Processo per l'omicidio Regeni, una sentenza senza tutta la verità

  • Il processo per l'omicidio di Giulio Regeni termina con la sentenza di condanna per i 4 imputati egiziani.
  • Ma è una strana sentenza incompiuta, che non risponde alla domanda: perché Giulio Regeni è morto?

Verità per Giulio Regeni, la sentenza

La sentenza del processo Regeni

Si conclude il primo grado del processo per l'omicidio di Giulio Regeni, con le prevedibili condanne per i 4 imputati egiziani in contumacia.

Lunedì 28 settembre è prevista la sentenza di primo grado, un esito che per molto tempo era sembrato impensabile ed era stato ostacolato in ogni modo dal regime egiziano di Al Sisi.

"Per capirne la portata bisogna tornare un po’ indietro. Gli imputati al processo sono quattro agenti dei servizi di sicurezza interni egiziani, che secondo l’accusa hanno avuto ruoli diversi in questa vicenda:

il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi, e il generale Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Sono tutti accusati di sequestro di persona pluriaggravato, mentre Sharif deve rispondere in concorso con altre persone mai identificate anche di lesioni personali aggravate e di omicidio aggravato. Per lui la procura ha chiesto la condanna all’ergastolo, per gli altri tre imputati 17 anni e sei mesi di carcere.

Il processo è andato avanti senza che gli imputati si presentassero mai in aula. Formalmente sono irreperibili, perché l’Egitto non ha mai dato all’Italia le informazioni necessarie per rintracciarli e notificare loro gli atti processuali".

Depistaggi, tradimenti, messinscena e crudeltà.

Una vicenda lunga più di 10 anni: era il 25 gennaio del 2016 quando un giovane ricercatore 27enne di nome Giulio Regeni, cresciuto a Fiumicello, veniva rapito e poi ucciso in Egitto.

Dopo essere stato torturato, perché sospettato di essere una spia, fu ritrovato senza vita pochi giorni dopo sul bordo della superstrada che porta da Il Cairo ad Alessandria.

Domani, la Corte d'Assise di Roma emetterà la sentenza di primo grado sul caso e ci sarà finalmente una verità processuale che stabilirà chi è stato a mettere fine alla vita di Giulio.

Ad attendere questo giorno da anni sono i suoi genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, assistiti dall'avvocato Alessandra Ballerini da sempre vicina alla famiglia, e che si battono incessantemente per tenere alta l'attenzione sul caso del figlio e per arrivare a definire chi, degli uomini legati ai servizi segreti egiziani, sia responsabile di questa morte.

Lo scorso 23 giugno il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, ha chiesto la condanna all'ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, ritenuto l'uomo che ha materialmente ucciso il ricercatore, e 17 anni e mezzo di carcere per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr.

"Pubblici ufficiali di altissimo grado - li definisce l'accusa - soggetti pienamente consapevoli dei propri doveri istituzionali, primo fra tutti quello di garantire la legalità e non di piegarla a fini illeciti".

In ogni caso, se ci sarà la parola "fine" sul caso lo si saprà a breve.

Tra le poche certezze appurate, oltre al violento assassinio di Giulio, c'è che quella notte di dieci anni fa a compiersi tra le strade de Il Cairo fu prima una tortura, poi un omicidio di Stato di un ragazzo italiano.

E' una sentenza importante, per nulla scontata, ma strana e incompiuta, perché in ogni omicidio ci sono due domande fondamentali : chi ha ucciso e perché ha ucciso.

Questa sentenza ci dirà chi ha ucciso, i 4 imputati, ma non dirà perché, ovvero l'omicidio di Giulio è nato e si è sviluppato nella testa dei 4 sgherri dei servizi egiziani oppure avevano un mandante, c'erano dei complici, delle connivenze, e tanti che hanno ostacolato la ricerca della verità?

La sentenza ricostruirà sicuramente il clima e le circostanze che resero possibile l'omicidio di Giulio, ma dovrà fermarsi, e non solo per motivi di logica giudiziaria, di fronte all'omertà del regime egiziano, che tutti sanno essere il mandante dell'omicidio di Giulio ma nessuno potrà provarlo o scriverlo nella sentenza.

La seconda domanda, perché Giulio Regeni è stato ucciso, non troverà risposta giudiziaria nella sentenza della Corte d'Assise. Sarà intuibile tra le righe e le circostanze che verranno sicuramente descritte, riferite al regime egiziano di Al Sisi e alla ferocia della repressione contro le opposizioni interne.

Ma saranno un contorno, non saranno indicati i mandanti dell'omicidio.

La sentenza dovrà fermarsi davanti alla soglia della diplomazia e delle ipocrisie delle relazioni internazionali, degli interessi economici tra Italia ed Egitto, quegli stessi interessi che nei giorni dell'omicidio di Giulio facevano da sottofondo alla visita della delegazione italiana al Cairo, quando al governo c'era Matteo Renzi che per molti giorni disse di non essere stato avvisato di quanto accadeva.

La sentenza del processo per la morte di Giulio Regeni dovrà lasciare irrisolti gli interrogativi più importanti: i 4 imputati agirono da soli, di propria iniziativa, nel sequestrare torturare e uccidere Giulio? nessuno tra le alte gerarchie del regime egiziano, oltre i 4 imputati, sapeva del sequestro?

Le sentenze giudiziarie non scrivono la storia, ma la storia si spiega anche con le sentenze.

Per questo la sentenza per l'omicidio di Giulio Regeni è solo un piccolo tassello della orribile storia iniziata il 25 gennaio del 2016 e che ancora oggi, dopo oltre 10 anni, resta inesplorata.

Ci sono ancora due pagine da scrivere: quella delle corresponsabilità personali di Al Sisi - il dittatore che sapeva ma ha lasciato morire Giulio nelle mani degli aguzzini dei servizi segreti egiziani.

E quella delle responsabilità del governo italiano dell'epoca, presieduto da Matteo Renzi e con Paolo Gentiloni ministro degli Esteri, che non intervennero immediatamente con decisione nelle prime ore del sequestro di Giulio per ottenerne l'immediata liberazione.

Anni dopo, Matteo Renzi ha detto " ... se avessi saputo prima ...".

Perché non lo ha saputo prima? chi o cosa, se è vero, glielo ha impedito?

La sentenza per l'omicidio di Giulio Regeni non può riguardare questi aspetti, ma queste domande faranno sempre parte della terribile vicenda di Giulio Regeni e saranno sempre nella mente di chi invoca da oltre 10 anni la verità per Giulio Regeni.

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