OMICIDIO REGENI A CHI GIOVA AVER SOSPESO IL PROCESSO?


Il processo per l'omicidio di Giulio Regeni viene sospeso, perché secondo la Corte d'Assise di Roma "non sappiamo se gli imputati, Sabir Tariq, Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, sapevano di essere accusati".
Una sospensione che giova molto agli "interessi nazionali" italiani in Egitto

i.fan. - 15/10/2021

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La Corte d'Assise di Roma dice che il processo ai 4 ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani accusati di aver sequestrato torturato e ucciso Giulio Regeni nel 2016 non s'ha da fare, perché non c'è certezza che gli imputati siano a conoscenza delle accuse che gli vengono rivolte, non essendo stato possibile notificargli gli atti d'accusa, perché l'Egitto si è rifiutato di fornire i loro indirizzi.

In Italia c'è un sistema giudiziario che garantisce il diritto di difesa anche al più abietto degli omicidi. Le regole per applicare il diritto di difesa non sono derogabili e rappresentano un principio di garanzia per tutti.

Giusto, anche i torturatori di Giulio Regeni hanno diritto ad un processo equo e imparziale.

"Non sappiamo se sapevano" conclude la Corte d'Assise, quindi il processo deve ricominciare da capo.

Un eccesso di garantismo è sempre meglio di una giustizia sommaria. Giusto.

A nulla sono valse le osservazioni del procuratore Colaiocco secondo il quale gli imputati avevano ampiamente appreso dai mass media di essere imputati e quali fossero le accuse a loro carico.

La risonanza dell'omicidio Regeni non è arrivata nelle segrete stanze dei servizi segreti di al-Sisi.

Quindi la ricerca dei colpevoli del barbaro omicidio di Giulio Regeni deve ricominciare, pur sapendo che il regime egiziano continuerà a raccontare macabre barzellette sulle responsabilità dei suoi apparati, facendosi beffe di qualsiasi richiesta.

Ma non ci arrendiamo, prendiamo atto di quanto sancito dalla Corte d'Assise e cerchiamo di far arrivare ai 4 imputati le notizie di reato che li riguardano.

Intanto cominciamo a dire chi sono i 4 imputati:

Il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Poi lo Stato italiano, per il tramite del suo ambasciatore al Cairo (altrimenti che ci sta a fare?) potrebbe acquistare uno spazio sui principali organi di informazione dell'Egitto per pubblicare la notifica dei reati ai 4 imputati e l'avviso di eleggere domicilio e presentarsi al processo.

" Si avvisano i signori Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Sabir Tariq, Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, che a loro carico è aperto un procedimento presso la Procura di Roma per i seguenti fatti ... "

Ma qualcuno potrebbe obiettare che i servizi segreti di solito non leggono i giornali e non ascoltano la televisione, quindi i 4 imputati potrebbero non venire a sapere nulla che li riguardi. Giusto.

I servizi segreti si informano attraverso la rete dei loro informatori o di altri servizi segreti. Allora il governo Draghi potrebbe incaricare, su richiesta del GUP, i servizi segreti italiani di informare i colleghi egiziani affinchè informino i 4 colleghi imputati di essere accusati dell'omicidio di Giulio Regeni.

Se questo non bastasse ai giudici della Corte d'Assise come prova di aver assolto agli obblighi informativi verso gli imputati, c'è un'ultima strada. Il governo italiano potrebbe dare una ricompensa in denaro a chi fornisca elementi utili a individuare gli indirizzi dei 4 imputati, al fine di recapitare le notifiche processuali tramite un corriere internazionale : il giorno xx abbiamo recapitato al signor Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, indirizzo yy, un plico della Procura di Roma ecc ecc.

A questo punto però sorge un dubbio: e se i giudici della Corte d'Assise avessero bloccato il processo Regeni su richiesta di qualche entità superiore? Qualcuno che ha suggerito loro il modo formale per bloccare un processo tanto scomodo e inviso al regime di al Sisi?

Qualcuno che ha anteposto "l'interesse nazionale" al diritto di giustizia? Qualcuno che, pur condannando i regimi dittatoriali, non disdegna di "cooperare" con loro?

No, non è un'ipotesi credibile. Non può essere che qualcuno in Italia cerchi di bloccare il processo agli assassini di Giulio Regeni per non compromettere i buoni affari in campo militare e petrolifero con il regime di al-Sisi. Giammai !

Non cadiamo nell'ossessione complottista. Il vero processo agli assassini di Giulio Regeni si è già svolto e concluso.

i.fan.


keywords: Omicidio Giulio Regeni, regime Al Sisi, Egitto, Processo Regeni, Corte d'Assise, Sabir Tariq, Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif,

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