Iran Inflazione ICE, le 3 I che faranno perdere le elezioni a Trump

I sondaggi per le elezioni midterm dicono chi perderà la guerra di Hormuz. Inflazione Iran e ICE, Trump non ha scelta, escalation o accordo, comunque perde

Trump non ha scelta escalation o ritirata

Repubblicani: scaricare Trump per vincere le elezioni 2026?

Iran, Inflation, ICE: the 3 I's that will cost Trump the election

A tre mesi dalle elezioni Midterm di novembre le bombe di Trump sul Iran di Khamenei sono boomerang contro le speranze elettorali dei repubblicani.

Inflazione Iran e ICE, i sondaggi elettorali indicano  chi perderà la guerra di Hormuz. Trump è nella stessa trappola di due mesi fa, escalation o sconfitta?


Per rendersene conto è sufficiente mettere in fila gli eventi principali degli ultimi 10 giorni, poi consultare i siti di proiezioni e sondaggi elettorali per capire chi vincerà la guerra di Hormuz, l'erratico Trump o la mummia di Khamenei? e chi vincerà le elezioni di Midterm negli USA a novembre, il partito del sempre erratico Trump - il Great Old Party repubblicano - o l'ectoplasma del Partito Democratico ricomposto sotto le sembianze dei socialisti democratici alla Mamdani?

Segnalo tre eventi principali che sono in cima alle notizie in grado di influenzare le elezioni di Midterm. Chiamiamole le Tre I: Iran, Inflazione e ICE

Iran ovvero la guerra ricomincia da dove sembrava finita, lo Stretto di Hormuz. Trump scatena missili e bombe ogni notte sull'Iran, convinto che sia sufficiente per convincere il regime di Khamenei a non pretendere quello che aveva sottoscritto nel MoU di giugno.

L'Iran che nel frattempo si è riorganizzato, ha ripreso a bloccare Hormuz e a lanciare missili sui paesi vicini. Tre soldati USA morti e decine di feriti smentiscono la baldanza di Trump, fanno schizzare il prezzo del petrolio di nuovo verso i 100 dollari e i sondaggi elettorali che avevano registrato una lieve ripresa dei repubblicani dopo la firma del MoU tornano a calare drasticamente: da metà luglio lo spread tra repubblicani e democratici al Congresso e di 5 punti a favore dei dem, mentre il Senato - ora a maggioranza repubblicana - si prospetta ingovernabile e alla pari.

I dati sull'inflazione tornano a salire e con il petrolio di nuovo sopra 90 è certo che seppure la guerra finisse domani ormai i prezzi non scenderanno fino a novembre e gli elettori daranno la colpa a Trump dentro le urne.

Un esempio lampante viene dal Maine, uno Stato dove si decide un importante duello elettorale per il seggio al Senato, che ora è di Susan Collins, repubblicana trumpiana.

All'inizio di giugno Polymarket segnalava un vantaggio per lo sfidante dem Jackson di oltre 20 punti sulla Collins, che si riducevano notevolmente  a + 6 dopo la firma del MoU e ora sono nuovamente balzati a + 36 !

Cosa è successo nel Maine? la guerra tra USA e Iran, ovvero tra Trump e Khamenei, è riesplosa e il petrolio è di nuovo aumentato - e questo riguarda tutti gli Stati Uniti - ma c'è stato anche un terribile episodio di "cronaca ICE", un crimine gratuito e immotivato contro la comunità degli ispanici.

Il venticinquenne Johan Sebastián Durán Guerrero è stato ucciso dagli agenti federali dell'immigrazione a Biddeford mentre si recava al lavoro.

I media locali hanno sottolineato la disumanità dell'azione dell'ICE: "Tre giorni dopo l'uccisione di Guerrero da parte degli agenti federali dell'immigrazione, la moglie Karolina Rojas Alvarez ha parlato con la stampa, ricordandolo come un padre e un marito amorevole e devoto che si prendeva cura della famiglia, portava la figlia al parco ogni pomeriggio e la teneva in braccio finché non si addormentava ogni sera. Con le lacrime agli occhi, Rojas Alvarez ha detto che suo marito "ha sempre sognato in grande e aveva ancora tanti sogni da realizzare".

In tutti gli Stati Uniti ormai ICE è sinonimo di "braccio armato di Trump" e i crimini compiuti si scaricano direttamente sui candidati repubblicani che sostengono Trump. E' la matematica elementare che solo il delirante della Casa Bianca non vuole capire. E quindi il seggio senatoriale del Maine rischia di passare all'opposizione, ma potrebbe non essere il solo.

Perché ICE, quella che ha ucciso due giovani americani bianchi a Minneapolis all'inizio del 2026 ora ha ucciso tre ispanici nelle ultime settimane nel Maine, Texas e Florida.

In Texas da sempre uno degli Stati più repubblicani lo sfidante dem Talarico è a un passo dalla storica impresa contro il trumpiano Paxton, da cui è separato da meno di un punto!

Inutile ricordare a Trump che la comunità degli ispanici negli Stati Uniti è forte e numerosa e nel 2024 era stata decisiva nel dargli la vittoria su Biden. Ma ora gli ispanoamericani sono molto molto arrabbiati con il biscazziere di Mar-a-Lago perchè il suo braccio armato ICE uccide e deporta normali e tranquilli cittadini, altro che i criminali promessi.

L'ultimo morto in Florida è addirittura un turista messicano che stava per rientrare in patria ma è morto perché inseguito dai SUV degli agenti ICE che cercavano di arrestarlo - e mentre lui fuggiva è stato investito da un camion.

La ripresa della guerra contro l'Iran sembra preludere ad una escalation senza fine.

La guerra in Iran è ripresa perché Trump si è reso conto che la narrazione sull'accordo in 14 punti non gli era tanto favorevole. Lui l'ha spacciato per una vittoria su Khamenei ma tutti, compresi i media di destra, hanno raccontato che sembrava una sconfitta americana e un successo per il regime di Tehran.

Quindi il TACO Trump ha cercato in tutti i modi di riaprire il discorso ovvero la guerra e ha ricominciato a bombardare, tutte le notti, e Iran ha ricominciato a lanciare missili e droni sui paesi limitrofi dal Qatar agli Emirati al Kuwait, e verso le basi USA in Giordania.

Hormuz non si sa da chi sia bloccato o controllato ma in ogni caso le petroliere non lo attraversano e il petrolio costa di più. Anche i pastori Houthi amici dell'Iran sono sul piede di guerra e minacciano di bloccare lo Stretto del Mar Rosso.

In pratica tra Iran e USA si ricomincia da dove eravamo rimasti, la guerra pagata da tutto il resto del mondo, e tutti a chiedersi quando e come finirà.

La risposta è: quando Trump e i suoi affezionati repubblicani si renderanno conto che i missili elettorali di Khamenei fanno più danni di quelli americani sull'Iran.

Per rendersene conto basterebbero un paio di sondaggi ma è probabile che Trump la tiri per le lunghe forse fino a novembre.

I sondaggi elettorali per le Midterm sono ancora prematuri e soggetti a cambiamenti, se le situazioni descritte dalle 3 I dovessero cambiare.

A metà luglio i sondaggi "classici", cioè svolti con rilevazioni su elettori effettivi, segnalano in media un vantaggio del Partito Democratico di quasi 5 punti nel voto globale per la Camera dei Rappresentanti, dove però contano molto le ripartizioni circoscrizionali, che darebbe la possibilità ai Dem di ottenere una lieve maggioranza, mentre ora sono sotto di 7, 219 a 212.

Al Senato invece i numeri indicano già il possibile pareggio, ora è 53 a 47, mentre su Polymarket il Senato viene dato ai Democratici per 51 a 49.

Trump proverà a influenzare e manipolare il Midterm, come cerca di fare con il SAVE Act per impedire agli elettori "non regolari" di andare al voto e con interventi minacciosi contro le influenze cinesi, ma anche in questo caso la sua iniziativa è stata un boomerang, perché ha suscitato ilarità e critiche anche tra i suoi fans.

L'unica chance di Trump di riprendersi o di limitare i danni nelle elezioni di Midterm si chiama Partito Democratico, che in altri tempi avrebbe vinto a occhi chiusi ma ora annaspa tra candidati impresentabili e lotte intestine del vecchio apparato contro i giovani emergenti, tra le lobbies ebraiche filoisraeliane e il diffuso sentimento pro Palestina.

Il vento non gioca a favore dei democratici mentre Trump gode dell'appoggio incondizionato degli ricchissimi oligarchi tecnologici, a cominciare da Musk e con la sola eccezione di Amodei.


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