Evviva, Franco Tiratore è vivo e lotta insieme a noi

30 Franchi Tiratori votano contro Giorgia Meloni sulla nuova legge elettorale e mettono in ansia la maggioranza di destra. Esulta la sinistra ma non sa perché

sconfitta Giorgia Meloni su legge elettorale

Giorgia Meloni sconfitta da Franco Tiratore

La sera del 14 luglio 2026 a Roma in piazza Montecitorio dove ha sede la Camera dei Deputati italiani la temperatura dell'aria è all'incirca di 33 gradi Celsius.

Gli esperti diranno che l'esatta misura si colloca tra 31 e 36, gli stessi numeri di quanti nei partiti di maggioranza si ipotizza che abbiano votato contro un articolo della nuova legge elettorale voluta da Giorgia Meloni, il Melonellum.

Il voto era a scrutinio segreto, in modo che non si sa chi vota a favore e chi contro, consentendo di esprimere una scelta diversa da quella del partito a cui si appartiene.

E quando c'è un voto a scrutinio segreto le coscienze si liberano e la nobiltà del Parlamento e dei deputati si libra nell'aria con un fremito di apparente democrazia.

Si verifica in tal caso l'antico fenomeno del Franco Tiratore, personaggio mitico della Prima Repubblica che si è andato via via smarrendo di pari passo con la blindatura dei partiti e delle liste elettorali, decise dai boss politici per evitare imbarazzanti scelte di preferenza agli elettori ingenui e sprovveduti. "Vi diciamo noi per chi votare, perché altrimenti vi sbagliate".

Il Franco Tiratore di conseguenza ha assunto un ruolo sempre più marginale e sporadico, relegato a questioni di poco conto, per effetto combinato del ricorso sempre più frequente alla decretazione d'urgenza al posto dell'iter di legge e alla schiavitù totale del deputato nei confronti della cupola di partito.

In previsione del voto segreto sull'emendamento che introduce la "preferenza farlocca" nella nuova legge elettorale secondo il desiderio di Giorgia Meloni - in modo da consentirle di dire "vedete, vi ho ridato la scelta di votare per chi volete" omettendo di precisare che riguarda solo un terzo dei futuri deputati essendo gli altri predefiniti - si è riaffacciata l'ipotesi di una resurrezione del Franco Tiratore, perché tra i partiti di centrodestra non c'è unanimità sulla nuova legge e sulle nuove "preferenze".

La riforma elettorale è un colpo di mano di Giorgia Meloni per prendere tre piccioni con una fava:

1) introdurre di fatto il premierato, indicando il premier di coalizione prima delle elezioni e vanificando il ruolo del Presidente della Repubblica;

2) garantire un osceno premio di maggioranza alla coalizione che supera il 42% dei voti, instaurando una sorta di dittatura;

3) garantire che i numeri della coalizione vincente siano autosufficienti per eleggere il futuro Presidente della Repubblica.

Per condire una pietanza così indigesta e ripugnante Giorgia Meloni ha bisogno di metterci un pizzico di populismo di destra, che le consenta di dire che "questa legge restituisce al popolo la scelta del parlamento, del premier e del presidente". Per questo è necessario reintrodurre una parvenza di "voto di preferenza" affinché la messinscena sia credibile agli occhi dell'italiano rimbecillito medio.

Il voto segreto sulla preferenza del Melonellum è quindi una trave importante della nuova architettura di potere meloniana.

La quale deve avere una pessima considerazione dei suoi principali alleati Tajani e Salvini, al punto da considerarli degli inutili orpelli. Ma Tajani e Salvini, ma anche il futuro Vannacci, si fanno due conti e capiscono che la nuova legge elettorale è fatta su misura di Giorgia Meloni e delle sue sfrenate ambizioni di potere, a scapito di quello loro.

E quindi mugugnano, anche se non possono farlo a gran voce per ovvi motivi di sopravvivenza di governo e di poltrone.

Ecco, si sono create le condizioni uniche e favorevoli per la rinascita del Franco Tiratore, colui al quale viene dato l'incarico di mettere il sassolino nell'ingranaggio, senza farsi scoprire avvolto nell'oscurità benigna del voto segreto.

Ne resuscitano più di trenta, tutti Franchi Tiratori, tutti sommano il proprio voto a quello dell'opposizione e mandano sotto la maggioranza, 187 a 188, per un solo voto la maggioranza perde, per un solo Franco Tiratore Meloni perde, l'opposizione esulta, la legge elettorale affonda.

Grazie ad un solo decisivo Franco Tiratore, la perfetta strategia della furba Giorgia Meloni conosce un nuovo momento di crisi, come dopo il referendum perso sulla Giustizia.

Ovvio che tutti si chiedano: chi è il Franco Tiratore, qual è il suo identikit? Non c'è ombra di dubbio, e senza temere smentite tutti identificano Franco Tiratore con le sembianze di Tajani e Salvini. Qualcuno ipotizza una variante di genere, ovvero la Franca Tiratrice.

Ma c'è poco da stare allegri: la nuova legge elettorale non è stata affatto accantonata e aleggia nella calura del global warming di Montecitorio, dove si incrocia con il fenomeno di autocombustione del campo largo di Schlein e Conte, che gridano alla vittoria invitando il governo a dimettersi ma loro non hanno ancora capito come e con chi andare alle prossime elezioni.

Le prossime elezioni, se si dovessero tenere in autunno secondo l'ipotesi schleiniana ancora con la vecchia legge elettorale, darebbero la vittoria di nuovo al centrodestra con l'unica variante dell'ingresso di Vannacci nella trattativa per la spartizione delle poltrone.

Quindi, evviva il Franco Tiratore, eroe dimenticato di un tempo lontano quando ci si schierava e si combatteva senza essere troppo mercenari, ma un pò calcolatori sì. 

Non capisco però cosa abbiano da esultare Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il loro futuro governo, se il campo largo dovesse sopravvivere all'autocombustione delle sterpaglie, sarebbe un campo fiorito di franchi tiratori.

Nasce spontanea una domanda: è più nobile, coraggioso, giustificabile il Franco Tiratore di Destra o quello di Sinistra? Ai posteri l'ardua sentenza.

Nel frattempo sarebbe opportuno che le forze di opposizione al governo Meloni non facessero conto più di tanto sul Franco Tiratore bensì sulla forza delle proprie idee di programma, ascoltando il popolo  variegato e avendo qualche sano principio morale da coltivare. Nel campo largo incolto crescono solo sterpaglie, e con questo gran caldo sono pericolose.

Giorgia Meloni sconfitta sulla legge elettorale

Tajani e Salvini affondano Giorgia Meloni sulla legge elettorale