La Omicron trasforma COVID-19 da polmonite a bronchite


Un team di ricercatori di Hong Kong ha scoperto che la variante Omicron attacca molto più velocemente, fino a 70 volte,  i bronchi piuttosto che i polmoni. Se la ricerca è confermata le conseguenze potrebbero essere importanti. Negli USA 3 su 4 contagiati Omicron sono vaccinati.

i.fan. - 16/12/2021

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aggiornamento

Su 43 casi di COVID-19 variante Omicron identificati finora negli Stati Uniti, 34 sono persone completamente vaccinate e 14 di loro avevano ricevuto una terza dose di richiamo, secondo un rapporto dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC).


Sebbene i numeri siano molto piccoli, si aggiungono alle crescenti preoccupazioni che due dosi degli attuali vaccini COVID-19 non offrono protezione contro la nuova variante Omicron altamente trasmissibile.


Due anni fa, all'origine si chiamava Polmonite di Wuhan, la sindrome respiratoria causata dal coronavirus Sars-CoV-2 uscito dai laboratori dell' omonimo centro di ricerca cinese.

Poi è stata chiamata Pandemia Covid-19 pur essendo soprattutto una polmonite di tipo particolare - polmonite interstiziale - ma in grado di attaccare anche altri tessuti.

Con la comparsa della variante Omicron, Covid-19 potrebbe aver cambiato il bersaglio principale nell'ambito del sistema respiratorio: non più i polmoni bensì i bronchi, i "rami" attraverso i quali l'aria passa dalla trachea agli alveoli. Nei bronchi la velocità di riproduzione di Omicron è 70 volte più grande di quella della precedente variante Delta, che però si insinuava più profondamente nei polmoni, provocando quindi danni più gravi di quanto sembra faccia Omicron.

Un team di ricercatori di Hong Kong è arrivato a queste conclusioni che, se saranno confermate, spiegano anche l'apparente minore gravità della malattia provocata da Omicron e al tempo stesso la sua maggiore velocità di diffusione.

Stazionando nei bronchi, il coronavirus viene espulso più facilmente e massivamente nell'ambiente circostante e quindi può colpire molti più individui situati nelle vicinanze.

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Il Dr Michael Chan Chi-wai, Professore Associato della Scuola di Salute Pubblica e Principal Investigator, Center for Immunology and Infection (C2i), Hong Kong Science and Technology Park (HKSTP) e il Professor John Nicholls, Professore del Dipartimento di Patologia, HKUMed hanno aperto la strada all'uso di colture ex vivo delle vie respiratorie per studiare molte infezioni virali emergenti dal 2007, come l'influenza aviaria, il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS). Ora questa tecnica è stata applicata per capire perché la variante di Omicron può differire nella trasmissione e nella gravità della malattia da altre varianti di SARS-CoV-2.

Questo metodo utilizza il tessuto polmonare rimosso per il trattamento del polmone, che normalmente viene scartato, per lo studio delle malattie virali delle vie respiratorie. Il dottor Chan e il suo team hanno isolato con successo la variante Omicron SARS-CoV-2 e hanno utilizzato questo modello sperimentale per confrontare l'infezione con l'originale SARS-CoV-2 del 2020, la variante Delta e la recente variante Omicron. Hanno scoperto che la nuova variante di Omicron si replica più velocemente del virus SARS-CoV-2 originale e della variante Delta nel bronco umano. A 24 ore dall'infezione, la variante Omicron si è replicata circa 70 volte in più rispetto alla variante Delta e al virus SARS-CoV-2 originale. Al contrario, la variante Omicron si è replicata in modo meno efficiente (più di 10 volte inferiore) nel tessuto polmonare umano rispetto al virus SARS-CoV-2 originale, il che potrebbe suggerire una minore gravità della malattia.

"È importante notare che la gravità della malattia negli esseri umani non è determinata solo dalla replicazione del virus, ma anche dalla risposta immunitaria dell'ospite all'infezione, che può portare a una disregolazione del sistema immunitario innato, cioè la "tempesta di citochine"," ha affermato dottor Chan. "Si nota inoltre che, infettando molte più persone, un virus molto infettivo può causare malattie più gravi e morte anche se il virus stesso può essere meno patogeno. Pertanto, insieme ai nostri recenti studi che dimostrano che la variante di Omicron può parzialmente sfuggire all'immunità dai vaccini e dalle infezioni passate, è probabile che la minaccia complessiva della variante Omicron sia molto significativa."

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Resta ancora molto da scoprire sul comportamento della variante Omicron, e perciò sarebbe molto più prudente adottare misure più stringenti di prevenzione.

Quasi tutti i virologi ammettono che la doppia vaccinazione è insufficiente contro Omicron e la terza dose richiede troppo tempo per raggiungere la totalità della popolazione. Mentre invece Omicron è super veloce, raddoppia i contagi ogni due giorni, e l'unico modo per fermarne la corsa è un severo lockdown, soprattutto con l'approssimarsi delle feste di Natale.

Proprio quello che nessun governo intende attuare, sia perchè smentirebbe clamorosamente l'ottimismo diffuso nei mesi scorsi, sia perchè avrebbe gravi conseguenze sull'economia e sulla tenuta sociale, ovvero sulla popolarità dei politici come Johnson, Draghi, Scholz o Biden.

Di questa contraddizione ne approfitterà Omicron per colpire milioni di persone, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti nel pieno della stagione invernale che facilita gli attacchi  alle vie bronchiali. Resta da capire se queste sono le uniche ad essere coinvolte - ipotesi che consentirebbe cure efficaci - o se altri organi vengono danneggiati fino al decesso del paziente.

Nell'attesa di una risposta scientifica più esauriente sarebbe meglio abbandonare la presunta "normalità" fornita dai green pass farlocchi e attuare un adeguato piano di prevenzione e tutela, assieme alla vaccinazione obbligatoria.

i.fan.


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