Perchè i 5000 dollari promessi da Trump sono una frode elettorale

Trump in un comizio ha promesso 5000 dollari per ogni americano se i repubblicani vinceranno le prossime elezioni di midterm. Più che una promessa è una frode

$ Trump 5000 fraud

$5,000 promised by Trump is an election fraud

“If the Republicans win the House of Representatives and the United States Senate, both of them, because of our tremendous economic success… I will issue a dividend to every adult citizen in the United States of America for $5,000

Donald Trump

da USATODAY:

DALLAS – Il 9 settembre, durante la prima convention repubblicana di metà mandato a Dallas, il presidente Donald Trump ha cercato di mobilitare la sua base di sostenitori più fedeli , tentando una missione di salvataggio per dare nuova linfa al suo partito e impedire la conquista del Congresso da parte dei Democratici.

Tra le sue iniziative, Trump fece una proposta straordinaria: se i repubblicani avessero mantenuto il controllo della Camera e del Senato, avrebbe distribuito "dividendi" di 5.000 dollari a tutti i cittadini americani adulti.

... "Vi chiedo di fingere che io sia candidato", ha detto Trump. "Sono candidato ancora una volta."

.... La sfacciata promessa di Trump di pagare 5.000 dollari a ogni cittadino americano adulto se i repubblicani manterranno il controllo della Camera e del Senato potrebbe sconvolgere le elezioni di metà mandato, introducendo una nuova e controversa variabile imprevedibile a meno di due mesi dal giorno delle elezioni.

Questa mossa ha sicuramente scatenato critiche, con l'accusa che il presidente stesse pagando gli americani per votare repubblicano, in un momento in cui il partito fatica a eguagliare l'entusiasmo dei democratici e si trova ad affrontare una difficile sfida alle elezioni di medio termine.

... 'Trumpapalooza' mantiene le promesse

Se c'erano dubbi sul fatto che la convention repubblicana di metà mandato, durata due giorni, fosse una " Trumpapalooza ", le scene dentro e fuori dall'arena li hanno chiariti: questo è uno spettacolo di Trump.




La "promessa" elettorale di Trump ha lasciato freddi persino i media più vicini al biscazziere.

FoxNews ha riportato la notizia mettendo subito in risalto che "il debito aumenta" 

... Trump promette assegni da 5.000 dollari mentre il debito aumenta, ma solo se il Partito Repubblicano riuscirà a superare un importante ostacolo alle elezioni di medio termine.

La proposta potrebbe costare circa 1.200 miliardi di dollari e richiederebbe l'approvazione del Congresso, dato che il debito pubblico statunitense ha superato i 40.000 miliardi di dollari.

..... ma la sua erogazione è subordinata al mantenimento del controllo del Congresso da parte dei repubblicani nelle elezioni di metà mandato del 2026.

.... La Casa Bianca non ha fornito requisiti di ammissibilità specifici né una proposta di finanziamento dettagliata.

Trump ha affermato che il dividendo sarebbe stato simile a una distribuzione di liquidità da parte di un'azienda di successo ai suoi azionisti e ha indicato che il denaro avrebbe dovuto essere speso negli Stati Uniti.


Anche il trumpiano murdochiano New York Post ha trattato la notizia con scetticismo, in un breve articolo, in sordina.

..... Il concetto era "molto simile a quello di una distribuzione di liquidità effettuata da un'azienda di successo ai propri azionisti", ha affermato Trump.

"Se vinciamo, vi daremo il dividendo di Trump fino a 5.000 dollari, e vinceremo."

Non è chiaro se l'idea verrebbe accolta favorevolmente dai conservatori fiscali, dato che aggiungerebbe oltre 1.200 miliardi di dollari al debito nazionale, che già ammonta a 40.000 miliardi di dollari, in costante aumento.

Nel 2020, l'allora leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell (repubblicano del Kentucky), bloccò la richiesta di Trump di assegni di stimolo economico da 2.000 dollari per il COVID-19, riducendo la somma a 600 dollari per timore che stampare così tanto denaro avrebbe svalutato la valuta.


Frode elettorale di Trump con 5000 dollari


A meno di 2 mesi dalle elezioni di Midterm la proposta di Trump di elargire 5000 dollari ad ogni americano adulto in caso di vittoria dei repubblicani non è una promessa elettorale ma una autentica frode elettorale.

Il motivo è evidente a tutti, persino ai più accesi sostenitori del biscazziere di Mar-a-Lago.

Il costo esorbitante della promessa di Trump - si tratta di milleduecento miliardi di dollari, 1,2 trilioni - si aggiungerebbe ad un debito pubblico mostruoso di oltre 40 trilioni di dollari, di cui molti dubitano la sostenibilità.

L'ulteriore aumento del debito farebbe impennare il livello già alto dell'inflazione americana, con una perdita del potere d'acquisto reale ben superiore ai presunti 5000 dollari.

L'importo di 5000 dollari per un americano medio - il cui reddito annuo supera i 100mila dollari - rappresenterebbe solo una elemosina non richiesta.

Non c'è alcun motivo economico dietro la "promessa", perché l'economia USA non è in crisi, non c'è disoccupazione o recessione, ma solo una terribile crisi politica e istituzionale creata dalle "promesse" mai mantenute di Donald Trump.

L'elargizione di Trump dovrebbe essere approvata dal Congresso e anche nel caso in cui vincessero i repubblicani ci sarebbe un'ampia maggioranza contraria al "dividendo di Trump"

Quindi Trump ha fatto una promessa che sa di non poter mantenere, ovvero un raggiro, una frode.

Promettere denaro - che non si ha - in cambio del voto è un palese reato, una truffa, una frode elettorale, in qualsiasi paese "normale", perché è un uso privato di fondi pubblici, non giustificato da un utilizzo "sociale" del denaro promesso ma un semplice schema di ricatto: "se non mi voti e non mi consenti di raggiungere la maggioranza in Congresso io ti nego la somma promessa".

E' una frode dalle implicazioni sconcertanti.

Possibile che alla Casa Bianca nessuno abbia più il coraggio di prevenire la follia di Trump?

La promessa di 5000 dollari è una frode ma è anche un boomerang elettorale per il partito repubblicano, ormai incapace di scrollarsi di dosso l'immagine di un manipolo di maggiordomi del Re.