nucleari.

La regia di Putin ormai non concede più nulla al caso. Niente più incontri diplomatici, al massimo riceverà qualche altra telefonata da Macron o Scholz, basta con le chiacchiere, la parola alle armi.

UCRAINA-RUSSIA, INIZIA LA GUERRA NEL DONBASS SEPARATISTA


PUTIN LANCIA ASSIEME A LUKASHENKO UNA "ESERCITAZIONE DI DETERRENZA STRATEGICA" CON MISSILI BALISTICI -  UCCISI DUE SOLDATI DI KIEV. MIGLIAIA DI RUSSOFONI LASCIANO IL DONBASS E SI RIFUGIANO IN RUSSIA, I SEPARATISTI PROCLAMANO LA MOBILITAZIONE GENERALE NEL DONBASS. BIDEN "CONVINTO" CHE PUTIN INVADERA' L'UCRAINA

ESPLOSIONI A DONETSK, ESPLODE GASDOTTO, AUTOBOMBA CONTRO LA SEDE DEI SEPARATISTI

Inizia l'evacuazione del Donbass, ma a Putin non servono pretesti per scatenare l'invasione dell'Ucraina.

Siamo noi che finora non lo avevamo capito.

Qualcuno si era illuso che Putin giocasse al rialzo per poi fermarsi.

Molti in Europa non si sono nemmeno degnati di affrontare il problema. Non perchè fossimo presi dalle preoccupazioni del Covid. Anche di quello ormai non ci si preoccupa più di tanto, perché è solo un'influenza. La verità è che non siamo più allenati, o abituati, a preoccuparci del rischio di una guerra incontrollata, la terza e ultima guerra mondiale.

Se la guerra termo-nucleare è impossibile, anche il conflitto Russia - Ucraina si risolverà in uno scontro locale, limitato nello spazio e nel tempo. Questo è quello che pensiamo.


La sceneggiatura è già scritta: la Russia invade per difendere i russofoni, si prende una buona parte dell'Ucraina e isola Kiev fino al punto da renderla ingestibile. Gli Stati Uniti congelano qualche conto in dollari di qualche russo così scemo da non accorgersi del pericolo, l'Europa si accoda fino ad un certo punto in attesa che arrivi l'estate per riprendere gli affari ordinari.

Le famiglie evacuate ritornano nel Donbass, il gas riprende a scorrere. Il prossimo inverno i tedeschi avranno quello del Nord Stream 2 per riscaldarsi.

Putin spara missili, Biden spara sanzioni. In Russia nessuno, nemmeno le opposizioni democratiche, chiede a Putin di fermarsi o protesta contro il pericolo di guerra. Altrettanto accade in Europa e negli Stati Uniti. A Kiev non si chiede di sedersi ad un tavolo di negoziazione ma si proclama la resistenza.

In Italia il Parlamento non ha avuto ancora tempo per discutere la crisi in Ucraina. E nessun partito o movimento - tranne gli irriducibili - gli chiede di farlo.

Tutta l'Europa, sul cui territorio scoppia questo conflitto, incredula sta a guardare e si assolve da ogni responsabilità. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per evitare la guerra, abbiamo evitato il rischio di una guerra atomica scalandola a conflitto locale. Nessuno a Berlino, Parigi, Londra Roma o Madrid ha intenzione di morire per Kiev.


Questo almeno è quello che pensiamo, ci auguriamo o ci illudiamo.

Il giorno prima che la guerra cominci ci siamo già assolti da ogni responsabilità.


i.fan. twitter: menoopiu


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