Trump: NO al rientro di americani, restano in Africa con Ebola
Non c'è limite al cinismo.
Decine di americani che operano in Congo nell'assistenza sociale non potranno rientrare negli USA a causa dell'epidemia di Ebola Bundibugyo, che secondo stime per difetto avrebbe già contagiato migliaia di persone e causato più di 300 morti.
Trump ha ordinato di mandare i cittadini americani che attualmente si trovano nel Centro Africa per lavoro o per assistenza in una struttura in Kenya o in centri medici in Europa, perché lui ha paura di Ebola e del contagio, a poche settimane dall'inizio dei Mondiali 2026 di football.
Grande paura o grande razzismo?
Gli Stati Uniti prevedono di trasferire i cittadini americani esposti al virus Ebola in una struttura in Kenya.
Questa decisione rappresenta un cambiamento rispetto alle precedenti epidemie, in cui gli americani che necessitavano di cure venivano rimpatriati negli Stati Uniti.
... L'amministrazione Trump sta preparando una struttura di quarantena in Kenya per i cittadini americani che sono stati esposti al virus Ebola, nel contesto della crescente epidemia nella Repubblica Democratica del Congo, ha dichiarato mercoledì un funzionario dell'amministrazione.
Questa decisione rappresenta un cambiamento rispetto alle precedenti epidemie di Ebola, che spesso prevedevano il rimpatrio negli Stati Uniti dei cittadini americani esposti al virus per la quarantena o le cure.
Lawrence Gostin, direttore del Centro collaborativo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sul diritto sanitario nazionale e globale, ha affermato che la decisione di mettere in quarantena i cittadini americani in Kenya è "senza precedenti".
"È probabile che ciò costi vite americane", ha scritto Gostin in una e-mail. "Abbiamo il dovere etico di proteggere i cittadini statunitensi, in particolare i coraggiosi operatori sanitari e umanitari che si sono presi cura dei malati di Ebola. È impossibile fornire cure di alta qualità ai malati di Ebola in Kenya, rispetto alle nostre strutture all'avanguardia negli Stati Uniti".
Durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca tenutasi mercoledì, il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che la priorità numero uno dell'amministrazione è proteggere il popolo americano.
"Non possiamo e non permetteremo che alcun caso di Ebola entri negli Stati Uniti", ha dichiarato Rubio.
Mentre invece Ebola può tranquillamente entrare in Kenya, paese africano già carico di problemi sociali e sanitari, al seguito di cittadini americani. Perché gli Stati Uniti di Trump vogliono impedire il rientro nei centri specializzati per la prevenzione e la cura del terribile virus, che pure esistono negli USA, perché hanno paura di perdere la faccia, creare allarmismi, a poche settimane dall'inizio del grande business dei Mondiali 2026 di calcio.
Non importa che si tratta di cittadini americani, chi glielo ha detto di andare in Congo a fare assistenza sanitaria a quei "neri disgraziati? Se la sono cercata e noi gli chiudiamo la porta del rientro".
Questo è il senso di spregevole razzismo e cinismo che sta dietro all'ordinanza di Donald Trump e che sta suscitando critiche e proteste nella comunità medica e scientifica di tutto il mondo.
Non solo si abbandonano al loro destino le popolazione dell'Africa contagiate dal virus Ebola, negando le risorse per l'assistenza e l'intervento in loco, ma addirittura si impedisce ai cittadini americani che si trovano in Africa di poter rientrare negli USA e, se contagiati, di potersi curare in centri specializzati.
Una ordinanza che rassomiglia ad una sentenza di morte, soprattutto per i volontari che si stanno sacrificando nei luoghi del disastro per salvare le popolazioni a rischio di contagio del virus Ebola Bundibugyo.
Sulla base di quale criterio i cittadini americani potenzialmente contagiati da Ebola dovrebbero essere curati in Kenya o in paesi europei (quali?) anziché negli USA?
Il motivo ufficiale - pretestuoso - è che si trovano più vicini all'epicentro dell'epidemia e quindi possono essere trasferiti più rapidamente, come se la differenza la facessero le poche ore in più di in viaggio aereo verso Nairobi, o Roma o Berlino, rispetto ai centri della costa est americana, dove ci sono aeroporti attrezzati per lo sbarco in sicurezza e cliniche all'avanguardia.
L'unica vera spiegazione è il profondo disprezzo che l'amministrazione Trump nutre verso i problemi sociali che affliggono la parte povera dell'umanità e verso coloro, anche se connazionali e benestanti, che cercano di portare soccorso alle sofferenze dell'umanità sofferente.
L'America di Trump non vuole essere "contaminata" dagli immigrati, tanto più se neri, ma non vuole nemmeno essere "contaminata" dai bianchi americani che solidarizzano con l'umanità più colpita dagli sfruttamenti secolari e dalle disgrazie sociali, sanitarie, economiche, che riducono in povertà centinaia di milioni di persone.
L'unica cosa che conta è di non disturbare la ricca America che si identifica in Donald Trump e nella sua banda di cinici razzisti e guerrafondai