sondaggio Venezuela: Machado supera Trump
Oggi è stato pubblicato un nuovo sondaggio AtlasIntel-Bloomberg .
Questo sondaggio LATAM Pulse sul Venezuela ha coinvolto 2.581 persone di tutte le regioni e fasce demografiche, intervistate tra il 26 e il 30 giugno. È emerso che il livello di disapprovazione nei confronti del governo di Delcy Rodríguez continua ad aumentare, sebbene non in modo così marcato come ci si sarebbe potuto aspettare: il 63,3% degli intervistati disapprova il suo governo, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al sondaggio precedente, condotto un mese prima. La percezione del rischio politico in Venezuela è salita a 45 punti, un valore superiore a quello del Messico e ai livelli registrati in Perù, Cile, Colombia, Argentina e Brasile.
Machado (53%), Trump (50%), González Urrutia (43%) e Rubio (42%) sono i leader più popolari. Delcy Rodríguez si piazza al quinto posto con un indice di gradimento del 23%, ma il 61% la disapprova. Jorge Rodríguez e Diosdado Cabello sono a pari merito con il 9% di gradimento e il 73% di disapprovazione, pur essendo in una posizione migliore rispetto a Juan Guaidó, Leopoldo López e Henrique Capriles.
Ancora più interessanti sono le risposte riguardo ai terremoti. Circa il 65,4% disapprova la risposta del governo, mentre il 19,3% la approva, in linea con il nucleo chavista di circa il 20% che difende il regime in praticamente ogni sondaggio credibile. Gli attori a cui viene data maggiore fiducia per contribuire alla ricostruzione sono gli operatori sanitari, i vigili del fuoco, le aziende private, le ONG, le chiese e María Corina Machado, che non si trova nemmeno nel paese. Il governo gode della fiducia del 43% degli intervistati, mentre la stessa percentuale non si fida di esso. La polizia, Delcy Rodríguez, le forze armate e Jorge Rodríguez non godono della fiducia di oltre il 60% degli intervistati per quanto riguarda la ricostruzione del paese.
sondaggio in Venezuela sul gradimento dei leader politici
sondaggio Venezuela: Machado supera Trump
sondaggio Venezuela: Machado supera Trump, la Rodriguez non esiste
Poi è arrivato il terremoto
Antonio De La Cruz su El Nacional Venezuela
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Il sondaggio AtlasIntel rivela il cambiamento. Il 45,7% desidera nuove elezioni prima della ricostruzione. Solo il 32,6% dà la priorità alla ricostruzione. Questo significa una cosa sola: il dibattito nazionale è cambiato.
Ciò che ieri sembrava radicale... oggi sembra ragionevole. E domani potrebbe diventare un'opinione condivisa. È così che si muove la storia.
Anche il modo in cui si misura il potere è cambiato. Prima, chi occupava Palazzo Miraflores era al comando. Oggi, chi emerge dalle macerie è al comando. La legittimità non è più un decreto, ma un'azione
.... L'immagine più potente del terremoto non è stata quella di un edificio crollato. È stata quella di un cittadino che chiede a un soldato: "Perché hai un fucile e non una pala?". In una sola frase, un'intera narrazione è crollata.
Quando la società inizia a salvarsi da sola... Lo Stato cessa di essere indispensabile. E quando cessa di essere indispensabile... Inizia a perdere legittimità.
Una squallida e cinica vicenda si sta consumando nel Venezuela squassato dal terremoto e dalle migliaia di vittime ancora sepolte sotto le macerie che il regime Rodriguez, insediato su scelta di Trump, non riesce a rimuovere per manifesta incapacità.
Trump vuole impedire che attorno alla figura di Maria Corina Machado si crei un'opposizione organizzata legittima e forte contro il governo fantoccio di Delcy Rodriguez.
Trump ha tradito le speranze dei venezuelani di un ritorno ad una democrazia vera, di un riconoscimento del risultato elettorale del 2024.
Maria Corina Machado, subito dopo la vittoria elettorale di Trump, si era fidata delle promesse del biscazziere di Mar a Lago e aveva cercato di "ringraziarlo" anticipatamente donandogli la medaglia del Premio Nobel per la Pace che le era stata assegnata per la battaglia democratica contro il regime chavista di Maduro (e Rodriguez.
Con il senno di poi la Machado dovrà ammettere che quel gesto di generosità verso Trump fu un errore clamoroso, anche se dettato da una opportunistica necessità. Nessuno l'aveva messa in guardia sul misoginismo di Trump e sulla sua propensione a tradire le promesse.
Mentre Trump si arraffava la medaglia di Maria Corina, il Pentagono aveva già pronta l'opzione politico-militare per arrestare Maduro e insediare Delcy Rodriguez, impedendo al fronte dell'opposizione venezuelana di organizzare una mobilitazione per prendere il potere.
Lo scopo americano è banale, spudorato e incontrastato (non solo da Cina e Russia ma anche dall'Europa): far finta di aver eliminato il regime chavista, avendolo in realtà solo addomesticato e piegato ai propri interessi geopolitici ed economici. Il Venezuela diventa una colonia dell'impero di Trump, il petrolio venezuelano viene rubato alla luce del sole dalle compagnie petrolifere amiche di Trump.
Le opposizioni, e in particolare quella che fa capo alla Machado che nel frattempo è sempre costretta all'esilio forzato negli USA, vengono ammansite con la liberazione di una parte dei prigionieri politici e la promessa americana che prima o poi (MOLTO POI) si terranno libere elezioni democratiche.
Poi è arrivato il Terremoto devastante
Il terremoto ha messo a nudo la triste e drammatica realtà del Venezuela post-Maduro. Il regime di Delcy Rodriguez è un apparato di corruzione ed inefficienza, e su questo nessuno si poteva illudere che in sei mesi la pupilla di Trump potesse cambiare le cose, ma la vera scoperta da parte del mondo che cerca di aiutare il Venezuela a riprendersi dal disastro è che Trump impedisce a Maria Corina Machado e all'opposizione di avere un ruolo politico, di poter rientrare in gioco anche sull'onda della rabbia popolare contro la latitanza e il fallimento del regime Rodriguez.
In pratica si sta verificando quello che si temeva: Trump è schierato con il governo di Delcy Rodriguez a qualsiasi costo, e non ha alcuna intenzione di avviare un processo di trasformazione democratica in Venezuela.
Per raggiungere questo scopo, ovvero tradire le speranze venezuelane di libertà, Trump è arrivato al punto di impedire a Maria Corina Machado di rientrare fisicamente in Venezuela. Una prima volta ha fatto dirottare l'aereo partito da Curacao con a bordo la Machado e una seconda volta ha obbligato una compagnia aerea di Panama di non farla salire a bordo di volo diretto in Venezuela,
Trump ha di fatto imprigionato negli USA Maria Corina Machado impedendole di ritornare in Venezuela e di mettersi alla testa di una possibile rivolta popolare contro il regime chavista di Delcy Rodriguez.
... Alcuni funzionari della Casa Bianca - coperti da anonimato - avrebbero affermato che il tentativo della Machado di rientrare in Venezuela "è grottesco opportunismo politico" , "vuole farsi fotografare mentre distribuisce i nostri aiuti, per fare i suoi interessi".
Si tratta di un'affermazione grave e densa di significati che fa ben capire quali siano le relazioni tra l'opposizione democratica venezuelana e l'amministrazione Trump.
Gli Stati Uniti preferiscono che la gestione dei soccorsi ai terremotati e della ricostruzione - un business stimato in almeno trecento miliardi di dollari - resti saldamente in mani americane con la partecipazione agli utili economici e politici riservata a Delcy Rodriguez, la docile sottomessa di Trump, piuttosto che affidarsi alla battagliera liberal centrista Machado, che rivendica la tradizione indipendentista bolivariana.
elnacional : A Tanaguarena, nello stato di La Guaira , le famiglie attendono con ansia i soccorsi per recuperare i corpi dalle macerie degli edifici crollati. Sono trascorsi dieci giorni e i mezzi necessari per estrarre le persone dalle macerie non sono ancora arrivati.
Un residente del luogo ha riferito che suo fratello e sua cognata sono intrappolati sotto le macerie. "Stiamo ancora aspettando l'arrivo dei soccorsi per poter recuperare i corpi di mio fratello e di mia cognata ", ha dichiarato.
.... Sui social media è stato riportato che una squadra di vigili del fuoco specializzati provenienti dalla città colombiana di Medellín è stata trattenuta per diverse ore, adducendo come motivazione requisiti di immigrazione che, in un caso come questo, non sembrano essenziali per minimizzare i danni causati da una calamità naturale.
È stato documentato anche l'imbarazzante episodio di un giornalista filogovernativo che, intervistando un volontario messicano, gli "consigliava" di includere un ringraziamento a Delcy. Inoltre, si è verificato un altro caso in cui sono stati apposti degli adesivi sui pacchi di aiuti per farli apparire come inviati dal governo, quando in realtà non lo erano.
Queste righe non sarebbero complete se non commentassimo l'insolito cambio di rotta della Casa Bianca, che insiste nel dare priorità alla "fantastica relazione" con il presidente ad interim, oscurando al contempo la figura di MCM, che è ovviamente colei che detiene la legittimità conferitagli dal voto del popolo venezuelano nel luglio 2024. Sembrerebbe che questi cambiamenti siano frutto dei mutevoli umori del signor Trump sulla questione.
Inoltre, pur riconoscendo che la seguente opinione non è la più diffusa, riteniamo che il desiderio di MCM di rientrare immediatamente nel Paese non rappresenti il momento più opportuno. La sua presenza fisica non porterebbe certo calma e tranquillità, anzi, il contrario. È vero che, di conseguenza, potrebbe offrire una ventata di aria fresca al Rodrigato, ma, a nostro avviso, può ancora sostenere e guidare la loro lotta dall'estero, aspettando il momento più opportuno per far sentire la sua presenza fisica e – non da una clandestinità estremamente pericolosa – il prima possibile, tradurla nella transizione democratica auspicata dalla maggioranza decisiva. Si tratta di una decisione difficile.
L'intuito politico di Maria Corina Machado le consiglia di sfidare ora il regime tornando in Venezuela per mettersi alla testa di coloro che reclamano giustizia sociale, trasparenza e rapidità nella ricostruzione post-terremoto. La sua popolarità è alle stelle, ma proprio per questo Trump la teme e la ostacola in tutti i modi. La Machado finora è stata al gioco di Trump, lo descrive ancora come un prezioso alleato, sottolineando però che il concetto di alleato è diverso da quello di sottomesso.
Se Trump dovesse ancora ostacolarla favorendo Delcy Rodriguez, la Machado potrebbe decidere di differenziarsi gli USA, se Trump non consente di svolgere elezioni libere entro pochi mesi. Il rischio di tenere in piedi un regime fantoccio, illegittimo e squalificato agli occhi della mpopolazione, grazie solo alla ingerenza degli USA nel condizionare la vita politica venezuelana a favore della giunta di Delcy Rodriguez, aumenta il rischio di disordini sociali e di caotiche rivolte.
La Spagna e l'Italia dovrebbero essere molto più attive e decise nel fare pressioni sugli Stati Uniti affinché avviino subito il percorso elettorale. Tutta l'Europa dovrebbe assumere la questione venezuelana come una priorità, senza atteggiamenti passivi e subalterni a Trump.
Il Venezuela ha bisogno di relazioni stabili con gli USA ma anche con l'Europa, per controbilanciare le mire egemoniche americane e creare relazioni economiche più vantaggiose. L'Europa ha bisogno del petrolio venezuelano, senza pagare dazio alle compagnie petrolifere americane.