GERMANIA AL VOTO, PREVISIONI SUL GEMELLO DELLA MERKEL

GERMANIA AL VOTO, PREVISIONI SUL GEMELLO DELLA MERKEL


Domenica di elezioni per il Bundestag in Germania. Finisce la lunga "dittatura" della Merkel e si sceglie qualcuno che ne segua il solco. Perchè tra Olaf Scholz (SPD) e Armin Laschet (CDU-CSU) le differenze sono più semantiche che sostanziali. Scholz viene dato in leggero vantaggio su Laschet, ma l'ago della bilancia saranno i verdi con Annalena Baerbock, anche se ridimensionati.

i.fan. - 25/09/2021

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L'ultimo sondaggio a 48 ore dal voto per eleggere i rappresentanti al Bundestag riduce il margine di vantaggio del candidato socialdemocratico Olaf Scholz ad un solo punto: 26% contro il 25% dell'aspirante erede CDU-CSU Armin Laschet, accreditato in recupero nel rush finale.

La SPD secondo il sondaggio realizzerebbe una insperata avanzata rispetto al catastrofico risultato del 2017 quando ottenne lo striminzito 20,5% che la condannava all'ennesima riedizione della Grosse Koalition in posizione subalterna.

Il successo di Scholz equivale alla perdita dei conservatori di Laschet orfani della Merkel che perderebbero quasi 8 punti rispetto al 32,9% precedente.

Secondo il sondaggio il fenomeno della destra razzista AfD che quattro anni fa entrò al Bundestag con il 12,6% mentre ora dovrebbe fermarsi al 10%, stabili al 10% i liberal-democratici, utili per alleanze multicolore di qualsiasi genere, mentre la sinistra di Linke dimezza i voti e balla sulla soglia del 5% valida per entrare in parlamento.

E i Verdi? che all'inizio della primavera venivano dati come vincitori nella corsa alla cancelleria con quasi il 30% di voti?

I Verdi di Annalena Baerbock sono accreditati del 16%, che rappresenterebbe comunque un balzo in avanti di oltre 7 punti rispetto al 8,9% del 2017, ma un ridimensionamento delle speranze di correre per la Cancelleria.
La Baerbock non ha sfondato oppure i socialdemocratici si sono attrezzati per includere nei loro programmi una buona parte delle richieste ecologiste?


Entrambe le motivazioni, ma in ogni caso se le previsioni del sondaggio venissero rispettate i Verdi sarebbero comunque l'ago della bilancia di qualsiasi coalizione che non sia la riedizione della Grosse Koalition, l'unità nazionale che aveva nella Merkel il suo profeta.

Dopo la tragica alluvione del luglio scorso avevo scritto:

Il partito dei Verdi fino a poco tempo fa era accreditato per un successo clamoroso, ma dopo la catastrofe lo scenario potrebbe cambiare, perchè tutti ora parlano di combattere i cambiamenti climatici ma i conservatori della CDU al governo con la SPD oltre alle parole hanno anche la possibilità di distribuire denaro. Tanto denaro per ricostruire le zone danneggiate e risarcire la popolazione significa anche tanti consensi.

La corsa alla propaganda vede in testa il CDU Armin Laschet, lo Zaia tedesco, erede della Merkel, che poche ore dopo la fine delle piogge si è fatto fotografare triste e preoccupato con gli stivali nel fango della Renania Westfalia.

Ma poi si è reso protagonista di un episodio che ha fatto arrabbiare anche i più moderati: in un video ripreso sulla scena del disastro Armin Laschet ride a crepapelle mentre il presidente federale Steinmeier parla con tono grave e solenne alla nazione e ai parenti delle vittime dell'alluvione.

Il solito cinismo dei politicanti affaristi. Forse Angela Merkel dovrà trovarsi un altro successore.

Le immagini di distruzione e di morte faranno da sottofondo a tutti gli spot elettorali, senza distinzione di schieramento, ma ormai è troppo tardi per le recriminazioni.

L'unica cosa certa è che da domenica finisce la "dittatura Merkel", i 16 lunghi anni di potere incontrastato della leader conservatrice tedesca che ha guidato con "decisa cautela" la Germania nei momenti più difficili dell'Unione Europea.

I due aspiranti eredi, Scholz e Laschet, hanno costruito la loro campagna elettorale copiando molto dallo stile di Angela Merkel.


Soprattutto Scholz, che in passato veniva accusato di essere troppo freddo e flemmatico nella sua immagine pubblica, sembra adesso una copia maschile della cancelliera, un gemello non solo nella forma ma anche nei contenuti programmatici.

I quali, una volta sfrondati delle tradizionali liturgie di ciascun schieramento, segnano una continuità abbastanza scontata: lotta ai cambiamenti climatici in 25 anni, digitalizzazione, infrastrutture, ma senza strafare e senza fare troppi debiti, politiche sociali nel solco del tradizionale welfare tedesco.

Vincerà Olaf Scholz perchè alla fine è quello che sembra più credibile nel garantire gli interessi della maggioranza dei tedeschi: la supremazia industriale e buoni affari con tutti, da Putin a Erdogan, da Xi Jinping a Biden, quello in cui Angela Merkel era imbattibile.

La SPD potrà governare con i Verdi e con la FPD, una maggioranza precaria ma in ogni caso l'inizio di un'era nuova per la Germania post-Merkel.

Mario Draghi ha già fatto sapere che il voto in Germania interessa poco, perchè preferisce tifare Macron, che se la gioca il prossimo anno.

i.fan.


keywords: elezioni Germania, SPD, CDU-CSU, Angela Merkel, Unione Europea, Verdi, Olaf Scholz, Armin Laschet, Annalena Baerbock,

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