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ZAKI REGENI DRAGHI AL-SISI ERDOGAN


aggiorno 17/4: Draghi non si impegna sulla cittadinanza a Zaki.

Il caso ha voluto che nello stesso giorno in cui il Senato della Repubblica approvava la mozione che impegna il governo Draghi a concedere la cittadinaza italiana a Patrick Zaki da 14 mesi sequestrato dal regime di Al Sisi, sia stata diffusa l'anticipazione di un'importante testimonianza al processo per l'omicidio di Giulio Regeni

i.fan. - 14/04/2021


patrick zaky

aggiorno 17/4: Draghi non si impegna sulla cittadinanza a Zaki.

“Quella su Patrick Zaky  è un’iniziativa parlamentare in cui il governo non è coinvolto al momento”. Ha risposto così Mario Draghi a chi gli ha chiesto se il governo, come richiesto dal Senato con un ordine del giorno bipartisan, concederà la cittadinanza italiana a Patrick Zaky, il ricercatore egiziano che studiava in italia e che si trova in carcere in Egitto da oltre un anno. Proteste di associazioni e esponenti della maggioranza. “Si tratta di un brutto segnale”, commenta Riccardo Nuory, portavoce di Amnesty. 


Il caso ha voluto che nello stesso giorno in cui il Senato della Repubblica approvava la mozione che impegna il governo Draghi a concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki da 14 mesi sequestrato dal regime di Al Sisi, sia stata diffusa l'anticipazione di un'importante testimonianza al processo per l'omicidio di Giulio Regeni che inizierà a fine mese che conferma le responsabilità egiziane.


Non credo che ci sia stata una regia occulta dietro la concomitanza dei due eventi. Ma la coincidenza è stata utile per mettere in chiaro alcune questioni altrimenti destinate a rimanere nell'ombra.


La richiesta di cittadinanza per Zaki è finalizzata alla sua liberazione, a tirarlo fuori da quel buco nero del sistema poliziesco e carcerario che in Egitto sta ingoiando migliaia di persone.


La sua detenzione, priva di ogni formalità giudiziaria, è un sequestro di persona finalizzato ad estorcere qualcosa alla controparte italiana.


Cosa? L'abbandono di ogni aspettativa di verità sull'omicidio di Giulio Regeni.


Patrick Zaki è ostaggio di Al Sisi, che in cambio della sua liberazione chiede che l'Italia politica, giudiziaria e sociale rinunci alla verità, smetta di indagare sugli aguzzini del giovane ricercatore e soprattutto di processare gli alti vertici dell'apparato repressivo.


La cittadinanza italiana a Zaki equivale a dire ad Al Sisi "non accettiamo il ricatto, non è possibile nessuno scambio tra la liberazione di Patrick e la verità sulla morte di Giulio".

La liberazione di Patrick è un atto dovuto di legalità e giustizia, come

il processo ai quattro egiziani per l'omicidio Regeni. 

Non sono negoziabili.


Il regime egiziano ha sempre preteso di respingere le "ingerenze" italiane sulla detenzione di Zaki . "Si tratta di un cittadino egiziano, giudicarlo è nel nostro diritto e sono affari nostri, non dell'Italia".


Dal momento in cui Patrick diventerà un italiano, la posizione egiziana non cambierà, perché la concessione della cittadinanza sarà vista come un atto strumentale, privo di valenza pratica.


Zaki resterà un sequestrato politico.


Per questo, se lo si vuole davvero "dissequestrare", la concessione della cittadinanza andrebbe accompagnata da una posizione chiara e decisa su altri fronti, soprattutto quello commerciale e militare.


Qui si vede come la teoria di Draghi nei confronti dei dittatori, espressa recentemente nei riguardi di Erdogan, mostra tutta la sua debolezza.

Non serve a nulla criticare un regime autoritario se poi gli si concedono affari e interessi economici.


Al Sisi continuerà a pretendere di incarcerare e uccidere gli oppositori e allo stesso tempo di acquistare armi e venderci influenze diplomatiche, come quella sulla Libia o sui paesi del Golfo.


Il doppio binario di Draghi sui dittatori va in una sola direzione, opposta alla vera tutela dei diritti umani e dei valori etici.


Erdogan ha dato del "maleducato" a Draghi, in risposta all'appellativo di "dittatore" con cui era stato etichettato qualche giorno fa dal presidente del consiglio italiano.

"Maleducato" e "non eletto" sono parole gentili, non troppo offensive.

In apparenza il dittatore turco vorrebbe accreditarsi come un gentleman inglese, un lord piuttosto che un trucido sultano.

In realtà sta già meditando la vendetta, magari prendendo esempio da Al Sisi, e arrestando qualche studente turco in Italia al suo ritorno in Turchia, come nel caso di Patrick Zaki.

O addirittura sequestrare qualche turista italiano che incautamente volesse passare le vacanze sulle coste turche dell'Egeo.

Ministro Di Maio, sarebbe il caso di segnalare la Turchia come paese a rischio per chi dall'Italia ci si dovesse recare?

i.fan.



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