La MERKEL inizia la campagna elettorale in GRECIA

Come era prevedibile la Merkel ha dato il via alla vera campagna per le prossime elezioni in Grecia.

Lo ha fatto senza retorica e perifrasi, con la pragmaticità teutonica che la contraddistingue: l'uscita della Grecia dall'Euro non è più un tabù e l'unione a tutti i costi non è un valore vincolante.

Quindi se i Greci scelgono Syriza, che chiede la rinegoziazione del debito, avranno come risposta la cacciata dall'euro, sprofonderanno nelle fiamme dell'inferno dei FALLITI e i loro debiti rimarranno ESIGIBILI, ovviamente ancorati al cambio dell'euro-marco.

L'uscita della Merkel, sostenuta dall'intera opinione pubblica tedesca, punta a togliere a Syriza l'arma principale di ricatto verso l'Europa: la cancellazione di gran parte del debito nominale greco è necessario per salvare l'Europa e la moneta unica.

Fino ad oggi quest'arma, la paura della dissoluzione dell'euro, ha funzionato creando un precario equilibrio di richieste di "rigore" e di allentamenti progressivi.

La campagna politica di Tsipras è basata su questo equilibrio precario: non siamo noi greci a voler uscire dall'euro, ma se ci costringete ...

Questa tattica aveva il suo presupposto che dall'altra parte il fronte dell'Euro a tutti i costi (che ha Mario Draghi come leader indiscusso) avrebbe finito con il concedere qualcosa.

Se invece viene meno la paura del salto nel buio del GREXIT, le armi di Syriza si spuntano a favore dello schieramento dell'attuale governo Samaras.

Ora si gioca a carte scoperte. Se la Grecia può uscire dall'euro, perché altri Stati non potrebbero fare altrettanto ?

La risposta di Tsipras potrebbe essere: se la Grecia non paga i debiti e viene cacciata dall'euro, troverà Putin e l'Unione Eurasiatica pronti ad accoglierla ...

Il porto del Pireo sarebbe affollato di navi russe e cinesi ...