Buio termonucleare dalla Corea agli USA, pronta la Bomba H su missile ICBM per un attacco EMP

La risposta di Trump è : GUERRA !

 South Korea is finding, as I have told them, that their talk of appeasement with North Korea will not work, they only understand one thing!

 The H-bomb, the explosive power of which is adjustable from tens kiloton to hundreds kiloton, is a multi-functional thermonuclear nuke with great destructive power which can be detonated even at high altitudes for super-powerful EMP attack according to strategic goals.

Un attacco EMP contro gli USA può distruggere più di due terzi della rete elettrica e paralizzare l'intero paese.

 

Molti analisti ritengono che gli Stati Uniti non sono pronti a bloccare un attacco EMP

 Test nucleare provoca un terremoto di sesto grado in Corea del Nord. E' stata fatta esplodere una bomba all'idrogeno molto più potente delle precedenti. Poche ore prima Kim Jong Un si è fatto fotografare vicino ad alla testata di un missile ICBM che può trasportare la bomba termonucleare.

 

Il mistero di un secondo terremoto di scala 4.

Aumentano le probabilità di un "attacco preventivo" degli Stati Uniti che hanno dislocato in Corea del Sud i superbombardieri invisibili. 

Uragano Harvey "Fire and Fury"

      Con l'esplosione e l'incendio dell'impianto chimico Arkema a Huston causato dagli effetti dell'uragano Harvey si compone il drammatico scenario "Fire and Fury" che ha investito gli Stati Uniti d'America.


Donald Trump forse non avrebbe evocato le fiamme e le devastazioni di un attacco militare alla Corea del Nord se avesse già visto le immagini del disastro provocato dall'uragano e dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sul Texas. Cinquanta vittime accertate, decine di dispersi, 200 miliardi di dollari di danni, 180.000 case distrutte o danneggiate.
Harvey in pochi giorni ha scoperchiato tutte le fragili illusioni degli ultimi decenni, comprese quelle dell'ultimo Presidente che spavaldo si è presentato a Huston in tenuta sportiva con la moglie Melania in tacchi a spillo.


Un'area metropolitana di cinque milioni di abitanti sviluppatasi a ritmi "cinesi", senza alcuna preoccupazione di dover fronteggiare una situazione di alluvione anche solo di piccola intensità.
 L'illusione che per scongiurare il global warming e i cambiamenti climatici, ammesso che esistano direbbe Scott Pruitt, ci sia il tempo e  l'infinita capacità della scienza (e della finanza) di salvarci in qualche modo.
La coincidenza tra il fire and fury di Trump e quello di Harvey è certamente casuale, o forse no.

https://www.menoopiu.it/post/l-incubo-harvey-sulle-idiozie-di-trump

E se un missile nordcoreano cadesse su una centrale nucleare sudcoreana ?

Un "attacco preventivo" americano contro la Corea del Nord non sarebbe in grado di eliminare in pochi minuti tutte le possibili fonti di rappresaglia militare contro la Corea del Sud.

Tra i possibili bersagli sotto il 38° parallelo non ci sono solo le grandi metropoli con centinaia di migliaia di probabili vittime umane ma anche due dozzine di reattori nucleari dislocati in alcune centrali che possono facilmente diventare il bersaglio di missili nordcoreani a media gittata con testata convenzionale.

Gli effetti di una centrale nucleare colpita da un missile o da una "normale" bomba non sono stati mai "testati" fino ad oggi ma si possono facilmente immaginare e prevedere. L'esplosione provoca la messa fuori uso dei circuiti di raffreddamento del reattore, l'inizio di un processo di meltdown del nocciolo e una reazione a catena imprevedibile, perchè nelle moderne centrali i reattori sono aggregati in gruppi di 2-4-6 all'interno di impianti dove si conservano anche le barre di combustibile "esauste" cioè le scorie radioattive ancora in grado di avviare un processo di fusione se non più raffreddate.

Le nubi radioattive sprigionate dall'esplosione dei reattori si diffonderebbero per migliaia di chilometri quadrati, contaminando tutto l'intero paese ed oltre, fino al Giappone, alla Cina, alla Russia, all'Alaska e ovviamente la Corea del Nord. Un disastro incontrollabile e inconcepibile ... decine di volte più grave di Chernobyl e Fukushima.

Ci sarebbe da chiedersi per quale motivo, dagli anni '70 in poi, la Corea del Sud abbia deciso di costruire centrali nucleari avendo come vicino di casa il regime del Nord.

La risposta banale quanto agghiacciante è che i vari governi filoamericani che si sono succeduti a Seoul hanno preferito correre quel rischio in cambio di enormi tangenti ricevute dall'industria nucleare, come hanno dimostrato le inchieste e rivelazione degli ultimi anni. Solo di recente il nuovo presidente della Corea del Sud ha promesso di smantellare entro il 2030 tutte le centrali nucleari in funzione ... ma se la guerra scoppia domani ?

(post in aggiornamento)

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Corea_del_Sud

http://www.latimes.com/opinion/op-ed/la-oe-krauss-doomsday-clock-20170813-story.html

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/corea-del-sud-nucleare-carbone

 

 

Se un missile nordcoreano cadesse su una centrale nucleare giapponese avrebbe l'effetto di una bomba atomica ?

Il dittatore Kim Jong Un ha lanciato un altro missile di avvertimento, che ha sorvolato il cielo del Giappone , finendo la traiettoria al largo dell'isola di Hokkaido.

Non si è trattato di un test, ma di un messaggio esplicito: la Corea del Nord non dispone ancora di missili a testata nucleare, ma può colpire una delle decine di centrali sparse sul territorio del Sol Levante, provocando disastri più gravi di quello di Fukushima.


Un risvolto inquietante per i giapponesi, anche se taciuto dalla stampa, è che il sistema di difesa antimissile questa notte non ha funzionato e l'ordigno nordcoreano ha attraversato indisturbato il cielo a nord di Tokyo.

 

Dopo 5 ore dal lancio del missile, le forze armate sudcoreane hanno simulato un attacco aereo al bunker di Kim Jong Un, lanciando bombe perforanti sulle pareti rocciose a sud del confine. Anche in questo caso si è trattato di un avvertimento. 

Nelle prossime ore, secondo il copione, è atteso un tweet di avvertimento di Donald Trump...

 

Statement by President Donald J. Trump on North Korea

 The world has received North Korea's latest message loud and clear: this regime has signaled contempt for its neighbors, for all members of the United Nations, and for minimum standards of acceptable international behavior.

 Threatening and destabilizing actions only increase the North Korean regime's isolation in the region and among all nations of the world. All options are on the table.

 e finalmente è arrivato il vero tweet:

The U.S. has been talking to North Korea, and paying them extortion money, for 25 years. Talking is not the answer!

 

L'incubo Harvey sulle idiozie di Trump

dalla CNN -

Cinquantamila miliardi di litri di acqua si sono abbattuti su Huston nel Texas, trasportati dai venti dell'uragano Harvey.

Più che le vittime, relativamente poche finora, sono le infrastrutture, le abitazioni e le attività economiche e sociali quelle che hanno subito i maggiori danni e una devastazione senza precedenti, in quella che è la quarta area metropolitana più grande degli Stati Uniti 

Con buona pace delle teorie negazioniste del climate change e del global warming.

Donald Trump si è affrettato a twittare  che gli esperti gli avrebbero detto che una tempesta come Harvey si scatena una volta ogni 500 anni e che tutto è sotto controllo ... 

Si è dimenticato di dire che secondo le previsioni meteo, Harvey tornerà a scaricare su Huston altri 60 mila miliardi di litri di pioggia nei prossimi giorni ...

 

L'Afghanistan non esiste

Il recente annuncio di Trump sull'invio di un numero imprecisato, per un tempo indeterminato, di altri militari USA in Afghanistan in aggiunta ai quasi diecimila ancora presenti, sancisce la definitiva scomparsa del paese asiatico dalle mappe geopolitiche internazionali.

L'Afghanistan non può e non potrà mai tornare ad essere una nazione autonoma e indipendente, dotata di strutture amministrative e politiche proprie di uno Stato.

L'Afghanistan, dopo quaranta anni di guerre di cui 16 con il sigillo americano, non potrà mai più tornare ad essere quello di prima. E' un grande poligono di "addestramento" militare, dove eserciti più o meno regolari, mercenari, terroristi si allenano alle guerre possibili in altri luoghi. La popolazione civile, stremata e sradicata, assiste impotente nella quasi totale indifferenza dell'opinione pubblica mondiale

Nei progetti contenuti in un recente dossier segreto della CIA c'è l'intenzione di allargare e sancire definitivamente lo status di "non Stato" dell'Afghanistan, con il pretesto ovvio e inconfutabile della lotta al terrorismo e lo scopo altrettanto ovvio ma non dichiarato di sperimentare nuove armi e tecniche di guerra locale, come nel caso della superbomba MOAB o dell'utilizzo sul campo dei primi robot militari.

L'Afghanistan non esiste e non esisterà mai più, è un grande laboratorio con cavie umane, per le guerre dell'immediato prossimo futuro, e l'America farà di tutto per restarci, con qualsiasi pretesto per attrezzarlo con macchinari sempre più sofisticati.

Ora più che mai, con un Presidente come Trump autoconsegnatosi nelle mani dei militari.

 

Io speriamo che me la cavo a Ischia un terremoto Mercalli 4 fa crollare le bugie di chi governa e abusa del territorio.

terremoto Ischia

La messa in sicurezza delle abitazioni è la favola che si racconta dopo ogni tragedia.
Poi c'è la realtà dei fatti, le macerie ancora nelle strade di Amatrice e le case di mezza Italia, soprattutto nel meridione, a rischio per terremoti, frane e inondazioni.
Meno male che a Ischia tre fratellini si sono salvati. Io speriamo che me la cavo.

Terrore a Barcellona, attacco alla Catalogna

Decine di morti e feriti per un camion lanciato sulla folla che passeggiava sulla Rambla.

 

Tredici morti, 80 feriti. Un terrorista morto, un altro in fuga. Nessuna rivendicazione ufficiale. 

 Nella notte altro assalto a Cambrils in Catalogna, con un ferito e 5 terroristi uccisi dalla polizia,

La verità' per Giulio Regeni può attendere

Alfano si è stancato di non avere un ambasciatore in Egitto per colpa di quelli che chiedono sia fatta piena luce sul terribile omicidio di Giulio Regeni

 

Il ministro degli esteri si è accorto che il regime egiziano continua a coprire mandanti ed esecutori, cioè se stesso, e nonostante le promesse di "collaborazione" i tempi delle indagini si allungano artatamente.

Ma d'altra parte al ministro degli esteri italiano, per conto del governo e di chi lo sostiene, interessa che prima delle prossime elezioni (italiane) i rapporti diplomatici con il regime di Al Sisi tornino alla normalità, perché ci sono in ballo affari miliardari da portare a termine (prima delle elezioni).

E per non perdere tempo si lavora anche a Ferragosto, pur di trovare un nuovo ambasciatore da inviare al Cairo per ricucire i "rapporti".

La Famiglia di Giulio protesta ed esprime la sua "indignazione per le modalità, la tempistica ed il contenuto della decisione del Governo italiano di rimandare l'ambasciatore al Cairo. Ad oggi, dopo 18 mesi di lunghi silenzi e anche sanguinari depistaggi, non vi è stata nessuna vera svolta nel processo sul sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio. Solo quando avremo la verità l'ambasciatore potrà tornare al Cairo senza calpestare la nostra dignità. La decisione di rimandare ora, nell'obnubilamento di ferragosto, l'ambasciatore in Egitto ha il sapore di una resa confezionata ad arte".

https://www.amnesty.it/veritapergiulioregeni-grave-ritorno-dellambasciatore-italiano-egitto/

 

https://www.menoopiu.it/post/omicidio-regeni-un-altra-finta-verita-per-coprire-il-regime-al-sisi

 

Nessuno vuole fermare davvero Trump e Kim Jong Un

Sembra che l'opinione pubblica occidentale consideri ineluttabile e quasi liberatoria una guerra Corea del Nord - USA. Probabilmente molti non la considerano neppure una vera guerra perchè durerebbe pochi giorni di "fire and fury", destinata a chiudersi con la sicura vittoria degli americani e la destituzione del dittatore coreano. Si tratta di una pericolosa illusione o di una gravissima forma di cecità collettiva.

 

Quanti utilizzatori di smartphone , elettrodomestici o automobili sanno che Samsung, LG, Kia ecc ecc sono sudcoreane? e quanti, sapendolo, pensano che tutto sommato una guerra da quelle parti eliminerebbe un po' di concorrenza e sovraproduzione ?

Gli unici che hanno davvero paura, ma non lo danno troppo a vedere, sono i sudcoreani e i giapponesi, entrambi a portata di tiro dei missili di Kim Jong Un e i primi addirittura a portata di cannone, migliaia di normalissimi cannoni schierati sul confine del 38° parallelo e in grado di fare "fire and fury" in direzione di Seoul.


La notte di San Lorenzo attorno all'isola di Guam che ospita la strategica base militare USA a sud del Giappone i quattro missili promessi da Kim Jong Un si camufferanno da stelle cadenti e tutt'intorno ci saranno altri missili, americani e giapponesi, a cercare di intercettarli prima che arrivino alla destinazione programmata che comunque è in mezzo al mare.
Se prima del 15 agosto non interviene un cambiamento, e non si vede quale potrebbe essere, il lancio dei missili nordcoreani e la contromossa americana saranno gli unici fatti diplomatici in grado di far capire al mondo quale sarà il vero finale.


Se i missili nordcoreani NON saranno intercettati dalle difese nippo-americane, Kim Jong Un potrà dire di aver vinto la mano di poker e alzerà la posta. Questo scenario convincerebbe ancora di più i generali dello staff di Trump della necessità di un attacco preventivo, del tipo "ora o mai più".
Se invece saranno fatti esplodere in aria, e molto distanti dall'ipotetico target, si apre la possibilità di un prolungamento della fase diplomatica alternata alle "sparate" dei due paranoidi.

La regia diplomatica affidata alla Cina, altro mistero della crisi coreana, dovrebbe dimostrare di avere davvero qualche probabilità di successo, altrimenti i missili continueranno a solcare il cielo sull'Oceano Pacifico e il piccolo laboratorio di guerra potrebbe diventare la grande fabbrica globale di distruzione e morte.

https://www.menoopiu.it/post/la-corea-del-nord-puo-arrivare-in-california

https://www.menoopiu.it/post/propagande-di-guerra1

https://www.menoopiu.it/post/trump-vs-kim-jong-un-guerra

https://www.menoopiu.it/post/chi-si-prendera-la-corea-del-nord

 

 

 

Come Virginia Raggi farà perdere le prossime elezioni ai 5Stelle

La sindaca di Roma Virginia Raggi sarà la protagonista degli spot elettorali più efficaci della prossima campagna elettorale. Matteo Renzi non poteva aspettarsi miglior regalo per cercare di realizzare la sua strategia di ritorno al Potere.

 

E' stato un anno di "giostra continua" per la giunta Cinque Stelle di Roma, assessori e manager che escono ed entrano, inchieste giudiziarie e giornalistiche, errori confessati e promesse non (ancora) mantenute.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono davvero rincitrulliti a tal punto da non capire che la Raggi non è in grado di gestire la complessa e drammatica situazione romana, oppure sono prigionieri delle scelte sbagliate di otto mesi fa, quando potevano scaricare la sindaca  pagando un prezzo molto minore di quello che dovranno subire alla vigilia delle prossime elezioni nazionali?

I due strateghi del M5S, dopo lo scoppio dello scandalo Marra e quando i dubbi iniziavano a diventare certezze, potevano dare una svolta, ammettere gli errori e cercare di cambiare il corso delle vicende.

Non lo fecero: erano convinti che si sarebbe andati al voto anticipato entro giugno e che le dimissioni della Raggi avrebbero rappresentato un fardello troppo grande da sopportare a distanza così ravvicinata. Meglio tirare a campare e regolare i conti dopo, sperando che la situazione non peggiorasse.

Il calcolo si é rivelato sbagliato, perché Renzi non é riuscito a far cadere Gentiloni e nel frattempo i problemi di Roma si sono aggravati, fino al caos di questo agosto torrido, con le cronache che ripropongono scontri e dimissioni, la Raggi che sfodera un decisionismo imbarazzante mentre quasi tutto gli brucia attorno.

E questo è soltanto l'anticipo di quello che accadrà mano a mano che si avvicinerà l'inizio ufficiale della campagna elettorale. 

Non è necessario essere grandi strateghi della politica per immaginare la scena dei prossimi mesi.

1) La situazione di degrado e paralisi di Roma non migliorerà. La pur sacrosanta constatazione che in poco tempo non si risana una situazione ventennale di debiti e corruzione sarà sempre meno proponibile di fronte all'opinione pubblica, che in massa aveva sperato nel voto di cambiamento del 2016.

2) Le prossime elezioni di marzo 2018, stante la legge elettorale attuale a carattere proporzionale, saranno vinte da chi riuscirà a piazzarsi come primo partito in termini di voti. Se i CinqueStelle prendono un voto in più del PD o di Forza Italia, potranno dire di aver vinto, anche se non potranno fare alcuna alleanza di governo. Renzi sarebbe costretto a fare l'inciucio con Berlusconi e questo basterebbe a Grillo per cantare vittoria e fare un'opposizione ancora più dura. 

Ma se Renzi dovesse prendere più voti di Grillo lo scenario sarebbe diverso, perché potrebbe presentarsi lui come il vincitore legittimato dal popolo anche nel caso probabile che utilizzi i voti per fare un governo con Berlusconi, nel qual caso non sarebbe visto come un inciucio ma come il male minore e necessario per dare un governo all'Italia.

3) Tutto si gioca su un pugno di voti in più o in meno ed è per questo che la situazione di Roma diventa l'ago della bilancia, perché in grado di spostare centinaia di migliaia di voti decisivi. Se i CinqueStelle arrivano ad un mese dal voto con la sindaca Raggi ancora sotto assedio, sia mediatico che giudiziario e magari anche sociale, per Renzi la vittoria è assicurata. Basterà sommare agli errori della Raggi qualche iniziativa eclatante, come ad esempio gli scioperi dei trasporti, l'immondizia sui marciapiedi, qualche altro assessore o dirigente dimissionario o indagato ecc ecc.

Forse ormai i 5S non hanno più tempo per liberarsi di Virginia Raggi e delle conseguenze che si preannunciano, ma non sarebbe tardi invece per iniziare una seria riflessione sui limiti dell'esperienza romana che al di là di tutto non sono imputabili solo alla sindaca bensì ad una mancanza di idee su un problema che riguarda l'intera nazione: come si fa a governare la cosa pubblica al Campidoglio o a Palazzo Chigi quando si è sommersi dai debiti e con una rete vasta ed invisibile di corruzione ? Questa domanda, che non ha risposte facili e scontate, non dovrebbe essere elusa e soverchiata dagli slogan elettorali, ma posta al centro della riflessione della gente: più crescita uguale più debiti e quindi più tasse ? ma per far questo è necessario avere amici banchieri molto influenti, e se non li hai, come sta succedendo a Roma, chi ti permetterà di governare ?

 

L'acqua come i debiti

Una strana analogia mi è venuta in mente ascoltando le trionfali dichiarazioni governative (compreso Renzi che si è affrettato a prendersi tutto il merito) sulle nuove stime di crescita del PIL italiano da parte del FMI, aumentate da 0,9 a 1,3%.

Per coincidenza negli stessi giorni è esplosa la polemica sull'acqua di Roma, prelevata in parte dal lago di Bracciano e che prima di arrivare negli appartamenti della capitale si disperde per oltre il 45%.

Per far arrivare un litro di preziosissima acqua al rubinetto è necessario prelevarne quasi due all'origine, così come per far crescere il PIL del 1,3% è necessario aumentare il debito pubblico del 2,6%.

Lo spreco dell'acqua dispersa nelle condutture colabrodo è uno scandalo evidente, mentre lo spreco di denaro pubblico - sotto forma di spesa inefficiente, assistenzialismo clientelare, corruzione, privilegi ecc - lungo il percorso del sistema economico e finanziario viene rivendicato come un successo.

E c'è chi chiede di "aumentare ancora di più il debito per far crescere l'economia".

L'analogia tra acqua e debiti non si limita alla dispersione lungo il percorso ma riguarda anche l'utilizzo della materia prima, acqua e denaro, cioè il modello economico di produzione e consumo, sostenuto dal mito della "crescita" e del progresso basato sui debiti.

I debiti, come l'acqua, andrebbero utilizzati con oculatezza e responsabilità e non come fanno i politici e i banchieri che ne incentivano lo spreco oggi a scapito delle generazioni di domani.

Un recente articolo di Satyajit Das su The Indipendent ne mette a fuoco le caratteristiche.

Despite appearances, the idea of social progress is a myth

 

 

Il VENEZUELA nel club delle dittature

Il voto farsa per eleggere una farsesca Assemblea Costituente segna l'inizio ufficiale, la data commemorativa, della Dittatura in Venezuela.

 

 Il colpo di mano di Nicolas Maduro avviene nella quasi totale indifferenza internazionale, mentre quel che rimane (fuori dal carcere) dell'opposizione tenterà di bloccare le strade della capitale Caracas sfidando il divieto governativo.

 

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http://www.thedailybeast.com/russia-gave-to-citgoand-citgo-gave-to-trump
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https://www.caracaschronicles.com/2017/07/28/nicolas-didnt-stop/
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https://www.economist.com/news/leaders/21725559-sanctions-should-target-officials-not-country-how-deal-venezuela
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http://www.businessinsider.com/humanitarian-economic-political-effect-of-us-sanction-on-venezuela-oil-2017-7?IR=T
Venezuela sends an average of 700,000 barrels of oil a day to the US — about half of Venezuela's exports and about 10% of US imports. Much of it is bought by Citgo, Pdvsa's US-based refiner and retailer, which employs about 46,000 people in the US. Venezuela has also been a major supplier to Phillips 66, Valero Energy, and Chevron.
"The move will likely cripple PDVSA-owned Citgo, which would be forced to buy higher-priced crude on the spot market for its refineries," Joe McMonigle, an oil analyst and former Energy Department chief of staff under George W. Bush, said in a note Tuesday. "But US refiners, who oppose the sanctions, would also be impacted as it would force Gulf refiners to find replacements for heavier grades of Venezuelan crude."
US fuel prices would probably rise, Monaldi writes, though supply would likely come from elsewhere. Venezuela could find other buyers for some of the oil shunned by the US, but cutting into Venezuela's supply of gasoline and other refined products, much of which it gets from the US, would create problems for its struggling economy. Pdvsa's current financial and production shortcomings would also be intensified.
Oil accounts for about 95% of Venezuela's export revenue. While about half of Venezuela's exports go to the US, about 40% goes to Chinese and Russian firms to pay outstanding debts.
So eliminating all exports to the US would cut Venezuelan government income by 75%, according to Angel Alvarado, an opposition congressman and member of the legislative economic commission. That would hinder the government's ability to purchase imports like food and medicine — goods that already very hard to get for many Venezuelans.

Macron toglie il velo all'ipocrisia europeista

Napoleone Macron nel giro di pochi giorni ha mandato tre schiaffoni all'Italia di Renzi-Gentiloni.

Prima ha negato i porti francesi per l'approdo delle navi cariche di migranti, alla faccia della "fraternité", applicando l'accordo voluto da Renzi sul "portarli tutti in Italia"; poi ha concesso ai due litiganti libici, Sarraj e Haftar, quello che l'Italia non era riuscita a dare, cioè armi e mazzette nelle quantità richieste; infine ha comprato con i soldi dello Stato i cantieri navali STX per impedire alla Fincantieri italiana di diventarne proprietaria di maggioranza, alla faccia delle norme europee sulla concorrenza e sui limiti agli interventi nazionali.
I partiti politici italiani hanno gridato allo scandalo, si sono indignati pubblicamente e perfino Alfano ha espresso un velato dissenso da Macron; a qualcuno comincia a venire il dubbio che "la giovane speranza d'Europa" altro non sia che una riedizione della tradizione sciovinista francese, che punta a massimizzare i propri interessi a scapito degli altri paesi.
Anche le decantate capacità tecniche e gestionali dell'ex studente della École nationale d'administration si appannano sotto l'effetto delle dimissioni di ministri scelti frettolosamente e di quelle del capo delle forze armate, con un calo di popolarità che si accoppia alla constatazione che il nuovo Bonaparte è stato eletto con meno del 25% dei cittadini aventi diritto.
La realtà è che Macron ha capito ed esplicitato prima degli altri quello che è lo stato attuale dell'Unione Europea e in particolare dell'area Euro: un sistema di gioco a somma zero, dove i guadagni di uno corrispondono alle perdite di qualcun altro. Fino ad oggi in questo sistema era stata la Germania a beneficiare delle perdite altrui, ora la Francia di Macron cerca di riequilibrare i giochi a scapito soprattutto dell'Italia.
Va dato atto al presidente francese di aver iniziato a rimuovere il velo all'ipocrisia dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte, che continuano a propinare l'immagine di una unione europea che giova agli interessi di tutti e di tutto.
Macron sarà presto emulato da tutti gli altri governanti, in una corsa centrifuga sempre più accelerata.
E' una anticipazione di quello che sarà l'Europa a "due velocita'", che inizierà a prendere forma dopo il voto tedesco di settembre. E quando si voterà in Italia nel marzo del 2018 probabilmente i giochi saranno già fatti.

Ora bisogna liberare LIU XIA

china free liu xia

Liu Xia, compagna di Liu Xiaobo morto di cancro dopo anni di carcere e torture, è diventata il simbolo della battaglia per la libertà di espressione in Cina. Liu Xia è malata, ridotta in povertà e costretta a vivere chiusa in casa, senza poter comunicare con nessuno. Un vasto fronte di organizzazioni e forze politiche in tutto il mondo chiede la liberazione di Liu Xia.

 

https://www.amnesty.org/en/get-involved/take-action/china-free-liu-xia/

Liu Xiaobo "scarcerato" dopo essere stato ucciso in cella

13-07-2017 Liu Xiaobo è morto nelle carceri del regime di Xi Jinping 

Le ultime parole di speranza sono state per sua moglie Liu Xia, compagna di una vita di battaglie, anch'essa detenuta per le proprie idee.

I medici dell'ospedale hanno confermato che Liu Xiaobo era stato ricoverato in condizioni ormai terminali e che praticamente era già morto in carcere. La stampa di regime oscura la notizia della morte di Liu Xiaobo.

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Liu Xiaobo, intellettuale dissidente cinese, protagonista del movimento "Charta 08" e Premio Nobel per la Pace nel 2010, in carcere dal 2008 per le sue idee critiche verso il regime, è stato "scarcerato" perchè gravemente ammalato di cancro.


In realtà non si tratta di un gesto umanitario ma solo di un calcolo propagandistico, per evitare una morte in carcere che avrebbe danneggiato ancor di più l'immagine del regime di Xi Jinping.

E' un epilogo simile alla morte di Otto Warmbier, fatto uscire dalle galere del dittatore nordcoreano quando era ormai moribondo.

Chi è Liu Xiaobo

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/2010/xiaobo-lecture.html

Le bugie di Trump diventano grottesche

"Hello dad, I have a good news for you. A Russian friend has promised to give us secret emails from Clinton staff. I love it"

 

Donald Trump (padre) dichiara che non sapeva nulla degli incontri che suo figlio Donald Jr., suo genero Kushner (marito della figlia Ivanka) e il suo principale consigliere Manafort avevano avuto con esponenti russi che promettevano un "aiuto" nella campagna elettorale del 2016.

Si tratta di una bugia clamorosa e di un arrogante insulto all'intelligenza. Per molto meno un normale cittadino viene incriminato o messo al bando dalla comunità. 

Ovviamente  l'FBI e la NSA possiedono numerose registrazioni dei colloqui tra Donald Junior e Donald Senior in cui il primo mette al corrente il secondo sugli sviluppi degli incontri con i Russi. 

 

https://www.nytimes.com/2017/07/12/us/politics/trump-russia-election-meeting.html

 https://www.nytimes.com/2017/07/11/opinion/donald-trump-jr.html

Previsioni meteo per domani, continua il caldo torrido degli ultimi 30 anni

Questa notte a Roma non si è dormito, e non solo per colpa del gran caldo ma per l'odore acre del fumo degli incendi che da giorni si sviluppano ovunque ci siano sterpaglie o rifiuti, condizioni entrambe normali, e che ristagna nelle ore notturne come una nebbiolina invernale.

 

Nel tentativo vano di riprendere sonno, come non pensare alle sventure previste dai predicatori del global warming, proprio oggi che al G20 hanno ribadito che l'impegno continuerà ma senza gli USA, cioè il maggior azionista della fabbrica di surriscaldamento mondiale. E chi ci garantisce che tra qualche mese o qualche anno qualcun altro, chiamasi Cina India o Brasile, non si tirerà indietro dagli impegni - pur blandi - già presi ?
Sarebbe necessario considerare la lotta ai gas serra alla stregua di quella contro il terrorismo: se un governo non partecipa, o addirittura diffonde la fede nel modello energetico che provoca l'aumento della CO2, andrebbe inserito in una lista di "stati canaglia" con sanzioni e messo al bando internazionale. I terroristi uccidono e distruggono, minacciano l'esistenza stessa della civiltà e delle generazioni future, così come il global warming ...

Che idee balorde provoca il caldo di una notte di mezza estate di fuoco !

Piuttosto che stare ad illudersi di G20 e COP21, l'unica speranza sarebbero le previsioni del tempo, con l'annuncio di qualche temporale che rinfresca e spegne i focolai, un brusco cambiamento climatico, un'irruzione di aria umida e fresca, un'inversione di tendenza, una decrescita delle isobare e magari anche dei consumi, delle sovraproduzioni, dei debiti ...

Consoliamoci, non è colpa solo della Raggi se a Roma fa caldo e non piove. In queste ore non se la passano meglio a Los Angeles, e se siete accaldati non guardate questo sconsolante video della NASA.

https://svs.gsfc.nasa.gov/vis/a000000/a004500/a004546/gistemp2016_5year_full_record_celsius_1080p.mp4