Abderrahim Fakir ucciso dalla Polizia perché disturbava la quiete

Fakir Abderrahim era un imprenditore ma immigrato, innocuo ma disturbava la quiete pubblica in un torrido pomeriggio di Bologna. E' stato ucciso soffocato con la faccia sull'asfalto rovente da due agenti di Polizia di Stato. Abderrahim Fakir imprecava "aiuto, basta". Aveva il vizio di imprecare a voce alta

Abderrahim Fakir ucciso dalla Polizia di Stato a Bologna

Abderrahim Fakir ucciso dalla Polizia perché disturbava la quiete pubblica

Fakir Abderrahim era un imprenditore ma immigrato dal Marocco, anche se ormai erano trascorsi 35 anni da quando avrebbe dovuto essere espulso dall'Italia in cui era entrato non si sa come all'età di 7 anni. Ora Fakir Abderrahim ne avrebbe 42.

Fakir Abderrahim lavorava nel settore delle pulizie e del facchinaggio, era innocuo ma disturbava la quiete pubblica in una torrida giornata di Bologna, verso ora di pranzo del 19 luglio 2026 nel quartiere del Pilastro.

Bisogna dirla tutta la verità su Fakir Abderrahim: urlava in mezzo alla strada, aveva anche danneggiato un'auto parcheggiata con calci e pugni - attentato alla proprietà altrui - disturbava e toglieva l'appetito a chi si stava mettendo a tavola, aveva precedenti di comportamenti anomali.

Fakir è stato ucciso- diranno involontariamente, una tragica fatalità - soffocato con la faccia schiacciata sull'asfalto rovente da due agenti di Polizia di Stato che hanno impiegato 5 minuti per compiere un'operazione della durata di pochi secondi. Abderrahim Fakir imprecava "aiuto, basta, basta". Aveva il vizio di imprecare a voce alta.

I testimoni raccontano che la Polizia di Stato era intervenuta prontamente, assieme ai sanitari del 118.

Per ammanettarlo lo hanno tenuto steso a faccia in giù, dopo avergliela cosparsa di spray urticante, sull'asfalto nero rovente  - circa 60 gradi che sembrano 120 - e lo hanno fatto cuocere per circa 5 minuti a quella temperatura, mentre lui gridava "aiuto, basta", ma non spiegava perché e  quindi i due agenti di Polizia non potevano immaginare che stare in quella posizione per cinque minuti potesse danneggiare gravemente la salute di Abderrahim Fakir, al punto da farlo morire, come accade alle rane gettate nella padella bollente.

Abderrahim Fakir morto perché disturbava la quiete


Abderrahim Fakir ucciso dalla Polizia perché disturbava la quiete pubblica

la morte di Abderrahim Fakir, costretto dalla Polizia per 5 minuti sull'asfalto rovente



Sui social media l'evento della morte di Abderrahim Fakir è stato analizzato da più punti di vista.

I seguaci di Meloni, Vannacci e Salvini ne hanno tratto spunti di riflessione di cui ne riporto un paio per far capire, se mai ce ne fosse bisogno.

... ALLORA ??? UN DELINQUENTE SPACCIATORI IMMIGRATI IN MENO ..... la sorella fa casino per ottenere risarcimenti milionari del fratello se ne frega

... Si faceva ammanettare senza porre resistenza e sarebbe ancora qui… evidentemente chi è a causa del suo mal pianga se stesso

I lettori potranno verificare le eventuali assonanze con le opinioni espresse da membri del governo sul caso Roggero.


dal Corriere della Sera: 

Il testimone: «Lui chiedeva scusa, non ha fatto niente»

«Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente chiedeva solo aiuto. Era un po' agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto». A dirlo ai cronisti è un residente del condominio di via Svevo.

I due agenti di Polizia coinvolti nella morte di Fakir Abderrahim saranno protetti dallo "scudo penale" introdotto dal governo Meloni per evitare che membri delle Forze dell'Ordine possano essere indagati senza alcune limitazioni.

La legge è legge e va rispettata, perché non impedirà ai magistrati  di farsi una chiara idea di come sia potuto accadere che un uomo sia morto sotto gli occhi e le gambe di due agenti di Polizia che lo avevano in custodia, faccia a terra sull'asfalto bollente, il naso e la bocca bloccati dallo spray urticante e soffocante. Di come sia potuto accadere che i due "scudati" non si siano accorti che il corpo di Fakir aveva smesso di fremere e il cuore di pulsare, di come abbiano potuto continuare ad ammanettargli meticolosamente mani e piedi anche dopo che  l'immigrato aveva esalato l'ultimo respiro.

Non c'è scudo che possa proteggere chicchessia da queste domande, perché c'è un video che lo racconta, e basta solo guardarlo e ascoltarlo per capire cosa è successo. 


Alcuni parlamentari hanno già preso l'iniziativa per chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un provvedimento di grazia preventiva per i due agenti della Polizia di Stato che potrebbero essere condannati per aver provocato la morte di Abderrahim Fakir.

Si tratta di un evidente caso di legittima non so cosa, ma comunque legittima.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i vertici della Polizia di Stato: è stata una tragica fatalità.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i vertici della Polizia di Stato hanno garantito che sarà svolta un'indagine nella massima trasparenza per accertare le cause e le responsabilità della morte dell'immigrato marocchino al Pilastro di Bologna, sottolineando la volontà di mettersi a disposizione dei magistrati in una vicenda che, viene ribadito, è stata una tragica fatalità. Perché «sono state seguite le procedure previste in interventi di questo tipo senza compiere alcun abuso».

Cinque lunghissimi minuti per ammanettare un uomo steso sull'asfalto a faccia in giù sono "le procedure previste in interventi di questo tipo"?

Il Piantedosi forse alludeva alle circostanze che accomunano la morte di Abderrahim Fakir a tragici episodi di cronaca di questi giorni, annegamenti di bambini in piscina, adulti che muoiono per colpi di sole o complicazioni respiratorie e circolatorie dovute al global warming e ai cambiamenti climatici.

Autentiche tragiche fatalità, e perché quindi non considerare tale anche l'uccisione di un marocchino di 42 anni in una torrida giornata a Bologna?